Indagine Milan, Marina Berlusconi: “Pessima pagina di giornalismo. Indignati dalle accuse”

Pubblicato il autore: Gabriele Segui

Milan

Marina Berlusconi, presidente di Fininvest, ha risposto con un duro comunicato alla fake news messa in circolazione dai quotidiani “La Stampa” e il “Secolo XIX”: “Il tempo sembra passare invano per certi metodi di intendere lo scontro politico e per chi di questi metodi da vent’anni è ostinato protagonista. La falsificazione di cui stamane si sono resi responsabili due quotidiani controllati dal gruppo De Benedetti, “La Stampa” e “Il Secolo XIX”, lascia indignati ed esterrefatti per la sua gravità. In tutta la lunga e complessa trattativa per la vendita del Milan, la Fininvest si è comportata con la massima trasparenza e correttezza, come conferma la stessa Procura della Repubblica di Milano, avvalendosi della collaborazione di advisor finanziari e legali di livello internazionale. L’uscita dei due quotidiani, in piena campagna elettorale, l’enorme spazio e i toni riservati ad una notizia che era già stata segnalata come falsa e che falsa è stata confermata dalla Procura della Repubblica, non lasciano dubbi sulle reali intenzioni di questa operazione. Condotta peraltro, sarà un caso?, proprio nei giorni in cui Carlo De Benedetti è sulle prime pagine per presunte vicende di insider trading. “La Stampa” e il “Secolo XIX” stamane hanno davvero scritto una pessima pagina di giornalismo. Un giornalismo che, impegnato nella sacrosanta guerra contro le fake news, non merita di vedere la propria autorevolezza mortificata da chi, in redazione, utilizza notizie false per logiche di parte. L’antiberlusconismo acceca ancora fino a questo punto?”.

La smentita della Procura di Milano

La procura di Milano, poi, in mattinata aveva smentito l’ipotesi circa l’apertura di un possibile procedimento penale sulla compravendita del Milan. Queste le parole del Procuratore Capo di Milano, Francesco Greco: “Allo stato non esistono procedimenti penali relativi alla compravendita dell’AC Milan. Non c’è un fascicolo, nemmeno a modello 45. Se un fascicolo esistesse lo avrei assegnato al nuovo dipartimento del dottor De Pasquale e ne sarei quindi informato”.


La notizia diffusa dai quotidiani

Secondo quanto riportato in mattinata da La Stampa, a finire nell’occhio del ciclone sarebbe stata la provenienza dei fondi utilizzati per l’acquisto del Milan. Nello specifico, il prezzo d’acquisto del club sarebbe stato “gonfiato” di circa 300 milioni sui 720  totali, al fine di garantire un’importante rientro di questa cifra in Italia. La procura di Milano dunque, guidata dal procuratore aggiunto Fabio de Pasquale, avrebbe deciso di avviare sottotraccia un’inchiesta sulla vendita della società rossonera per verificare quella legittimità dei flussi di denaro che tanto era stata discussa già in passato da inchieste condotte dai giornalisti (vedi quella del New York Times) che non avevano visto chiaro il passaggio di consegne tra Berlusconi e Yonghong Li. Una bufera, questa, che non avrà fatto certo piacere a Silvio Berlusconi, intensamente impegnato nella sua campagna elettorale in vista delle elezioni che si terranno a marzo, ma alla quale dovrà fare necessariamente fronte. De Pasquale, che già in passato aveva indagato Berlusconi per frode fiscale sui diritti tv, si diceva che stesse indagando sulla derivazione dei soldi utilizzati per l’acquisto del Milan ,e tra le tante ipotesi di reato si parlava addirittura di riciclaggio.

I sospetti, come detto in precedenza, sulla vendita del Milan a Yonghong Li non sono nuovi, tant’è che l’avvocato di Berlusconi, Niccolò Ghedini, tempo fa aveva consegnato alla procura di Milano tutta una serie di documenti che potessero accertare la regolarità della vendita del Milan, nello specifico la legittima provenienza dei fondi. Le presunte nuove prove che avrebbero acceso questa miccia, deriverebbero da una serie di flussi di denaro sospetti partiti da Honk Kong.

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