Champions Atalanta a San Siro, quando il buon senso vince sulla rivalità

Pubblicato il autore: Marco Albo Segui

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Da ieri pomeriggio è ufficiale: l’Atalanta potrà disputare le gare interne di Champions League a San Siro. Dopo aver ricevuto il placet dall’Inter e dal comune di Milano, si aspetta solo la risposta del Milan, convinti che ormai fosse stato totalmente influenzato dall’opposizione della tifoseria, ma in serata tramite comunicato rilasciato all’Ansa, la società rossonera ha dichiarato di essre disponibile ad ospitare a San Siro la squadra di Gasperini, nel rispetto della civiltà  e del fairplay. Una scelta che ora entrambe le curve criticheranno aspramente, ma che rivelano una grande maturità di entrambe le società meneghine.

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ATALANTA A SAN SIRO, QUESTIONE DI RISPETTO E CULTURA SPORTIVA

Nonostante le dichiarazioni rilasciate dalla Curva Sud del Milan e dallo stesso Scaroni nel prino giorno di raduno, alla fine la società ha deciso di non assecondare la volontà della tifoseria, ma di adottare una propria filosofia. Come viene riportato nel comunicato, è stata una scelta  ispirata da importanti valori come il senso di ospitalità, il rispetto ed il “fair play”. Tre concetti che oggi nel calcio sono secondari rispetto a quelli economici, ma che da sempre caratterizzano le grandi squadre. Che dietro a questa scelta ci siano anche motivazioni economiche non è un segreto, ma se ti schieri contro il volere della tua tifoseria, deve esserci anche qualcosa di ideale come base. Sul campo Atalanta, Inter e Milan sono rivali, ma fuori le società hanno l’obbligo etico di mostrare rispetto reciproco, per cercare di ripristinare una cultura sportiva che da anni non ci appartiene più e che molti ormai vedono ben definita solo in Inghilterra o in Spagna. Che poi sia falso o vero, poco importa, ciò che interessa spesso è dare un’immagine di sè perfetta, e forse anche per questo motivo la società Milan ha deciso di fare dietrofront e concedere lo stadio all’Atalanta. Dopo la decisione, la Curva del Milan ha esposto un altro duro comunicato verso il patron dell’Atalanta Percassi, invitandolo a immedesimarsi da tifoso in questa scelta prima di pensare al mero denaro. Una provocazione lecita da parte della tifoseria, ma che ancora non espone le sue motivazioni in modo netto. Invidia, egoismo, senso di appartenenza: qualsiasi sia la motivazione di fondo, il Milan ha deciso di andare oltre, di andare contro i suoi tifosi, una scelta forse discutibile ma che negli ultimi anni sembra aver portato fortuna a molti club: dalla Juventus all’Inter, si sono prese scelte contrastanti, ma alla fine il risultao sul campo è sempre stato positivo, e forse oggi più più che mai questo per il Milan potrebbe rivelarsi il primo vero passo in avanti per un futuro prosperoso.

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