Barcellona, ecco come cambieranno i blaugrana con Griezmann in campo

Pubblicato il autore: giuseortu Segui

Foto originale Getty Images © scelta da SuperNews

Con il mercato estivo alle porte, e il più che possibile arrivo di Antoine Griezmann alla corte di Ernesto Valverde, tutti, addetti ai lavori e semplici aficionados, si chiedono come sarà possibile far convivere in un’unica super squadra (perché a quel punto il Barça diverrà realmente tale) Messi, Suarez, Griezmann, Coutinho e Dembélé. Roba da spaccarsi il cervello e non dormire la notte, sopratutto per la preoccupazione di non rovinare il giocattolo che rasenta la perfezione che è il Barça di quest’anno. Il rischio, cioè, di rompere gli equilibri faticosamente raggiunti da Valverde è francamente grande. E’ chiaro, tuttavia, come già accennato ieri nel nostro pezzo sui vantaggi dell’acquisto del francese, che il ragazzo è da prendere sì o sì.

Acclarato questo, rimane da sciogliere il dubbio del suo impiego tattico. Non siamo più nei primi anni del ‘900 quando furoreggiava il 2-3-5. Schema tattico memorabile che vide, per esempio, scendere in campo il Barça con un attacco composto da Gamper, Witty, Parsons, Black e Freeman. Quello schema tattico uniformò tutte le squadre del periodo, non solo il Foot-Ball Club Barcelona, in quello che era uno spettacolare schema a trazione anteriore. Oggi non sarebbe chiaramente possibile.
Dunque come fare? Chiarito che tutti assieme non potranno giocare, e che nel calcio moderno alla fine i trofei si vincono con le panchine, il club blaugrana sta preparando una rosa da Le Mille e Una Notte. Ma, per puro gioco retorico, proviamo ad assumere i panni seducenti, ma scomodi, di Valverde. Non rischiamo nulla, né i fischi della grada, né tanto meno un esonero.

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Con lo schema feticcio di Valverde, il 4-4-2, posto che la difesa resterebbe invariata con Sergi Roberto, Piqué, Umtiti e Jordi, il centrocampo potrebbe contare su Dembélé a destra, Busquets, Messi e Coutinho a sinistra, con Griezmann e Suarez (con il francese un pelino arretrato rispetto all’uruguagio) in attacco. Squadra decisamente squilibrata. Con il solo Busi a fare filtro ci sarebbero intere praterie da corsa all’oro nel centrocampo blaugrana che gli avversari sarebbero ben lieti di sfruttare. Il ricordo delle gare di Champions della scorsa stagione contro Psg a Parigi e Juventus a Torino è un ricordo ancora troppo vivo per pensare di rimettersi nelle medesime condizioni. Dunque proviamo a togliere, come se fossimo davanti ad una lavagna tattica o al Subbuteo – fate voi, la pedina Dembélé per sostituirla con Rakitic. Il croato, più Busquets, più Messi e Coutinho (o Iniesta) creerebbe una linea mediana già più stabile. Ovviamente Rakitic può essere sostituito da Paulinho, anche se il brasiliano preferisce giocare interno, e Busquets dal croato stesso.

Non è da escludere, a questo punto, nemmeno la strada che porta al 4-2-3-1. Busquets e Rakitic come doble pivote a formare la diga davanti alla difesa; Dembélé, Messi, Griezmann (o Coutinho, o Iniesta) dietro l’unica punta Suarez. E’ chiaro che con tutte le conformazioni tattiche visitate, gli esterni difensivi, Sergi Roberto da una parte e Jordi Alba dall’altra dovranno limitare le scorribande sulle fasce per mantenere più coperta la linea difensiva.

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L’ultima soluzione in mano a Valverde è il ritorno al dogmatico 4-3-3. Rakitic, Busquets, Coutinho (o Iniesta, o Dembèlé) a centrocampo; Messi, Suarez, Griezmann davanti.

Dopo quanto detto risulta sempre più un rompicapo stile cubo di Rubik fare coincidere tutte le caselle per presentare ai nastri di partenza una squadra devastante davanti, ma salda e equilibrata nel mezzo e dietro. Un esercizio di non poco conto che dovrà affrontare Valverde. Questa stagione è in dirittura d’arrivo, i trofei sono ancora tutti in palio e la testa è giustamente focalizzata a chiudere alla grande l’anno sportivo. Per i teoremi geometrici sulla lavagna tattica e i rompicapi ci sarà tempo. L’unica garanzia in tutto questo turbinio di nomi altisonanti è la preparazione del tecnico blaugrana. Lo scacchiere della prossima stagione è nelle mani più sicure che ci possano essere.

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