Bucchioni a SN: “Ecco cosa mi aspettavo da Corvino. Questa squadra è poco più del Chievo. Baba una risorsa. I DV…”

Pubblicato il autore: Paolo Mugnai Segui


Ai margini della presentazione del Festival del Calcio in programma dal 3 al 9 ottobre a Firenze, il popolare giornalista Enzo Bucchioni ha parlato ai microfoni di Supernews della Fiorentina soffermandosi sulla stagione dei viola, il mercato e la possibile vendita societaria

“Per la Fiorentina è un momento di transizione, ci vuole pazienza come hanno detto più volte i dirigenti soprattutto Antognoni che il calcio lo conosce benissimo. Una squadra completamente rinnovata, con un ciclo nuovo, un allenatore appena arrivato, alcuni giocatori arrivati dopo il 15 agosto, una squadra costruita tardi ha bisogno di essere rodata, trovare l’amalgama, un’autostima. Sono passate appena sei giornate, forse c’era da aspettarsi qualcosa ma non molto di più. Aspettiamo dopo la sosta della Nazionale cioè attorno al 15 ottobre, con un mese e mezzo – due di preparazione voglio cominciare a vedere una squadra che sappia giocare a calcio, che abbia dei meccanismi e abbia una sua personalità anche se qualcosa di buono si è già visto come la serata con la Juventus anche se coincisa con una sconfitta, però la Fiorentina ha difeso molto bene mostrando personalità. Meno bene con l’Atalanta, però è una squadra che ha qualche potenzialità, aspettiamola con simpatia e positività”.

Intanto un giudizio sul lavoro di Corvino è possibile darlo?
“Sinceramente conoscendo le sue capacità ed esperienza mi aspettavo qualcosa di più, soprattutto mi aspettavo una programmazione diversa perché quando decidi di chiudere un ciclo e Corvino lo aveva deciso da molti mesi, ecco io mi sarei aspettato una tempistica diversa. Qui abbiamo trascinato per tutta l’estate dei casi: Bernardeschi, Kalinic, Vecino, Borja Valero, tutte situazioni che andavano risolte prima dell’inizio del mercato perché sapevi che comunque questi giocatori sarebbero andati via e questo che cosa ha comportato? Un’affannosa ricerca di giocatori nell’ultimo periodo. Se guardate la partita del 15 agosto, l’amichevole con il Parma, di quella squadra lì pochissimi sono rimasti. All’ultimo momento ti sei accorto che mancava il centrale e hai preso Pezzella, ti mancava l’esterno e hai preso Biraghi, sei andato a prendere Laurini, cioè un affanno che ha comportato ritardi nella preparazione e secondo me con settanta milioni spesi partendo prima si poteva costruire una squadra più forte”.

Considerando che i tre investimenti maggiori, Simeone che ha fatto un gol in sei partite, Vitor Hugo e Benassi in panchina, non hanno reso secondo gli investimenti effettuati.
“Benassi credo che verrà fuori perché è un giocatore di grande qualità, è stato il perno dell’Under 21 dunque su Benassi non ho dubbi che possa essere un buon affare. Qualche dubbio in più ce l’ho su Vitor Hugo che è un sinistro come Astori e forse non serviva, infatti come dicevo sono andati a prendere in fretta e furia Pezzella perché forse hanno capito che questo brasiliano sta faticando ad ambientarsi e ripeto con settanta milioni, anche facendo il conto della serva, prendendo tre o quattro giocatori da dieci, qualcuno da cinque, mettevi insieme una squadra più forte, qui ci sono troppe scommesse e pianticelle. Gaspar si adatterà al campionato italiano? Io ho dei dubbi. Ci sono in Serie B dei terzini così, quindi qualcosa non torna, però aspettiamo perché magari questi giocatori cresceranno. Certo questa Fiorentina è scesa di due o tre categorie rispetto a quella che c’era l’anno scorso. La Fiorentina è poco più del Chievo, del Bologna, di sicuro è sotto il Torino, forse può combattere con la Sampdoria, questo è un anno di transizione sperando che poi si riparta con un progetto migliore”.

I Della Valle: venderanno prima della fine della stagione o non venderanno?
“Questo è difficile capirlo e neanche i manager più vicini lo hanno capito. Il punto fermo è che la Fiorentina è sempre in vendita ma ci vuole qualcuno che la compri, disponibile a pagare certe cifre. Non è stata ancora nominata la banca advisor di questa operazione, comunque questo non vuole dire nulla. Molto è legato allo stadio che potrebbe essere un business, invogliare i Della Valle a rilanciare, ma siamo in una fase di assoluta transizione e certezze non ce ne sono”.

Tutti adesso attaccano Babacar. Se lo confrontiamo con Simeone, però, che ha fatto un gol in sei partite, Babacar in un tempo è riuscito a creare l’occasione per Gil Dias, ha fatto ammonire un avversario ed era pronto, poi purtroppo si è allungato il pallone commettendo quell’errore madornale ma sicuro che non ci sia un’alternativa e sia giusto puntare solo su Simeone?
“Questa è una delle questioni irrisolte durante l’estate, che ti sei trascinato a lungo e inutilmente. Su Babacar si doveva essere molto chiari. Serve ancora? Ci puntate? Se no, andava venduto, convinto ad andare via, a dargli un’altra chance. Si è arrivati al punto che lo tieni, gli fai fare tutta la preparazione, le amichevoli da titolare, poi alla fine del mercato arriva Simeone e Babacar finisce in un angolo quasi fosse un oggetto inutile. Ecco questo non mi piace perché Babacar deve essere una risorsa in questa squadra che fatica a fare gol e fatica in attacco, deve avere la capacità, e qui chiamo in causa l’allenatore, magari qualche volta di giocare con un modulo diverso, con due punte, comunque in questo momento visto che non hai altri attaccanti, solo Simeone giovane che deve crescere, Babacar deve essere una risorsa per la Fiorentina, non puoi bocciarlo e metterlo in una condizione anche psicologica di difficoltà. Va recuperato questo ragazzo, magari poi a gennaio ne riparliamo ma mancano ancora tre mesi e lui deve essere utile a questa Fiorentina”.

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