Roma, Totti: “Con Spalletti non c’è mai stato un confronto e mai ci sarà”

Pubblicato il autore: Gabriele Segui


Francesco Totti
intervistato dal giornalista Sky, Alessandro Alciato, è stato protagonista di una puntata speciale de “I Signori del Calcio”, che andrà in onda sulla piattaforma satellitare sabato 17 febbraio. L’ex capitano della Roma ha raccontato diversi aneddoti legati alla sua avventura in giallorosso, ma non solo. Partendo da lontano, Totti ha raccontato di quella volta in cui è stato vicinissimo ad abbandonare la Roma: “L’offerta più concreta è stata quella del Real Madrid, nel 2003/04. Ho fatto una scelta ben precisa: precludermi la possibilità di vincere tanto per rimanere con un’unica maglia, che per me è stata la cosa più importante. E alla fine ho avuto tutto: amore e passione per me sono stati più importanti che vincere trofei altrove. Per la Roma ho dato il 101%, perché ho messo la Roma davanti a tutto, davanti a me, alle cose personali, alla vita privata. La Roma è stata tutto”.

Poi l’idolo dei tifosi giallorossi ha svelato il più grande rimpianto della sua carriera:Il Pallone d’Oro è una delle cose che mi è mancata. Giocando con la Roma sapevo di avere meno possibilità rispetto ad altri giocatori che giocavano con Real Madrid, Juventus, Milan; loro avevano più visibilità in campo internazionale, anche perché il Pallone d’Oro si vince conquistando la Champions o il Mondiale, oppure qualche altro trofeo importante. Io con la Roma ho vinto Scudetto, Supercoppa Italiana e Coppa Italia, perciò non ero in grado di poter combattere con altri giocatori”.

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Poi, immancabile il passaggio sul turbolento rapporto tra lui e l’ex allenatore della Roma, Luciano Spalletti: Con Spalletti non c’è mai stato un confronto e mai ci sarà. Avrei preferito chiudere in un altro modo. Fossi stato in lui avrei gestito il calciatore, e soprattutto la persona, in maniera diversa: mi sarei confrontato con lui, gli avrei parlato. Comunque sono riuscito a fare questo passaggio da calciatore a dirigente della Roma, e l’ho fatto con lo spirito giusto: con l’armonia, con l’intelligenza di una persona matura: sono cresciuto nel campo e nel campo morirò”.

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Infine a chi gli chiede se ci sarà mai un nuovo Totti, Francesco risponde: Non esiste un altro come lui e che nel caso possa rimanere a lungo nella Roma. Anche perché oggi conta il business ed è difficile che un giovane della Roma crescendo rimanga e possa fare le stesse cose che abbiamo fatto io e De Rossi. Perciò la situazione è diversa ed è impossibile che quello che è successo con noi si ripeta. Prima si pensava ai giovani promettenti del nostro Paese più che a scoprire un giovane brasiliano, argentino o sudamericano”. E sul mercato, poi, confessa: Se dipendesse da me spenderei qualsiasi cifra al mondo per comprare i giocatori più forti, anche perché per vincere servono giocatori forti. Questo l’ho sempre detto e lo dirò sempre. Però poi non sono io a gestire i soldi, è il presidente che decide. Il presidente metterà un budget e in base a quel budget dovrà essere bravo a costruire una squadra. Totti in questo mercato pazzo? Io costerei 200 milioni“.

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