Crisi Napoli, Sarri dopo eliminazione Coppa Italia: “Familiari in festa sono una distrazione”

Pubblicato il autore: Giacomo Garbisa Segui


E’ chiaro che è un momento a rischio perché i giocatori vivono con persone in festa e loro invece devono andare a giocare ogni tre giorni e avere intorno, in un momento in cui devi lavorare con cattiveria, delle persone in festa è una distrazione atroce. Quindi sono delle partite mentalmente più a rischio delle altre. Perlomeno fino a che non diventerà un’abitudine totale e normale fra qualche anno, ma in questo momento sono delle partite a rischio“.

L’eliminazione dalla Coppa Italia del Napoli per mano dell’Atalanta, che martedì ha espugnato il San Paolo per 2-1, vive anche sulle dichiarazioni del post partita. E quelle del tecnico partenopeo Maurizio Sarri di sicuro faranno discutere. Il momento dei campani, primi in classifica dopo il girone d’andata e campioni d’inverno, nonostante i risultati non è affatto semplice perché, dopo l’eliminazione dalla Champions League e la “retrocessione” in Europa League, ora vedono sfumare un altro obiettivo stagionale. Crisi Napoli? Forse esagerato, ma la partita di Coppa Italia ha confermato i limiti del gruppo partenopeo che, al di là dell’aspetto tecnico con “panchinari” non all’altezza dei titolari (contro l’Atalanta i vari Sepe, Chiriches, Rog, Diawara, Ounas non hanno offerto lo stesso contribuito di chi hanno sostituito), probabilmente ne ha altri a livello mentale. Almeno a sentire le dichiarazioni del suo allenatore.

Forse abbiamo caratteristiche più da campionato, dove siamo stati strepitosi e giochiamo con un altro atteggiamento” ha detto il tecnico napoletano dopo il 2-1 contro gli orobici (sul 2-0 firmato Castagne e Gomez, Mertens aveva riacceso le speranze al 40′ della ripresa), analizzando poi la prestazione delle riserve. “Se vengono inseriti uno per uno fanno bene, purtroppo oggi abbiamo faticato. Contro l’Atalanta però abbiamo fatto male anche coi titolari. Ci sanno togliere il ritmo, sono fisici e palleggiano bene. Ci infastidiscono. In questo momento abbiamo bisogno di recuperare energia, ma la squadra mi è piaciuta meno nel secondo tempo quando c’erano i titolari in campo“.

A incuriosire – e probabilmente alimentare il dibattito sulla reale maturità e propensione alla vittoria del Napoli – è però un’altra dichiarazione di Sarri che, come si sente nel video postato anche da La Gazzetta dello Sport, si riferisce ai festeggiamenti dei parenti dei giocatori che possono distrarre gli stessi calciatori. Una situazione che metterebbe a rischio, quindi, la concentrazione dei partenopei in partite disputate in determinati periodo dell’anno. E soprattutto una circostanza che rischia di perdurare nel tempo “perlomeno finché non diventerà un’abitudine totale e normale fra qualche anno“. Un Napoli quindi che per restare in corsa fino alla fine per la vittoria dello scudetto non solo necessita di reperire forze fresche dal mercato (Federico Chiesa della Fiorentina sembra l’obiettivo numero uno mentre l’arrivo anticipato di Lorenzo Inglese dal Chievo già nella finestra di gennaio senza attendere quella di luglio sembra poter saltare) ma, a questo punto, anche una maggior solidità mentale. Aspetto che, al contrario, non difetta la Juventus, avversario numero uno dei partenopei nella corsa allo scudetto, che proprio su mentalità e attitudine alla vittoria hanno costruito parte delle proprie fortune. E che nel derby di Coppa Italia contro il Torino giocherà nelle stesse condizioni di festa…

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