Milan, Raiola sul caso Donnarumma: “Gigio minacciato di morte. Situazione ostile”

Pubblicato il autore: Gioacchino Moncado Segui

Raiola su Donnarumma: ecco la “verità” del procuratore

E’ arrivata la versione di Raiola sul caso Donnarumma. A pochi giorni dalla decisione di non rinnovare il contratto con il Milan l’agente del portiere ha spiegato le ragioni della scelta che tanto ha fatto discutere. Parole dure quelle di Raiola che ha criticato l’atteggiamento avuto dal Milan nell’ambito della trattativa per il rinnovo del contratto del giocatore. All’agente non è piaciuto il clima ostile che è stato, secondo Raiola, costruito contro il portiere, il quale sarebbe stato addirittura minacciato di morte. Le dichiarazioni di Raiola, però, non convincono a pieno in quanto non sembrano dare una spiegazione attendibile sui veri motivi che hanno spinto al no al Milan.

Le parole di Raiola a Sport Mediaset sul caso Donnarumma.

“Alla base della decisione di non rinnovare il contratto con il Milan vi  è una  situazione troppo ostile e violenta che si era creata e da cui non si poteva più uscire. Gigio è stato minacciato, la famiglia è stata minacciata: minacce di non giocare, di morte, striscioni mai tolti dalla società e un atteggiamento passivo nei suoi confronti. Non è mai stata una questione economica e non c’entra neppure la clausola rescissoria. Non si è mai arrivati a parlare di questo.  Hanno sbagliato i toni, troppo esuberanti. Avevo già garantito alla società che non saremmo partiti a parametro zero, l’ho sempre detto e pensavo fosse sufficiente almeno per mettere tranquilla la parte patrimoniale della cosa, ma non è stato capito. Non era una questione di rubarsi il giocatore ma forse ho sbagliato io, non sono stato troppo convincente. E’ stato tutto gestito male.  Noi non abbiamo nessun accordo con nessuna società, nessuna società ci spinge a fare certe cose. Il problema non è economico, è una questione di forma: non potevamo più accettare certe minacce, certe tensioni, lo stress psicologico, la passività della società nei confronti di Gigio. Se Donnarumma sarà giudicato per le sue qualità non perde l’anno se invece ci sono altre situazioni che costringono l’allenatore a prendere certe decisioni allora forse lo perde. Per me è mobbing se minacci un giocatore di stare in tribuna”.

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