Roma, Spalletti: “Arrivare secondi sarebbe una vittoria. Monchi? Il numero 1. Totti dovrà parlare…”

Pubblicato il autore: Alessandro Marini Segui
Roma, Spalletti

Roma, Spalletti in conferenza stampa alla vigilia del posticipo di San Siro contro il Milan, valevole per la trentacinquesima giornata di Serie A

Dopo la bruciante sconfitta nel derby il tecnico della Roma, Spalletti è tornato a parlare in conferenza stampa alla vigilia della fondamentale sfida, in chiave secondo posto, contro il Milan. Ecco le dichiarazioni del mister ai cronisti presenti nel centro sportivo di Trigoria.
Dal derby a Milan-Roma: come ha visto la squadra?Sembra che ci sia stata la reazione giusta, c’è tanta amarezza e io me la sento tutta addosso, ma è chiaro che quello che conta viene fatto in fondo al campionato. Ci sono delle partite che si perdono, quello che si fa nella partita successiva è fondamentale. Ora c’è in ballo una posizione importante, andiamo a giocarci questa partita difficile.
All’andata avete incontrato il Milan in forma, ora sembra in difficoltà. Cosa si aspetta domani? “L’espressione della tua qualità si vede nel lungo tragitto. E’ vero che il Milan ha perso un pò di smalto rispetto all’andata, ci misero in difficoltà, ma secondo me hanno mantenuto molte qualità, ci sono molti episodi dove non sono stati premiati ultimamente. Troveremo una squadra stimolatissima, per cui quello che io dirò ai miei calciatori nell’aspettarsi l’avversario è che sarà quello dell’andata. Hanno messo dentro innesti di assoluta qualità e futuro.
Curiosità su Monchi. Ci ha detto che lui è venuto qui per Spalletti e farò di tutto per convincerlo a restare. E’ iniziato il corteggiamento?Qui il presidente Pallotta fa vedere le sue intenzioni, perché ha preso il migliore: Monchi. Lo volevano tutti. Quello che lui ha detto di noi a me fa piacere, una visione pulita che viene da fuori. Non è inquinato da quello che si dice nell’ambiente, arriva qui e ti dice: mi sembra che tutto sommato si sta facendo un buon lavoro. Poi è chiaro che c’è da lavorare, però ha espresso un parere molto positivo guardandoci da fuori. Confrontarmi con il numero uno dei direttori mi ha già dato delle qualità che io tengo strette.” 
Lo striscione e i manichini al Colosseo. L’episodio dei manichini non appartiene ne ai tifosi della Roma ne a quelli della Lazio, fa parte di persone che hanno dei problemi. Tifare è sostenere, gioire, criticare, dispiacersi, iniziative come quelle portano odio, cattiveria, livore gratuito. Come quello che ho ricevuto nell’articolo di Vocalelli, quando poi tira in ballo i miei figli per attaccarmi. I miei figli mi hanno detto che ha ragione lui, che ho sviluppato male delle partite. Ma preferirebbero essere non tirati in ballo in questi articoli.”

