Ternana, smentite e conferme sulle intenzioni di Simone Longarini

Pubblicato il autore: Giovanni Cardarello
Simone Longarini

Il Presidente della Ternana Simone Longarini

Non sono passate inosservate, né tantomeno sotto silenzio, le anticipazioni fornite in esclusiva dalla nostra testata relativamente alle ipotesi di un risiko societario che potrebbe coinvolgere nei prossimi mesi la Lazio, la Ternana e il Latina Calcio. L’operazione in sintesi prenderebbe le mosse dall’arrivo alla guida delle Fere di Fabio Liverani, uomo considerato vicino al proprietario del Leyton Orient, società militante nella 4° Serie inglese, Francesco Becchetti, il quale sarebbe interessato a rilevare una parte delle quote della Ternana di Simone Longarini che a sua volta avrebbe interesse ad entrare tra i soci della SS Lazio e a rilevare il Latina Calcio. Tra ieri sera e questa mattina, relativamente a questo scenario, sono arrivate alcune conferme e alcune decise smentite, vediamole nel dettaglio.

Simone Longarini e la Lazio

La prima decisa smentita arriva dal versante Lazio, società che ricordiamo dal maggio del 1998 è quotata in borsa nel listino FTSE Italia Small Cap, un indice della Borsa di Milano composto da titoli azionari a bassa capitalizzazione, che attualmente rappresentano il 4% della capitalizzazione di Borsa Italiana, l’1% di controvalore giornaliero totale e il 6% dei contratti totali di una seduta media. In questo caso è direttamente Claudio Lotito a parlare attraverso le pagine del sito Città Celeste, testata della galassia GazzaNet, il network dedicato e sviluppato nel settore dell’informazione strettamente legato alle tifoserie. Lotito è lapidario “Longarini nuovo direttore generale della Lazio? E’ un imprenditore, da dove esce questa stupidaggine? E’ tutto falso”. Ma non poteva essere altrimenti, le regole della Borsa impongono che scelte di questo tipo e di questo livello, soprattutto se prevedono passaggi di azioni, seguano una procedura complessa e complicata.

Simone Longarini e la Ternana

Non arrivano smentite di sorta sull’ipotesi che Francesco Becchetti possa rilevare una parte, circa il 20% delle quote disponibili, e diventare comproprietario della Ternana. L’intento, lo abbiamo già detto nei giorni scorsi, è quello di assumere un ruolo operativo in Via Aleardi e liberare a sua volta Simone Longarini per altri impegni. Le fonti vicine al proprietario del Leyton Orient che ci hanno fornito l’indiscrezione confermano quanto rivelato. Sia chi scrive che altri autorevoli colleghi dell’informazione ternana hanno provato a mettersi in contatto con la Becchetti Energy Group ma al momento le bocche restano cucite.

Simone Longarini e il Latina

Qui la situazione è più complessa ma alcune precisazione sono utili. La prima precisazione è relativa al fatto che è stata rinviata a domani, 9 marzo, la decisione sul fallimento del Latina Calcio. Ricordiamo che il Latina Calcio attraverso l’attuale presidente Benedetto Mancini, subentrato a novembre all’ex Presidente nonché Deputato di Fratelli d’Italia-Centrodestra Nazionale Pasquale Maietta, ha richiesto il fallimento pilotato della Società del Leone di San Marco con lo scopo di portare a termine, con il minimo dei danni, la stagione in corso e rilevare in toto al termine del 2016-2017 il titolo sportivo. Il giudizio del Tribunale di Latina verte sulla sussistenza o meno di questa possibilità. La seconda precisazione è relativa alla presunta presenza di Simone Longarini ieri al Tribunale di Latina per seguire la sorti della compagine neroazzurra. Il più importante Gruppo Facebook animato dagli Ultras del Latina Calcio dava la notizia come certa (certezza confermata anche in privato). Dalle nostre verifiche fatte sia negli ambienti del Tribunale di Latina che attraverso autorevoli colleghi della stampa pontina non confermano questa indiscrezione.

I nuovi guai giudiziari del Latina

Last but not least c’è da rilevare, infine, che nel frattempo nuovi guai si profilano all’orizzonte per la Società Latina Calcio nei confronti della quale la FIGC ha aperto un procedimento disciplinare. “Per quanto concerne il Latina abbiamo aperto un procedimento disciplinare per quanto concerne la società Latina Calcio. In particolare nei confronti dell’ex presidente Pasquale Maietta, dell’allenatore Mark Iuliano e di alcuni calciatori, Crimi e Bruno”. Così il procuratore della Figc, Giuseppe Pecoraro, audito dalla Commissione parlamentare antimafia. “Questi procedimenti tengono conto di un rapporto particolare – ha aggiunto – di protezione da parte di tale Di Silvio (clan dei Casamonica ndr)  perché vi era una frequentazione da parte di questi giocatori con questo Di Silvio e una sorta di protezione sempre da parte di questo Di Silvio della società tant’è che decideva chi dovesse entrare in curva. Ci sono situazioni che sono violazioni del codice di giustizia sportiva tenuto conto che questi soggetti si sentivano protetti da parte di questo Di Silvio appartenente alla criminalità organizzata. Per quanto concerne Melaragni, si è insediato come procuratore aggiunto dal primo settembre come me. Melaragni persona straordinaria e funzionario impeccabile l’ho scelto io come mio vice. È stato capo di gabinetto del sindaco di Latina per un breve periodo e devo dire che proprio perché si parlava di questa sua quasi incompatibilità tra l’incarico ricevuto e i suoi trascorsi, allora mi sono recato dal procuratore di Latina per chiedere notizie e per essere informato su possibili incompatibilità. La risposta è stata ‘è una persona che merita rispetto’. Per cui mi sono non di confermare quanto detto dal procuratore ma anche di andare oltre e dire che sta facendo un grande lavoro sul mondo delle scommesse e sono certo della sua onestà intellettuale e della sua lealtà istituzionale anche perché ci conosciamo da trent’anni. Sono tranquillo. Ho informato presidente e vice della Federcalcio e possiamo continuare serenamente nel lavoro che abbiamo iniziato per il nostro Paese e per il mondo del calcio“.

  •  
  •   
  •  
  •  
  •   
  •  
Tags: