Sarri-Juventus, “Dai diamanti non nasce niente…”

Pubblicato il autore: Mattia Di Battista Segui

Sarri-Juve, un matrimonio nato tra lo scetticismo

Alla fine, Sarri alla Juventus fu. La tanto chiacchierata querelle sul nuovo allenatore si è conclusa ieri pomeriggio con l’annuncio del tecnico toscano che si legherà ai bianconeri fino al 30 giugno 2022. Un annuncio arrivato dopo un mese di caratterizzato da un rincorrersi continuo di voci che davano o Sarri o Pep Guardiola sulla panchina bianconera. Alla fine, però, il sarrismo si è preso il “palazzo” della Continassa che diventerà il suo quartier generale, con buona pace di quelli che preferivano ed hanno sperato nell’ipotesi Guardiola.

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Sarri, il sarrismo e un nuovo popolo da conquistare

Un matrimonio nato tra lo scetticismo generale della tifoseria juventina che a Sarri avrebbe preferito il Guardiolismo. Le ragioni sono di natura prettamente ambientale: Maurizio Sarri, fino ad un paio d’anni fa, è stato il simbolo dell’essere anti-juventino, legando il suo nome agli storici rivali del Napoli e non aveva mancato di lanciare frecciatine agli acerrimi rivali bianconeri. Esternazioni che, i tifosi juventini non hanno mai dimenticato, così come i loro rivali napoletani che adesso si sentono traditi dal loro “capo popolo” Sarri. Così, adesso, l’allenatore di Figline Valdarno avrà il difficile compito di conquistare anche il popolo bianconero che lo ha sempre detestato e, per farlo, ha solo un modo ed è ciò che conta alla Juventus: vincere (soprattutto la tanto desiderata Champions League), possibilmente attraverso il suo tanto ammirato gioco.

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Da Sarri ad Allegri: quando lo scetticismo porta bene

L’accoglienza tutt’altro che calorosa riservata a Sarri da parte dei tifosi juventini è un film già visto. Senza andare troppo indietro nel tempo, basta ripensare all’arrivo a Torino di Massimiliano Allegri nell’estate 2014. I cori contro l’ex allenatore del Milan si trasformarono in cinque anni di successi a ripetizione in Italia e ottimi risultati in campo europeo. Scetticismo che accolse anche un certo Fabio Capello per via dei suoi trascorsi al Milan e alla Roma. Poi due scudetti (cancellati dallo scandalo Calciopoli) cambiarono tutto. C’è stato anche chi, come Ancelotti, ha raccolto poco alla Juve ma è diventato grande altrove. E magari gli juventini possono anche consolarsi con gli “intoccabili” Trapattoni, Lippi Conte arrivati a Torino da semisconosciuti e diventati vincenti in bianconero. Lo scetticismo, insomma, può diventare anche un arma a proprio vantaggio.

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