Roma, Spalletti in conferenza 
Hai detto che il secondo posto è fondamentale, ma la Roma deve vincerle tutte per ottenerlo. Se si finisse terzi sarebbe un fallimento?Un fallimento mi sembra utopia, proviamo a chiederlo ad altre squadre che hanno iniziato con lo stesso obiettivo se arrivare terzi sarebbe un fallimento. Il secondo posto è un obiettivo difficile, arrivare alle spalle della Juventus che s’è portata a casa il primo posto. Il tragitto è lungo, noi questo accesso diretto ce lo giochiamo con il Napoli che è a detta di tutti una delle squadre più forti d’Europa, i detentori di questa posizione. Quindi abbiamo lavorato bene. Amplio l’analisi: quando siamo partiti ad allenare la Roma, io e te (a D’Ubaldo ndr), eravamo a cinque punti dall’Inter e a dieci dal Napoli, eravamo a cinque dalla Fiorentina, vediamo come si finisce e ti dico dove siamo migliorati e peggiorati. Abbiamo sbagliato delle partite, dove non abbiamo caricato bene quello che è il valore dei nostri calciatori, non siamo stati così squadra nella totalità. Bisogna sempre vedere da dove si parte, ho sempre detto che bisogna vincere. La squadra ha lavorato nella maniera giusta ma non è in alto mare come si pensa in questo momento, deve reagire e far vedere la personalità e la tenuta mentale dopo una partita dove non ha dato tutto e ha concesso troppo. Arrivare secondi, che è il massimo degli obiettivi, dipende anche dal Napoli, che a detta di tutti i giornalisti è una delle squadre migliori d’Europa, ripeto. Non ci fa timore giocarci le partite contro Milan e Juve, fin qui ci siamo arrivati con le nostre forze, nonostante la sconfitta di domenica scorsa. Andiamo a dimostrare il nostro valore, se si arriva secondi è come aver vinto il campionato, se si arriva terzi abbiamo fatto comunque un ottimo lavoro, non fallimento.”
Tornando alla conferenza di Monchi, si è parlato di Totti. Vorrei un parere da esterno, se è giusto che una società in qualche modo decreti la fine di una carriera di un calciatore.Per me essere uno che lo valuta dall’esterno è difficile, ci sono dentro fino al collo. Dico che aspettiamo a dare degli aggettivi a Monchi, perché parlando di questo tema ha soltanto riportato ciò che ha trovato: il contratto lo ha fatto Francesco o il suo agente. Lui essendo nel momento più importante della sua carriera ed è cosi attaccato alla Roma preferisce far finire il campionato, penso. Non lo so, però, io ho sempre detto che su quella che è la gestione del calciatore io c’entro dentro, anche se so che a voi sono più a cuore le sue sorti piuttosto che quelle di altri. Per scegliere la formazione però si vede quello che si fa ora, non quello che s’è fatto due anni fa. Il presidente deve gestire la storia di Totti con la Roma, ma penso che lo abbia già fatto. Nel suo entourage dicono e non dicono, in fondo al campionato parlerà. Sarebbe meglio che lui parlasse il prima possibile. Monchi ha semplicemente riportato quello che ha trovato. La maglia rimane in vigore, rimane viva, togliere la maglia è mortificazione, non esaltazione. Prima di Totti l’aveva Giannini, è un modo di ragionare obsoleto. Si vuol ricordare Totti? Lo si scrive in tutte le maglie, in piccolino. Io la penso così. Il bambino che ambisce a giocare con la maglia di Totti come fa? Deve continuare a vivere quel 10 con il quale Totti ha fatto delle giocate strepitose. Poi può darsi che la tolgano.

Roma, Spalletti in conferenza stampa
La Roma è andata in difficoltà con Lazio e Napoli che hanno attaccanti veloci. Domani il Milan avrà giocatori rapidi, come la imposterà ? Si può tornare con la difesa a 4 pura?
 “Nelle ultime abbiamo giocato con la difesa a 4, ci sono meno scalate da fare. Loro spingono bene con i terzini, abbassano i centrocampisti sui centrali difensivi e entrano con gli attaccanti esterni, più Suso che Deulofeu. E’ possibile quindi.
Vorrei tornare alle parole dopo Roma Torino, ovvero che se Totti non rinnovava lei sarebbe andato via. “Quello che sarà la mia posizione la si vedrà in fondo al campionato. Il sessanta per cento degli allenatori in Italia non sanno se rimarranno ancora, qui è successa la fine del mondo. Questo pezzettino di campionato può voler dire tantissimo, ci sono delle partite difficili con il Milan di Montella, che è un grande allenatore, e poi la Juventus.
Gerson e Grenier?Quando un giocatore non lo utilizzi per molto tempo e poi le partite diminuiscono, poi giocano quasi sempre gli stessi. Se domani ci fosse stato Strootman, giocava lui. Io ho penalizzato Gerson e ho fatto giocar poco Grenier. Però ho De Rossi, Nainggolan e Strootman…sono passaggi e valutazionenella lunghezza del campionato di cui bisogna assumersi le responsabilità..magari ho sbagliato qualcosa.

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