Gattuso, l’unione fa la forza: le polemiche spinta in più per il Milan

Pubblicato il autore: Antonio Guarini Segui

 

 

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Gattuso, tutti uniti per la Champions League. Assedio, mediatico ma sempre di assedio si tratta. Dal fischio finale di Milan-Lazio in poi c’è stato un incredibile proliferare di polemiche attorno ai rossoneri. La rissa in campo scatenata (è bene ricordarlo) da Luiz Felipe, poi la “scenetta” Kessié-Bakayoko con la maglia di Acerbi e infine la sequela di sentenze dei vertici del calcio italiano nei confronti dei due calciatori rossoneri. Non si è risparmiato nessuno: il presidente federale Gravina, il presidente dell’AIC Tommasi, politici forse in cerca di visibilità elettorale e quant’altro. Una gogna mediatica per un gesto , certamente sbagliato, ma neanche meritevole di un processo simile a quello di Norimberga per i nazisti. Quando Marco Materazzi indossò una maschera di Silvio Berlusconi, Presidente del Consiglio in quel momento, dopo un derby non c’è memoria di tale accanimento.
Il Milan ha una nuova proprietà, che sta cercando di fare le cose per bene dopo i disastri cinesi. Ha in Leonardo e Paolo Maldini due ex grandi campioni e uomini di calcio stimati ovunque. Ha un allenatore come Gattuso, che non sarà un genio della panchina, ma che da calciatore ha vinto tutto. I rossoneri hanno un capitano giovane e italiano come Romagnoli, un’ossatura italiana che farà molto comodo anche a Roberto Mancini. E allora perché tanto astio verso il Milan? Contro la Lazio è arrivato un rigore a favore che mancava da dicembre 2018. Se si vuole “spingere” un club gli si concede un penalty ogni 4 mesi? Difficile pensare. Eppure lo fanno. Sì, lo fanno.

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Gattuso, l’ira di Serafini

Il momento rossonero è stato analizzato da Luca Serafini su Milannews.it:La graticola è appena iniziata. In proposito stridono assordanti e inopportuni il silenzio e l’assenza totale di Papa Francesco (anche se dal Vaticano filtra la sua indignazione) nonché del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella (anche se dal Viminale filtra la sua irritazione) sulla deplorevole, vergognosa, insopportabile vicenda di Bakayoko e Kessié che hanno sventolato la maglia di Acerbi sotto la Curva Sud, al termine di Milan-Lazio”, chiara l’ironia dello storico giornalista di cose rossonere.

Niente ha superato per violenza l’assurdo sfottò dei due tribali giocatori milanisti. Che ha reso una quisquiglia persino il pugno sulla nuca (alle spalle) di Bonucci a un avversario dell’Ajax che stava già perdendo l’equilibrio, spinto da un compagno di squadra. In Champions League. Bazzecole in confronto al vile affronto dei due centrocampisti rossoneri. Serafini sottolinea che secondo lui in questo delicato momento storico del Milan nessuno uomo sarebbe stato più adatto di Gattuso a sedere sulla bollente panchine milanista. “Con questo 4° posto che va difeso e conservato solo dal Milan senza doversi curare dei risultati delle altre, con una semifinale di ritorno in Coppa Italia che la prossima settimana si annuncia ricca di contenuti e di spirito giustizialista dell’Italia perbenista, vi saluto con un carissimo sincero augurio di una Buona Pasqua. Che sia di pace e di resurrezione nel suo più ampio significato”. Così chiude il suo articolo Serafini, con un messaggio chiaro e non lascia spazio ad interpretazioni. Ah, un ‘altra cosa: senza il Milan in Europa quante coppe hanno portato a casa le squadre italiane? Esatto, quel numero inferiore a 1. Bravi.

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