40 milioni grazie a Football Manager, così l’Hoffenheim scoprì Firmino

Pubblicato il autore: Jacopo Chiodo Segui

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Che il calcio e la tecnologia, vanno via via, anno dopo anno, avvicinandosi, in una sinergia destinata a crescere sempre più, è cosa nota. Ma che addirittura grandi club europei si avvalgano di strumenti inusuali, quali videogames, per progettare il futuro della squadra e ricercare nuovi calciatori da inserire nel propri organici, è sicuramente una sorprendente novità. Avete capito bene, videogames. 

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Dando un occhio alla classifica della Premier League, in vetta, in prima posizione, troviamo l’eccentrico Liverpool di Klopp, una squadra costruita ad immagine e somiglianza del suo allenatore. L’ex allenatore del Borussia Dortmund sta facendo volare i Reds, un autentica macchina da goal, la fantasia di Coutinho, la velocità di Manè e la duttilità di Firmino, che “il mago” Jurgen ha reinventato punto di riferimento centrale del suo tridente, sono solo alcuni degli ingranaggi di una macchina, ad oggi, quasi perfetta.

Definitivamente esploso, Roberto Firmino, dopo una prima stagione tra luci e ombre ad Anfield, ha trovato la giusta dimensione in questo nuovo ruolo che il tecnico tedesco gli ha cucito addosso, e ora, i circa 40 milioni di euro spesi per acquistarlo nel giugno 2015, cominciano ad avere un senso. Di senso, certamente meno, ne ha il modo in cui i dirigenti dell’Hoffenheim lo scoprirono quando giocava nella Figueirense, prima di potarlo in Europa.

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A distanza di anni, Lutz Pfannenstiel, scout del club di Bundesliga, ha raccontato un curioso retroscena sull’arrivo dell’attuale giocatore del Liverpool, in Germania: “Io e un collega lo notammo su Football Manager, poi dopo il lavoro necessario ci siamo presentati al Figueirense con 4 milioni di euro. Tanti, se si considera che arrivava dalla seconda divisione brasiliana. La gente pensava che fosse un giocatore pronto, vista la cifra spesa. Alla fine lo abbiamo venduto a 42 milioni più bonus, quindi penso che sia andata bene”.
Un caso più unico che raro, almeno per adesso. Si, perchè le qualità di scouting dello staff di Football Manager non passano inosservate, e se, gli amanti del videogioco, con largo anticipo hanno avuto modo di scoprire in anteprima rispetto al calcio mondiale il talento di giovani calciatori, che poi, nel corso degli anni si sono verificati (e si stanno verificando) grandissimi campioni vorrà pur significare qualcosa.

Ecco perchè il Watford della famiglia Pozzo, da qualche tempo sta collaborando con i produttori del gioco, sponsorizzato dalle maglie dei The Hornets in ogni gara ufficiale. Gli scuout e i dirigenti della squadra allenata da Walter Mazzarri hanno la possibilità di accedere al database del gioco della Sports Interactive, entrando in contatto con milioni di informazioni su giovani calciatori di tutto il mondo, contestualmente, per gli sviluppatori è un occasione per vivere a stretto contatto con il calcio, quello vero, con lo scopo di migliorare ancor di più la qualità di un gioco sempre più vicino alla realtà. Episodio isolato o il primo di una lunga serie? Scouting 2.0 il futuro? Chissà. Provare a diventare i nuovi Jorge Mendes o Mino Raiola di turno, comodamente da casa con la propria console, non costa nulla…

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