Sampdoria, avanti tutta verso l’Europa League

Pubblicato il autore: Diletta Barilla Segui

20-08-17 SAMPDORIA-BENEVENTO CAMPIONATO SERIE A TIM 17-18 FABIO QUAGLIARELLA GOAL 1-1

I ragazzi terribili di Marco Giampaolo espugnano l’Olimpico e consolidano il sesto posto in classifica, l’ultimo valido per giocarsi un accesso alla prossima Europa League. Il quinto posto, occupato proprio dai giallorossi, adesso è distante solo 4 punti

La Sampdoria continua a correre e non ha alcuna intenzione di fermarsi. La banda Giampaolo, dopo una flessione sul finire del girone di andata, ha ripreso la propria marcia in campionato aggiudicandosi il titolo di “squadra rivelazione” di questa stagione.

Dopo gli addii illustri di quest’estate – Muriel al Siviglia dove ha raggiunto l’ex compagno di squadra Correa e Schick direzione Roma – qualcuno aveva iniziato ad alimentare qualche dubbio sulla tenuta della squadra. Gli acquisti durante gli ultimi giorni di mercato di Duvan Zapata e Ivan Strinic hanno arricchito, sia numericamente che per qualità, la rosa a disposizione del tecnico Giampaolo.

E il merito va diviso proprio tra l’allenatore e i suoi giocatori. Il primo, arrivato a Genova nell’estate 2016, è stato in grado di dare gioco e un’identità ad una squadra – reduce da un finale di stagione da batticuore con la conquista della permanenza nella massima serie nelle ultime giornate – che sembrava smarrita. I suoi ragazzi, un mix di giovanissimi dalle belle speranze e di giocatori di esperienza, per aver seguito le sue idee, le sue indicazioni e per non essersi mai risparmiati: la domenica allo stadio così come tutti i giorni in allenamento.

Nessun segreto, nessuna pozione magica ma solo tanto impegno e tanto lavoro. Questa è la ricetta del tecnico blucerchiato. Il fortino, creato tra le mura amiche dello stadio Ferarris, ha poi contribuito a dare un sapore più dolce alle vittorie della squadra.

Il supporto del pubblico non manca mai, è quella l’arma in più della Sampdoria. La domenica allo stadio la gradinata sud – cuore del tifo blucerchiato – è sempre affollatissima e non smette mai di incitare la squadra. Ma anche in trasferta l’apporto dei tifosi è costante, non importa la distanza ne il nome dell’avversario. Il feeling tra i supporter blucerchiati e i giocatori si vede, si sente e soprattutto non si è mai spezzato.

In attacco la Sampdoria può contare su Fabio Quagliarella, un ragazzino un po’ cresciuto che nonostante le 34 primavere sulle spalle – che mercoledì diventeranno 35 – gioca come se non sentisse il peso dell’età. Si diverte e fa divertire. Al suo ritorno a Genova è stato accolto dall’entusiasmo del pubblico che non lo ha mai dimenticato e lui ha ringraziato a modo suo: con i gol.

La fascia di capitano, ereditata da Regini che ha ceduto il posto sulla fascia sinistra al neo arrivato Strinic, è il giusto riconoscimento per l’impegno con cui scende in campo ogni giorno. Un impegno preso anche verso i colori e la maglia all’uscita dal campo è sempre sudata. I tifosi non chiedono altro.

Per chi la palla la butta in rete ce ne sono 2 che la porta la proteggono, e bene. Dopo un inizio di stagione passato alle prese con il recupero dall’infortunio Viviano si è ripreso il suo posto da titolare. Nella sua assenza ci ha pensato Puggioni a non far rimpiangere il numero 2. Lui che, sampdoriano purosangue, è riuscito a coronare il sogno di giocare nella squadra del cuore: debutto con vittoria in un derby, una di quelle notti che non si dimenticano.

Ma il segreto sta proprio nella squadra. Non importa chi gioca di più e chi meno, chi è in campo o chi resta a guardare dalla panchina e – alle volte – anche dalla tribuna. Nessun proclamo, nessun obiettivo importante dichiarato o da dichiarare. Le imprese si compiono quando tutti remano nella stessa direzione e, per i marinai blucerchiati non potrebbe esserci termine più azzeccato. Ma non è il momento di montarsi la testa, l’insidia può nascondersi dietro l’angolo e il campionato è ancora lungo.

L’ex tecnico Mihajlovic dopo un derby vinto aveva detto: “Abbiamo riportato la chiesa al centro del villaggio“, adesso non resta che proteggerla dai bombardamenti avversari che sicuro non mancheranno. L’impresa è quasi servita ma il rischio che si possa trasformare in beffa è sempre in agguato.

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