Querelle Donnarumma, qualcuno salvi i tifosi del Milan

Pubblicato il autore: Gianni Succu Segui
Gianluigi Donnarumma al centro di una querelle infinita

Gianluigi Donnarumma al centro di una querelle infinita

La situazione rinnovo del portiere del Milan, Gianluigi Donnarumma ha tenuto banco per gran parte dell’estate.
Si è passati dalla conferenza stampa organizzata in fretta e furia da Mino Raiola, procuratore del giocatore, in cui si annunciava che l’estremo difensore rossonero non avrebbe rinnovato, alla visita dell’allora tecnico Vincenzo Montella a casa Donnarumma a Castellammare di Stabia e ai successivi screzi tra l’entourage del potente procuratore italo-olandese e la famiglia del portiere che portarono alla firma sul rinnovo, con annesso acquisto del fratello di Gigio, Antonio, che navigava in acque poco nobili in Grecia.

Dopo la contestazione, perpetrata dal Milan Club Polonia all’Europeo Under21 con il lancio di banconote sul portiere, la firma sul quadriennale da 5.5 milioni di euro all’anno sembrava aver riportato il sereno su una situazione che stava diventando grottesca. L’ovazione del pubblico rossonero all’annuncio dello speaker durante la prima a San Siro aveva di fatto sancito la pace tra la tifoseria milanista e il suo gioiellino con il numero 99, con una grossa fetta di sostenitori che si augurava addirittura il divorzio tra il portiere e il suo procuratore, ritenuto il principale colpevole della difficile situazione estiva.

Il fulmine a ciel sereno della non serenità di Donnarumma

Ma a quanto pare, quella che sembrava essere  una storia morta e sepolta, non si era che presa una piccola pausa. Una pausa, una riflessione che, stando a quanto emerso sui giornali negli ultimi giorni, non sarebbe stata concessa all’estremo difensore campano. La dirigenza di via Aldo Rossi, infatti, pare abbia messo sotto pressione il ragazzo, quasi obbligandolo a firmare il rinnovo. Un rinnovo che prevedeva una clausola rescissoria (fortemente voluta da Raiola) variabile a seconda del piazzamento Champions o meno del Milan in questa stagione di rivoluzione. E che a quanto pare non è stata invece ratificata dall’entourage del giocatore e dunque non sarebbe stata depositata in lega.
In soldoni, è stato detto tutto e il contrario di tutto e a finire nel mezzo a questa annosa questione sono i sostenitori rossoneri.

Dapprima sono stati privati del loro nuovo idolo, che poi gli è stato restituito in maniera roboante, salvo poi dimostrarsi (se quanto affermato è vero) il piccolo uomo che pareva essere durante l’estate e che era stato spazzato via da una firma e una forte pacca sulla spalla.
Alla fine della fiera infatti, tutte le parti in causa, siano esse la società Milan, il calciatore Donnarumma e il procuratore Raiola o chi per lui, conoscono i fatti, li hanno vissuti dall’interno e portano avanti i propri interessi in tutta tranquillità. Il tifoso invece soffre il fatto di non sapere come siano effettivamente andate le cose e continua a sentirsi preso in giro da un baraccone che ormai sa tanto di circo e poco di calcio. E quando questa situazione si risolverà, e se ne sono lette di tutti i colori negli ultimi giorni, che venga impugnato il rinnovo perché avvenuto “Senza la necessaria tranquillità“, che il calciatore venga ceduto ad una cifra più o meno congrua al suo valore (dal momento che la temibile clausola da 40 milioni in caso di mancata Champions League non è mai esistita) o che tutto rientri nei ranghi e si dissolva in una bolla di sapone, il Milan, Donnarumma e Raiola saranno più o meno contenti di aver ottenuto il massimo dalla vicenda.

Ma al tifoso, quello vero, rimarrà sempre il senso di presa in giro di cui, in questo momento, la squadra Milan non ha bisogno. Ma quando se ne accorgeranno, forse sarà troppo tardi.

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