Caso Donnarumma, l’apertura di Fassone: “Voleva il Milan ma ha prevalso Raiola. Pronti a riaccoglierlo”

Pubblicato il autore: Gioacchino Moncado Segui
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Caso Donnarumma Fassone non si arrende

Dopo le dichiarazioni di Raiola sul caso Donnarumma e le accuse dell’agente del giovane portiere nei confronti della società rossonera, è arrivata la replica del Direttore Generale del Milan Marco Fassone. Il dirigente rossonero ha aperto ad un clamoroso riavvicinamento tra le parti puntando sulla volontà del portiere che, secondo Fassone, non sarebbe pienamente convinto della decisione presa.
Il caso Donnarumma sta riscaldando il clima in casa rossonera ma Fassone dopo le polemiche che hanno fatto seguito alla decisione del duo Donnarumma – Raiola di non rinnovare il contratto con il Milan ha provato a smorzare i toni aprendo ad un clamoroso riavvicinamento tra le parti.

Queste le dichiarazioni di Fassone sul caso Donnarumma pubblicate sull’edizione odierna della Gazzetta dello Sport: “Giocatore e agente hanno fatto una valutazione tecnica ed economica, ritenendo di rivolgersi in futuro a un club con pedigree più altolocato e maggiore disponibilità finanziaria. Raiola vuole valorizzare economicamente il percorso del giocatore e intende spostarlo per massimizzare i ricavi. Raiola tendeva sempre a rallentare, il giocatore ci diceva di volere il Milan. E ce lo diceva guardandoci fissi negli occhi. Era assolutamente sincero. Alla fine ha prevalso la linea dell’agente e io sono convinto che in cuor suo Gigio non sia convinto della decisione presa.  Se ricevessimo una telefonata in cui ci viene prospettata l’ipotesi di sedersi di nuovo per riparlarne, lo faremmo senza problemi. Da parte nostra la disponibilità di riprendere a parlarne c’è. Certo, Raiola è stato molto netto, ma non escludo che le parti si riparlino e si rivedano”.

L’apertura di Fassone si scontra con la posizione netta assunta da Raiola  che ha spiegato ieri i motivi per i quali si è arrivati alla decisione di non rinnovare con il Milan. All’agente di Donnarumma non è piaciuto il modo in cui il Milan ha gestito la vicenda accusando la società rossonera di non aver fatto nulla per “normalizzare” una vicenda evidentemente sfuggita di mano e gestita con tempistiche troppo stringenti.

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