Milan, salvate il soldato Gattuso

Pubblicato il autore: Federico Iacopini Segui

La stagione è agli sgoccioli, due partite separano le squadre della Serie A dai verdetti di fine stagione. Quello più entusiasmante (o il meno entusiasmante a seconda dei punti di vista) è relativo alle qualificate alla prossima Champions League. L’azionista di maggioranza del quarto posto, lungo la stagione, è stato il Milan, il quale se lo è visto soffiare da quel capolavoro Gasperiniano dell’Atalanta. I rossoneri hanno avuto delle difficoltà importanti nelle ultime settimane e ora Gattuso si ritrova a sperare in un aiuto della Juventus (che dovrebbe fermare l’Atalanta nello scontro diretto), anche se la conditio sine qua non è che i suoi vincano contro Frosinone e Spal. Scontato? Con il Milan nulla è scontato. Oltre alla vicenda Champions, la questione davvero pressante a Casa Milan è scelta di chi siederà sulla panchina la prossima stagione. Le candidature mediatiche e non certamente non mancano, da Di Francesco a Sarri, passando per Conte e Jardim, fino ad arrivare Simone Inzaghi.

Ma Gattuso? “Eh, forse con la Champions ci sarebbe una minima possibilità…”
La realtà è che il Milan ha bisogno di Gattuso per varie ragioni. La prima è quella che classicamente dovrebbe spingere un club a confermare un allenatore: la continuità. Il Milan ha un tasso di cambio di allenatori che solo il maestro Zamparini è riuscito a superare negli ultimi cinque anni. Non sarebbe ora di mettere un punto a questo teatrino e iniziare a dare continuità vera?

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Si parla molto del fatto che Gattuso avrebbe fallito perché era al quarto posto e ora se lo è fatto sfuggire, ma la domanda viene spontanea: quando è stata l’ultima volta che il Milan si è trovato in corsa (effettiva) per la Champions a due giornate dalla fine? Calendari delle passate stagioni torniamo ai tempi di Allegri.

La decisiva ragione a favore dell’attuale tecnico rossonero è che sarebbe ora che il Milan la smettesse di fare il Milan. I tifosi, i dirigenti e, spesso, i calciatori stessi si rifugiano nelle stesse cinque parole:“Ma noi siamo il Milan”. Non è più così, il Milan che si è guadagnato il titolo di club più vincente al mondo non c’è più. E’ il momento (in realtà è un momento che sta durando un po’ troppo) di farsene una ragione. E Gattuso cosa c’entra? Gattuso è un allenatore che non guarda in faccia nessuno, la cui unica pretesa è il rispetto e il tempo, è un allenatore che ha preso in mano una squadra ferita e in difficoltà e, senza particolari garanzie di investimenti, ha fatto tutto il possibile per portare in alto il Milan.

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Ci ha messo la faccia, sempre e comunque, si è assunto tutte le responsabilità (forse non sempre tutte sue) e non ha mollato mai. Non perché è tutto grinta, è avvilente che ci sia ancora chi pensa questo di lui, ma perché è un allenatore vero, uno che si occupa di calcio e di niente altro. Gattuso lavora giorno per giorno con umiltà e che si porta a casa ogni risultato positivo. in questo deve essere d’esempio per l’ambiente e (soprattutto) per i tifosi del Milan, i quali sì sono tornati allo stadio, ma vivono ancora dei fasti del passato e scattano ad ogni controllo sbagliato. Gattuso può ricordare costantemente che si esulta per tutti i punti che la propria squadra porta a casa. Salvate il soldato Gattuso, fatelo per il Milan, non quello ormai deceduto, ma quello che scalpita per nascere.

 

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