Juventus, turnover esagerato con il Torino? E’ Higuain l’imprescindibile di Allegri

Pubblicato il autore: Antonio Guarini
higuain

Juve, è Higuain l’insostituibile di Allegri

Sette cambi rispetto al match di Champions League con il Monaco, il turnover di Max Allegri con il Torino non ha dato i frutti sperati. I bianconeri sono stati in grossa difficoltà contro i granata di Mihajlovic, protagonisti di un grande match allo Stadium. Senza il fosforo di Pjanic a centrocampo e il killer instinct di Higuain in attacco la Juventus ha faticato moltissimo nei primi 60 minuti. Poi, complice l’espulsione di Acquah, i campioni d’Italia hanno cominciato a macinare gioco grazie anche gli ingressi in campo dei pezzi da 90. Con Pjaca out Allegri non ha molta scelta in attacco, cosa che avviene invece negli altri reparti. Anche se anche a centrocampo non c’è una vera controfigura di Pjanic. In quest’ottica si deve leggere l’acquisto di Rodrigo Bentancur, regista uruguaiano prelevato dal Boca Juniors. Davanti la Juventus ha faticato a creare occasioni davanti ad Hart. Un Dybala appannato, un Cuadrado pasticcione e un Mandzukic poco a suo agio nella sua vecchia posizione da centravanti. Ancora una volta il grimaldello di Allegri è stato ancora una volta Higuain. Il Pipita ha segnato il suo 34esimo gol stagionale, dimostrando che i 90 milioni di euro versati al Napoli sono stati ben spesi. Tre gol in quattro giorni di un’importanza capitale, quelli segnati da Higuain a Monaco e Torino. Il gol a tempo scaduto contro i granata ha salvato l’imbattibilità interna della Juventus. Il Pipita ormai è calato alla perfezione nello scacchiere di Allegri, finalizzatore efficacissimo della manovra bianconera. Martedì allo Stadium arriva il Monaco, Allegri schiererà tutti i titolari per conquistare definitivamente il biglietto per Cardiff. Poi sarà di nuovo campionato, con la Roma all’Olimpico può arrivare la festa scudetto. Higuain già scalda le polveri per le prossime partite, la Juve ha bisogno dei gol pesanti del suo Pipita d’Oro.

Higuain l’insostituibile, ma in attacco la coperta della Juve è troppo corta

Il derby con il Torino ha confermato che la Juventus ha una rosa altamente competitiva in difesa e a centrocampo. In attacco invece Allegri non ha grandi possibilità di scelta. Da quanto il mister bianconero ha deciso di affidarsi al 4-2-3-1 è apparso subito evidente la carenza numerica nel reparto avanzato. Basti pensare che il Real Madrid di sabato sera ha giocato contro il Granada con un attacco completamente diverso da quello visto in Champions League contro l’Atletico. Contro i Colchoneros avevano giocato Isco-Benzema-Ronaldo, in Liga invece Zidane ha schierato Asensio-Vazquez-Rodriguez dietro Morata. Cambiando l’ordine degli addendi il risultato non cambia. Tre gol agli uomini di Simeone, quattro in 35 minuti al Granada. Allegri invece deve schierare gente fuori ruolo(Sturaro), o chiedere straordinari a chi tira la carretta da inizio stagione(Mandzukic). Una situazione che deve fare riflettere Marotta e Paratici. Anche perché se la Juventus dovesse trionfare in Champions League nella prossima stagione ci saranno tantissimi impegni per bianconeri. Non è un caso che il nome di Keita venga accostato con sempre più frequenza alla Juventus. Il senegalese può giocare in tutte le posizioni dell’attacco, un jolly prezioso per Allegri. Il solo Keita non basta, nella prossima stagione servirà anche un vero vice-Higuain. Intanto Allegri fa con quella che ha e lo fa benissimo, ma le stagioni perfette poi sono difficilmente ripetibili.

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