Caso Donnarumma: perché le dichiarazioni di Mino Raiola non sono convincenti

Pubblicato il autore: Pietro D'Alessandro


Il caso Donnarumma continua ad essere argomento principale delle prime pagine di tutti i giornali sportivi nonchè dei commenti dei tifosi rossoneri sui social. Nelle ultime ore, il caso si è arricchito delle dichiarazioni che il procuratore del portiere, ancora nei fatti rossonero, ha elargito a giornalisti della carta stampata e della Rai. Mino Raiola, da professionista esperto, ha capito il momento e cerca di sfruttare da protagonista la ventata di popolarità che il caso Donnarumma gli sta concedendo, lui già peraltro abituato ad apparizioni da prima pagina.

Raiola ha dapprima concesso l’intervista riportata oggi su “La Gazzetta dello Sport” in edicola, poi ha parlato ai microfoni de “La Domenica Sportiva Estate”. Le parole di Raiola, anziché fare piena chiarezza, sembrano però poco convincenti ed ecco perché. Afferma il procuratore: “Non c’erano i presupposti per un’intesa. Avevamo chiesto tempo e discrezione per lasciare Gigio sereno. Il Milan ha informato la stampa di ogni passaggio. I risultati si sono visti”. Già questa prime parole meritano una riflessione in quanto Raiola non chiarisce il motivo per il quale non c’erano i presupposti per un’intesa. Tuttavia quanto detto fa capire che qualunque offerta economica proposta dal Milan sarebbe stata rifiutata non essendoci i presupposti iniziali. E allora perché non creare i presupposti di un’intesa anziché sedersi ad un tavolo senza speranze di concludere l’accordo? Anche la colpa attribuita al Milan di aver reso pubblici tutti i passaggi, causa qualche perplessità: dovrebbe essere interesse di entrambe le parti che le trattative siano trasparenti e senza zone d’ombra.

Prosegue Raiola: “Gigio inizialmente era convinto di restare al Milan, anche perché ricordo che a 14 anni scelse lui questi colori, dopo i contatti con l’Inter, nonostante la sua famiglia lo sconsigliasse dopo la delusione per la cessione del fratello Antonio. Gli ultimi tempi, però, sono stati tremendi. In particolare lo ha colpito quella frase di Mirabelli: se non firmi vai in tribuna. Vediamo che succede ora, ma qui c’è puzza di mobbing. Meglio morire in piedi che vivere in ginocchio”. E’ questo il passaggio meno convincente dell’intervista di Raiola: parlare di mobbing verso una dirigenza che ha offerto un contratto di quasi 5 milioni di euro netti all’anno per 5 anni ad un ragazzo di 18 anni, dopo averlo fatto esordire a 16 anni in Serie A, sembra veramente eccessivo. Inoltre, la possibilità che Donnarumma venga relegato in tribuna è purtroppo una opportunità concessa dalle normative vigenti che fa da contraltare alla possibilità che hanno i giocatori di andare via a parametro zero alla scadenza contrattuale.

Continua Raiola, rispondendo alla domanda su cosa non avesse funzionato in queste settimane: “Mancavano ancora quattro partite alla fine del campionato, eppure Mirabelli ha cominciato a stressare Gigio. C’è stato un momento in cui il ragazzo lo evitava a Milanello. Lo hanno trattato come un asset non come una bandiera. Per lusingarlo sono arrivati a dirgli: firma, poi se vuoi andare via…. Ma non lo hanno lasciato sereno. In una grande società questo non avviene più, mi ricordo certe scene tanti anni fa in piccole realtà del Sud”.
In questo passaggio Raiola non è certo rispettoso verso la società rossonera dalla quale sarebbe da aspettarsi una risposta. Ma, intanto, sarebbe da dire che è stato Donnarumma con il suo no a rifiutare la possibilità di diventare la bandiera del Milan per i prossimi anni a venire. I tifosi rossoneri lo avevano già eletto simbolo della rinascita rossonera .

Proseguiamo. Raiola su “La Gazzetta dello Sport” afferma: “Gigio non ha mai avuto pretese economiche. E poi se hai in casa un top player come lui perché vai ad offrire il doppio o il triplo ai Morata o agli Aubameyang? Non è coerente”, mentre ai microfoni de “La Domenica Sportiva Estate” afferma: “L’unico problema che non c’era erano i soldi, perché non ne avevamo mai parlato, non avevamo mai intavolato un discorso serio…….perchè non c’è stata concessa questa serenità, questo tempo da parte del Milan”. A qualcuno sarà sicuramente scappato un sorrisetto sentendo dire prima che non era giusto offrire a Donnarumma meno di quanto offerto a Morata e ad Aubameyang, poi che il problema della mancata firma non sia stato economico. Ma così ha affermato Raiola, riferendo che “si era creato un ambiente troppo ostile tra le parti e da un ambiente troppo ostile non può uscire un buon risultato per nessuna delle parti”.

Dopo aver messo in evidenza ciò che a parer nostro non è convincente nelle parole di Raiola, non possiamo non biasimare l’eccessiva reazione da parte dei tifosi rossoneri che continuano ad insultare sul web il loro vecchio idolo. Addirittura ieri sera a Cracovia, durante la partita che gli Azzurrini hanno meritatamente vinto per 2 a 0 contro la Danimarca all’esordio nel Campionato Europeo Under 21, la contestazione nei confronti di Donnarumma, ormai soprannominato “Dollarumma”, si è materializzata con il lancio di finti dollari verso la porta degli azzurri.

Considerazione finale: al di là di quanto successo, Donnarumma è un patrimonio del calcio azzurro e va tutelato e rispettato!

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