Leccavalle e rosiconi: il tifo viola diviso

Pubblicato il autore: Paolo Mugnai

Mentre i tifosi della Fiorentina si dividono tra leccavalle e rosiconi, moderni guelfi e ghibellini in ambito calcistico, l’inizio del campionato si avvicina. Sempre più pericolosamente per i colori viola, viene voglia di dire. Con un occhio tra il disincantato speranzoso di mantenere in squadra perlomeno Chiesa rendendolo sordo alle sirene di mercato (almeno un altro anno, via) e l’altro perplesso rivolto a una formazione in costruzione di cui si intravedono al momento forse più falle che qualità, si è così distinta l’estate del tifoso gigliato che ha assistito a una tabula rasa di giocatori forse mai effettuata in queste proporzioni nella lunga storia iniziata nel 1926.
La vicenda stadio, poi, là dove potrebbe sbloccarsi la volontà dei fratelli marchigiani per investire corposamente o per cedere la società resa così appetibile a tutto tondo agli eventuali acquirenti, è un film noioso di cui non si intravede il finale. Così il mirino del tifoso si sposta su Cognigni, il presidente super attento ai bilanci dall’empatia prossima allo zero, e su Pantaleo Corvino, perlomeno fino all’arrivo di Benassi dal Torino. ‘Non è più buono’, si diceva appunto fino all’altro giorno riferendosi al direttore di Vernole, ‘è un altro mercato’, si ripeteva, accennando esplicitamente a un’anagrafe che non è più quella di quando portò a Firenze Luca Toni dal Palermo. O forse ha a disposizione, Corvino, un budget minore e soprattutto ha ricevuto direttive superiori differenti. Le partenze dei vari Bernardeschi, Vecino, Borja Valero, Ilicic, hanno lasciato nelle casse viola un tesoretto o tesorone, ma come li può utilizzare quei soldi Pantaleo? Comprando dei giocatori, sì, ma con un ingaggio per forza contenuto il che ne limita il raggio d’azione.
L’arrivo di un giovane italiano forte e di carattere è bastato per riaccendere un minimo gli entusiasmi del popolo viola mai forse come in questa estate diviso. Veretout ed Eysseric (a segno su rigore nell’amichevole vinta 3 a 0 contro la Pistoiese) andranno rivisti all’opera ma la squadra nel complesso appare comunque indebolita rispetto all’anno scorso e con una fisionomia ancora poco decifrabile se è vero che lo stesso Benassi non si sa ancora in quale ruolo giocherà. A centrocampo sì, ma in quale posizione? Nel 4-2-3-1 non dà il meglio di sé come mediano non potendo sfruttare la propria capacità di verticalizzare, giocherà quindi nell’inedito per lui ruolo di esterno a sinistra? Il giocatore comunque è valido e il rimpianto dei tifosi granata nei suoi confronti è una garanzia in questo senso. In ogni caso alla rosa mancano ancora perlomeno minimo tre giocatori: un esterno offensivo, un laterale sinistro e un altro difensore centrale, confidando a destra ottimisticamente in Gaspar se non Tomovic. Questo salvo altre partenze, come quella di Kalinic che potrebbe essere rimpiazzato da Simeone, in arrivo come Jesè Rodríguez.
Intanto già in 12.000 si sono abbonati, manifestando così un amore che va al di là dell’appartenenza alla categoria dei leccavalle o dei rosiconi. Quello che conta davvero è la maglia, sembrano volere dire quei tifosi. Certo, poi, se chi la indossa è un buon giocatore, allo stadio ci si va più volentieri.

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