VAR, cambiano le regole ma non si placano le polemiche

Pubblicato il autore: Mattia Di Battista Segui

VAR di nuovo nell’occhio del ciclone, dopo la prima giornata

Non ancora si è completata la prima giornata di Serie A (che si chiuderà stasera con il posticipo tra Inter e Lecce), che la VAR, la tecnologia del Video Assistant Referee, già fa discutere. E dire che quest’anno sono entrate in vigore nuove regole che avrebbero dovuto semplificarne l’utilizzo per fatti più oggettivi, come spiegato dal designatore arbitrale della CAN A, Nicola Rizzoli. A giudicare da quanto successo in questo primo turno di campionato, però, sembra che gli arbitri non ancora abbiano capito bene come interpretare in maniera univoca queste nuove regole.

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VAR, l’interpretazione del fallo di mano al centro delle polemiche

In particolare, a scatenare le prime polemiche di stagione, è stata l’interpretazione della nuova regola sul fallo di mano. Facciamo un passo indietro. In che cosa consiste questa nuova regola? Essa dice che è fallo di mano quando si verifica una di queste tre condizioni: 1) tocco volontario 2) posizione innaturale, anche se involontaria, quando il braccio è in linea con le spalle, o sopra le spalle, o lontano dal corpo. Non è più considerata attenuante la distanza tra pallone e avversario. Unica eccezione, quando un giocatore colpisce la propria mano nel tentativo di calciare. Il problema, però, è l’interpretazione degli arbitri in campo e di quelli nella “sala VAR”.

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VAR, gli episodi dubbi della prima giornata

Primo caso dubbio in Fiorentina-Napoli, secondo anticipo della giornata. Il napoletano Zieliński tocca un pallone alzato dal fiorentino Castrovilli prima col busto e poi con il braccio destro (largo). In tal caso, la regola è stata interpretata bene dall’arbitro e dal VAR che non hanno preso in considerazione l’involontarietà del tocco. Il problema è l’interpretazione e, in Udinese-Milan, c’è stato un episodio molto simile, ma in questo caso arbitro e VAR non hanno punito il tocco di Samir con il rigore. Altro episodio dubbio in Cagliari Brescia, dove il rossoblù Cerri tocca il pallone (senza vederlo) con un braccio nel tentativo di saltare di testa. L’arbitro va al VAR e concede il penalty tra le proteste del Cagliari. Cambiano le regole, ma non finiscono le polemiche.

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