La vittoria della Supercoppa è stata la ciliegina sull’ottima prima parte di stagione del Milan

Pubblicato il autore: MATTIA D'OTTAVIO

donnaCon la Supercoppa italiana conquistata venerdì scorso a Doha si chiude in maniera ottima quest’inizio di stagione del Milan, che torna ad alzare un trofeo a cinque anni di distanza dall’ultimo trionfo targato Allegri ed Ibrahimovic. Molto è cambiato da quell’affermazione: trofeo a parte (anche nell’estate del 2011 si trattava della Supercoppa contro l’Inter di Gasperini) la formazione ed il budget sul mercato erano ben diversi. Venerdì scorso è subentrato ed è risultato decisivo Pasalic, 5 anni fa a fare la differenza fu Pato; quest’anno praticamente non è stato fatto mercato, ad esempio nella passata stagione erano stati fatti degli investimenti importanti su Bacca e Bertolacci, invece nel mercato estivo con il closing che continuava a slittare è stata fatta di necessità virtù, ma ci sono state le esplosioni di Donnarumma e Locatelli, con la coppia Paletta-Romagnoli la difesa dà molte conferme e la consacrazione di giocatori duttili come Suso e Bonaventura hanno dato ancora ragione a Galliani e a forse l’ultima intuizione di Berlusconi che ha puntato su una squadra giovane e a forti tinte azzurre. L’inizio non è stato dei più promettenti, dopo la sconfitta casalinga con l’Udinese in molti storcevano il naso, anche nei confronti di Montella, adesso l’ex tecnico di Fiorentina e Sampdoria sta convincendo tutti, a prescindere dall’ottima posizione in classifica e dal ritorno di un trofeo nella già ricchissima bacheca della presidenza Berlusconi. Sono arrivate grosse migliorie anche dal punto di vista del gioco espresso, se fino a un paio di mesi fa i rossoneri proponevano una tattica attendista che puntava al contropiede e alla vena realizzativa di Bacca, dalla trasferta di Roma in poi le prestazioni sono sempre state convincenti. Paradossalmente in quella trasferta è arrivata una sconfitta e nella gara successiva in casa contro l’Atalanta solo uno zero a zero, ma la strada intrapresa è quella giusta.  Alla ottima organizzazione in campo e al gran carattere si è aggiunto un gioco propositivo che contro la Juve avrebbe meritato di regalare la vittoria ai rossoneri anche prima dei rigori. Dopo il vantaggio bianconero il Milan ha avuto una grande reazione, Bonaventura ha segnato un bellissimo gol con un grande tempo d’inserimento e anche nella ripresa e nei supplementari, soprattutto a destra con un Suso immarcabile, sono arrivate molte occasioni. Quando si è trattato di mettere una pezza ci ha pensato il solito Donnarumma che su Khedira ha replicato il miracolo nella partita di campionato a tempo scaduto, mentre sul rigore di Dybala ha messo in mostra tutti i suoi riflessi e sangue freddo. Lo stesso Pasalic non ha avuto paura davanti ad una leggenda come Buffon e ha piazzato il rigore decisivo spiazzando il portierone. Da Doha sono arrivate anche un paio di note negative: Niang dopo i due rigori consecutivi falliti è rimasto tutti e 120 i minuti in panchina, Bacca ha offerto davvero una brutta prestazione, il gol mancato a porta sguarnita non è da lui. Montella dovrà lavorare al loro recupero, nel frattempo aspetta Badelj da questo mercato, e forse con un Luiz Adriano in meno l’aereoplanino punta a continuare a far volare questo Milan giovane e italiano.

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