Napoli, altro che dipendenza da Higuain

Pubblicato il autore: Ettore Culicetto Segui

Napoli
Grazie alla strepitosa prestazione contro il Torino, il Napoli si gode il momentaneo secondo posto in attesa della gara di questa sera tra Roma e Juventus. Alla luce di questa ennesima partita, pare chiaro come Maurizio Sarri abbia trovato un equilibrio di gioco così armonico e funzionale da permettere ai suoi uomini di mettere in difficoltà chiunque, anche quel Torino che quest’anno aveva perso in casa solamente una volta sola.

Con la cessione di Higuain di questa estate, molti pensavano che il Napoli avrebbe visto ridurre inesorabilmente le proprie ambizioni, nonché le proprie qualità offensive, a causa della perdita di quell’incredibile fuoriclasse capace di segnare ben 36 reti in un solo campionato e di convincere tutti che la squadra fosse dipendente da lui. In realtà, dando un’occhiata ai numeri, i partenopei se la stanno cavando decisamente bene anche senza il bomber argentino, anzi, senza l’attuale attaccante della Juventus sembrano aver tolto qualsiasi punto di riferimento alle difese avversarie: a due giornate dalla fine del campionato infatti il Napoli ha realizzato ben sei gol in più rispetto la scorsa stagione, raggiungendo già quota 80 punti contro gli 82 finali della scorsa edizione della Serie A. Il lavoro di Sarri ha dato i suoi frutti, e la velocità e l’affinità che oggi uniscono i tre piccoletti del tridente offensivo sono riuscite ad esaltare anche le loro prestazioni individuali: Callejon ha raggiunto per il quarto anno consecutivo la doppia cifra, Insigne sta terminando la sua migliore stagione in Serie A, mentre Mertens nell’attuale annata con i suoi 25 gol è riuscito a concretizzare più occasioni da rete in campionato rispetto gli scorsi tre messi insieme. Nonostante il Napoli si sia reso protagonista di qualche scivolone di troppo (specialmente in termini di pareggi, si pensi a quelli con Genoa, Pescara, Palermo e Sassuolo), il suo gioco non risulta essere mai né banale né noioso, ed il messaggio che bisogna trarre da questi dati sembra essere piuttosto chiaro: quella di Sarri è una vera e propria squadra, e in quanto tale non dipende da nessun singolo. Anche se a fine anno la società di De Laurentiis non solleverà alcun trofeo, il progetto legato ai suoi giovani combinato con l’indiscutibile qualità dei più esperti, lascia ai tifosi motivo per cui ben sperare per il futuro: del resto, come abbiamo avuto modo di vedere durante questa stagione, il Napoli non è dipendente da alcuna individualità, se non al massimo dal lavoro del proprio allenatore.

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