Lazio, l’importanza di chiamarsi Ciro Immobile

Pubblicato il autore: Marco Tarantino Segui

Ciro Immobile, un attaccante prolifico al servizio della Lazio di Simone Inzaghi, un bomber di razza, sbarcato a Roma in estate dopo l’esperienza negativa a Dortmund e Siviglia. Pochi credevano in lui, ma non la Lazio. Primo obiettivo per sostituire un certo Miroslav Klose si è presentato pronti via con la rete dell’1-0 contro l’Atalanta per poi continuare a segnare a raffica. Un goleador implacabile, un senso del goal innato, la Serie A il suo habitat naturale. Un attaccante ritrovato.

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Ciro Immobile

Ha parlato proprio Ciro Immobile a Lazio Style Channel della sua carriera e dell’avventura a Roma“Mi sono appassionato al calcio grazie a mio padre. Mi ricordo la prima volta che siamo andati in una scuola calcio. Era la scuola calcio Torre Annunziata 88, la società della mia città. Ho iniziato prestissimo, credo a 4 anni. Andavo a scuola calcio, anche se non potevo, perchè mi piaceva talmente tanto che volevo andarci per forza, mio padre aveva chiesto il favore al presidente e ho cominciato da lì. L’esperienza a Pescara è stata straordinaria sotto tutti i punti di vista, è stata un’ annata fatta nel modo migliore perché abbiamo vinto il campionato, sono stato il capocannoniere e ho vinto il premio di miglior giocatore del campionato. Nelle prime sette partite non avevo ancora fatto gol, poi mi sono sbloccato e ho iniziato a sentire la fiducia di tutti, dell’ambiente. Da lì è partita questa cavalcata e abbiamo raggiunto obiettivi importanti come l’Europa League e ho vinto il titolo di capocannoniere. E’ stata un’annata dove abbiamo fatto delle cose importanti”, stando a quanto riportato da Lalaziosiamonoi.it.

Parole importanti quell’attaccante napoletano, che ripercorrono la sua carriera: Ciro Immobile ha voluto parlare anche della scelta di giocare a Roma per la Lazio “Ai tempi dell’Europeo già si parlava della Lazio. La prima scelta era questa maglia, la mia priorità. Il primo gol contro l’Atalanta è stato emozionante, non me lo sarei mai aspettato, ma ci avevo lavorato tanto. La rete ha rotto il ghiaccio, è stata importante per acquistare fiducia. Spero di fare tanti altri gol”.

Insomma una scelta, un matrimonio che si è compiuto per il bene di entrambe le parti: Ciro Immobile ha trovato nella Lazio la piazza giusta per rilanciarsi, con l’obiettivo di segnare, segnare, segnare per convincere il suo ex tecnico e mentore al Torino, Ventura, a convocarlo per la Nazionale (sognando una maglia da titolare). Il resto lo conosciamo: dopo la sfida contro l’Atalanta, il bomber non si è più fermato. Pochi passi falsi, da ricordare il goal divorato contro il Milan nel finale di gara sul secondo palo con un colpo di testa che si è spento a lato ma ormai a risultato acquisito per i rossoneri (0-2). Tanti goal, prima della sosta uno stop nuovamente contro il Napoli, con buone occasioni avute ma in cui non è stato cattivo abbastanza per sbloccare la gara e portarla nelle mani della Lazio. Poi arriva di nuovo la Nazionale, maglia da titolare e subito in rete.
Prossimo step il Genoa, la sfida dell’Olimpico servirà nuovamente per testare la sua fame di goal e per continuare a sognare, insieme alla sua Lazio: Ciro Immobile. Il goal nel DNA

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