Ecco perché Borja Valero non sarà ricordato tra i più grandi della storia della Fiorentina

Pubblicato il autore: Raffaele La Russa

Si fa un gran parlare in questi giorni a Firenze della cessione ormai imminente di Borja Valero all’Inter. Questa cessione ha visto come al solito i tifosi fiorentini dividersi in due fazioni, ovvero fra quelli che pensano che il centrocampista spagnolo sia stato un traditore e chi pensa invece che la sua cessione sia stata spinta proprio dalla società desiderosa di togliersi un ingaggio pesante di un giocatore di 32 anni.

Detto questo ormai il “fattaccio” è avvenuto e la discussione dei tifosi si è spostata sulla circostanza se Borja Valero sarà destinato a rimanere nell’Olimpo dei grandi campioni che hanno segnato la storia della Fiorentina oppure se sarà destinato a rimanere nell’Olimpo delle grandi delusioni, come Neto e Montolivo, tanto per capirci.

I fans di Borja sostengono che lo spagnolo non sarebbe mai andato via se la società non lo avesse spinto alla cessione, essendo legato da amore eterno verso la città, è che avrebbe perciò terminato la carriera a Firenze. Solo per questo quindi, lo spagnolo può essere accostato a Batistuta o più verosimilmente te a Baggio o Rui Costa.

Allora perché Borja Valero non sarà ricordato tra i più grandi della storia della Fiorentina? 
Ricordiamo che mentre a Batistuta fu concesso per ovvi meriti, il trasferimento alla Roma dei fenomeni dopo 9 anni di onoratissima militanza e tanti record da capocannoniere, ma soparattutto i 70 miliardi di vecchie lire per un calciatore ormai 31enne, Baggio e Rui Costa invece furono ceduti per denaro il primo alla Juventus, e il secondo dalla Fiorentina prefalimmentare di Cecchi Gori, al Milan ( con i tifosi Viola che d’estate andarono persino in Portogallo, sede della vacanza del 10 viola,  per convincerlo ad accettare la proposta dei rossoneri); in caso contrario, la Fiorentina sarebbe miseramente fallita. Fallì lo stesso, ma questa è un’altra storia…

Borja Valero invece, a differenza di quei tre grandissimi calciatori sopra menzionati, aveva ancora due anni di contratto ad una cifra rispettabilissima sia per lui, sia per i parametri di una società come la Fiorentina; lui però ha comunque preferito andare lo stesso all’Inter, per una somma di poco superiore ed un ulteriore anno di contratto.
Lo spagnolo inoltre, pur lasciando intravedere una classe cristallina e pur avendo illuminato il centrocampo viola per 5 anni, non ha vinto nulla ed è anche mancato nei momenti decisivi, raggiungendo solo una finale di Coppa Italia, persa contro il Napoli, ed una semifinale di Europa League, persa contro il Siviglia.
Difficile che i tifosi Viola abbiano rimpianti: è più probabile che il centrocampista verrà ricordato come uno dei tanti grandi calciatori passati a Firenze, come Passarella, Socrates o Ramon Diaz, piuttosto che il suo nome venga accostato a quello di Batistuta.

Purtroppo sul suo capo penderà sempre il dubbio del tradimento, visto che almeno nella forma appare così, ma Borja è stato comunque un professionista esemplare e bravissimo ragazzo, rimasto innamorato (soldi e contratto migliore) di Firenze e dei tifosi fiorentini.
Smaltito il dolore e l’amarezza sportiva per questo trasferimento piuttosto inaspettato, un applauso certamente se lo è comunque meritato. 

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