Esclusiva SN – Luca Marelli: “Il VAR? Polemiche esagerate, ma deve essere migliorato”

Pubblicato il autore: Davide Martini Segui


La Serie A vive la seconda delle tre soste di fine 2017 trascinandosi tanti interrogativi fino all’ottava giornata, quella delle prime super-sfide incrociate tra le prime sei (Inter-Milan, Juventus-Lazio e Roma-Napoli). Il Napoli capolista solitario supererà il primo, vero scoglio di un campionato finora in discesa come calendario? La Juventus si confermerà letale all’Allianz Stadium? E il derby milanese vincerà la paura, l’Inter farà valere la forza dei nervi distesi o avrà la meglio la squadra sfavorita da momento attraversato e classifica?

Ma il padre di tutti gli argomenti durante la sosta sarà sicuramente lui, il Var.

Tutto si può dire meno che l’introduzione della Video Assistant Referee sia stata indolore e soprattutto banale. Non si fa che parlarne da fine agosto e ogni settimana ci sono nuovi temi per attizzare il fuoco della polemica.

Quanto il Var influenza la durata di una partita? E per quali episodi è giusto usarlo? Partita che vai, spunto che trovi, dal gol annullato al Torino a Bologna alla prima giornata, dove il Var non era applicabile per motivi tecnici, ai casi dell’ultima giornata, con ancora i granata protagonisti contro il Verona, per non parlare degli episodi da casistica di Atalanta-Juventus.

Per chiarire le idee, Supernews ha intervistato Luca Marelli, ex arbitro che sa distinguersi per obiettività e pacatezza dai tanti che sono passati dall’altra parte della barricata, quella di giudicare gli ex colleghi.

Marelli inizia smentendo una sensazione di tanti, quella che nelle prime giornate si sia assistito a qualche errore di troppo perché, per motivi inconsci, gli arbitri fischiano, o non lo facciano, sapendo di avere le “spalle protette” dalla tecnologia: “Sinceramente non ho notato questo o solo in minima parte. Penso sia un’impressione, ma ammetto che il rischio c’è. Semmai si è assistito a qualche decisione frettolosa, e penso al rigore concesso da Valeri all’inizio di Sampdoria-Milan: quello non è mai rigore e giustamente è stato tolto. Il problema centrale è che l’uso è un po’ incasinato attorno a una parola: il Var dovrebbe servire per gli episodi ‘clearly wrong’, ma immagino che alla fine il ‘clearly’ dovrà trasformarsi in ‘possibly’ per evitare fraintendimenti”.

Marelli ha poi analizzato nel dettaglio gli episodi dell’ultima giornata: “In Atalanta-Juve c’è poco da dire, il gol di Mandzukic è stato giustamente annullato, mentre il rigore dato alla Juve non c’era: ancora oggi fatico a spiegarmi perché Damato lo abbia concesso dopo essere andato a vedere le immagini. Il rigore da dare era quello su Higuain, ma su quello il Var non poteva intervenire perché non era un episodio ‘clearly wrong’: il fallo da rigore non l’ha fatto Palomino, ma Caldara, ma era impossibile da vedere per l’assistente. L’errore più grave forse in assoluto da inizio stagione è stato quello commesso dal Var 1 Di Bello a Torino, che ha sbagliato a tracciare la linea del fuorigioco: forse era distratto, fatto sta che Gavillucci ha dovuto fidarsi ed è successo quello che è successo. Il Toro è la squadra più sfortunata in questo inizio di stagione, mancano 4 punti. Di sicuro Rizzoli avrà fatto notare a Di Bello la gravità dell’errore commesso”.

Già, Rizzoli. Marelli ha una spiegazione interessante per elogiare la scelta di Marcello Nicchi di affidare al bolognese il ruolo di designatore: “Non è stata una scelta influenzata dall’introduzione del Var, ma è stata quella giusta. Rizzoli era a fine corsa e poi è architetto: sembra una banalità, ma non la è, nessuno come lui conosce la profondità. Possiamo essere sicuri che errori come quello di Di Bello non si verificheranno più”.

Tutto più o meno normale, insomma, essendo questa una stagione di transizione, come era stato ampiamente anticipato in sede di introduzione della rivoluzione tecnologica. Ma cosa si può fare per evitare o quantomeno ridurre le proteste crescenti e soprattutto per migliorare il sistema per il futuro? “L’unica cosa da fare ora è abituarsi, poi certo il protocollo andrà migliorato. Di sicuro il ruolo del Var 1 sarà sempre più importante, diventerà una sorta di arbitro aggiunto in possesso di una telecamera. Penso poi all’introduzione dei challenges per gli allenatori, ma pure qui ci sarebbero controindicazioni. All’Ifab sono pronti a prendere in considerazione questa ipotesi, ma cosa succederebbe se ad ogni tecnico venissero concessi due challenges, uno viene sfruttato giustamente e l’altro nel finale, magari con la propria squadra in vantaggio, per un episodio non meritevole? Sarebbe una scorrettezza, per questo bisogna pensare ad alternative, del tipo: se si usa un challenge scorrettamente nei minuti finali e si ha ancora una sostituzione da fare si perde il diritto ad effettuarla. Sono solo ipotesi, i metodi per migliorare ci sono, servono tempo, fiducia e collaborazione da parte di tutti”.

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