Inter – Empoli, o la scossa o la vita

Pubblicato il autore: Mario Saluzzi Segui

Fußball, Inter Mailand – FC Genua Mg Milano 26/08/2018 – campionato di calcio serie A / Inter-Torino / foto Matteo Gribaudi/Image nella foto: coreografia tifosi Inter.

Davanti all’ Inter di Luciano Spalletti, ormai giunta all’ultima tappa di un percorso a dir poco tortuoso, si erge uno sfarzoso portone su di quale scintilla una targa : Champions League.
La scritta sopra di esso scintilla eccome, poichè aprirlo significherebbe centrare per il secondo anno di fila la qualificazione per la massima competizione europea per club ed è sinonimo di prestigio e di denaro (più di 50 milioni di euro); entrambi questi fattori garantirebbero scenari confortanti in vista della prossima stagione e del proseguimento di un progetto ambizioso.
Ma qual è la chiave per tutto ciò? qual è la metaforica chiave per questo portone? Naturalmente è la vittoria contro l’ Empoli di domani sera, l’unica strada per poter per concludere quest’annata centrando un obiettivo che sarebbe dovuto essere fisiologico per i nerazzurri ma che si sta rivelando impervio più che mai.
Il piazzamento al quarto posto, stando ai pronostici di inizio anno, era a dir poco il minimo che ci si poteva aspettare dalla banda di Spalletti visto gli innesti di mercato in tutti i reparti e la solidità di una spina dorsale (Handanovic miglior portiere – Skriniar scommessa vinta e tramutata in granitica certezza difensiva – Brozovic vice campione del mondo nonchè formidabile palleggiatore – Icardi capocannoniere) che dopo l’arrembaggio dell’ultima partita dello scorso campionato in casa della Lazio aveva dato segnali forti di concretezza e soprattutto maturità in vista della stagione successiva.
Evidentemente le aspettative non sono state rispettate, dato che, complici la parabola discendente di pezzi da novanta dell’organico come Ivan Perisic e Mauro Icardi e le vicende extracampo eccessivamente ingombranti (e di conseguenza inficianti sul rendimento del singolo oltre che sulla serenità dell’ambiente) di quest’ultimo, l’ Inter si ritrova all’ultima giornata ad avere tutto da perdere.
I fattori che spaventano sono soprattutto mentali: quella che si giocherà la stagione domenica sera infatti è un’ Inter reduce da quattro schiaffi ben assestati presi al San Paolo da parte di un Napoli che facendo “il compitino”, dunque senza una prova particolarmente esaltante, ha comunque disintegrato moralmente e tecnicamente la beneamata, guidata da un tecnico ormai destituito in primis da una grande fetta di una tifoseria impaziente di ricevere finalmente i risultati tanto acclamati e successivamente in tempi non sospetti da una società che ha già delineato un futuro prossimo senza di lui.
Dal canto suo l’Empoli avrà tutto da guadagnare: una salvezza a portata di mano che può essere figlia dell’audacia e della tenuta atletica di una squadra reduce da tre vittorie consecutive contro avversari di spessore e che ha il morale altissimo oltre che un’ottima forma fisica. I toscani perciò sognano una grande serata perchè anche se la loro barca sulla carta è estremamente piccola rispetto alla corazzata Inter e le acque di San Siro saranno in burrasca, sanno di avere il vento in poppa.
Si prospetta una notte ricca di emozioni alla Scala del calcio, che ad occasioni come questa risponde sempre in maniera calorosa e fantastica: saranno più di 65.000 gli spettatori sui seggiolini del Meazza, tutti con il cuore in gola, consapevoli che nonostante i risultati della propria squadra stentino ad essere direttamente proporzionali ai numeri da record dei propri tifosi, è sempre importante ed imprescindibile esserci, perchè se si è tifosi dell’ Inter vuol dire che tifosi lo si è davvero.
La curva Nord promette guerra nel caso di sconfitta, anzi nel caso di resa, poichè avendo a disposizione la squadra titolare al completo (recuperati anche De Vrj e Politano) non vincere nel proprio stadio contro l’ Empoli sarebbe una resa e farebbe piombare nel buio una squadra che ha fallito troppi match point e tradito troppe volte la fiducia dei propri tifosi per poterselo permettere un’ennesima.
La curva Nord è bene che sappia però, come il resto dei sostenitori, che sarà importante rendere il mare di San Siro assai ostico nei confronti dell’equipaggio di Aurelio Andreazzoli, così che possa essere un fattore determinante a favore e non angoscioso verso gli undici nerazzurri in campo.
Sarà dunque o luce o buio per l’ Inter, sarà o la scossa: quindi l’impegno, il fuoco negli occhi, la determinazione per i tre punti, o la vita: metafora di una resa amara, come uno scippo ai danni di sè stessi in barba alle proprie capacità mai realmente espresse; non ci saranno vie di mezzo perchè i mezzi termini in senso calcistico non sono mai piaciuti alla “pazza” Inter, che conferma di essere degna del proprio soprannome anche quest’anno.
Si trova davanti al portone dell’ultima partita l’ Inter di Spalletti, lui, condottiero altalenante, sicuramente l’anno prossimo non sarà alla guida dei nerazzurri; i tifosi però, quelli che nonostante la quarta posizione in classifica riempiono sempre il proprio stadio alla pari di una big inglese o tedesca, loro ci saranno sempre e dunque è per loro che è giusto superare questo portone, dalla cui serratura si intravede un bagliore: è la Champions League.

potrebbe interessarti ancheInter, l’impronta di Conte sul mercato nerazzurro
potrebbe interessarti ancheInter, Kovacic freme per tornare in Italia

notizie sul temaInter: inizia la rivoluzione di ConteInter, il punto sul calciomercato: tre possibilità per Icardi, lo United fa ‘muro’ su LukakuInter:si accende il mercato estivo
  •   
  •  
  •  
  •