Mirabelli sotto esame al Milan:”Sapevo di avere tanti nemici, ci vuole tempo”

Pubblicato il autore: Antonio Guarini Segui
MILAN, ITALY - NOVEMBER 23: AC Milan Sportif Director Massimo Mirabelli looks on before the UEFA Europa League group D match between AC Milan and Austria Wien at Stadio Giuseppe Meazza on November 23, 2017 in Milan, Italy. (Photo by Marco Luzzani/Getty Images)

Foto Getty Images © selezionata da SuperNews

Mirabelli, ecco la reazione del diesse rossonero. Oggi ai microfoni di ‘Sky Sport’ ha parlato il direttore sportivo Massimiliano Mirabelli: “Noi abbiamo fatto una strategia precisa a inizio anno, ovvero quella di rivoluzionare la squadra, mettendo dentro giovani di grande valore. Ovviamente ci vuole tempo, ma abbiamo continuato nella nostra idea affidando la panchina ad uno come Gattuso. Siamo orgogliosi del suo lavoro”. Poi Mirabelli ha parlato anche delle voci sul suo futuro: Sapevo di avere tanti nemici, che al primo momento di difficoltà sarebbero venuti fuori. Ma io non sono attaccato alla poltrona, per me chi vuole può venire qui e prendersi il mio posto, se la società glielo affiderà. Sto lavorando e ho sempre lavorato solo per il bene collettivo del Milan. Chi mi conosce bene lo sa”. Così parlò Mirabelli, un uomo quasi solo al comando della nave milanista.

Mirabelli, finale di stagione sotto esame

Mirabelli, futuro in bilico. Finale di stagione e tempo di bilanci. Anche al Milan. I rossoneri sono ritornati nelle paure di inizio stagione e ora si teme il fallimento completo. Bonucci e compagni sono al settimo posto nella classifica di serie A. Un piazzamento che consente di disputare i preliminari di Europa League. Un’altra stagione da cominciare presto, il 26 luglio. Non il massimo, visto l’andamento dell’annata in corso. La proprietà cinese ed Elliott stanno vagliando la posizione di Massimiliano Mirabelli. Il direttore sportivo del Milan è ritenuto il maggiore responsabile del momento negativo rossonero. Tanto che i vertici milanista avrebbero bocciato l’acquisto di Bernard. L’esterno d’attacco brasiliano dello Shakhtar Donestk sarebbe arrivato a parametro zero. Un’operazione condotta da Mirabelli, ma che è stata abortita al momento delle firme. Un segnale della fiducia calante della proprietà nei confronti del proprio direttore sportivo.

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Hanno destato perplessità soprattutto gli oltre 60 milioni di euro spesi per la coppia André Silva-Kalinic. Se il croato era stato chiesto espressamente da Montella, il portoghese è stato una scommessa di Mirabelli. Ampiamente persa, almeno fino ad ora. Il finale di stagione potrebbe essere decisivo per il futuro di Mirabelli. Anche perché lui più di altri è stato fautore del rinnovo triennale di Gattuso. Solo che da quando è arrivata la firma di Ringhio fino al 2021 il Milan ha smesso di vincere. Una coincidenza, ma nel calcio l’importante sono i risultati. Se mancano quelli, tutto torna in discussione. Milan deve conquistare l‘Europa League, attraverso il campionato o la finale di Coppa Italia. Una mancata partecipazione dei rossoneri alle coppe europee potrebbe portare a conseguenze inimmaginabili solo un mese fa. Sopratutto per il pericolante Mirabelli.

Mirabelli, da Sabatini a Braida: le ipotesi per il futuro del Milan

Secondo quanto riferisce questa mattina La Gazzetta dello Sport, nelle ultime settimane ci sarebbero stati anche dei contatti con alcuni dirigenti che potrebbero sostituirlo: i nomi potrebbero essere quelli di Walter Sabatini, Cristiano Giuntoli del Napoli, Michael Emenalo del Monaco e addirittura c’è chi parla del clamoroso ritorno di Ariedo Braida. Secondo gli ultimi rumors, Sabatini avrebbe già avuto a Londra importanti contatti con emissari del club di via Aldo Rossi. Per quanto riguarda il ds del Napoli, va ricordato che la scorsa estate c’era già stato un abboccamento tra i rappresentanti di mister Li e Giuntoli in accoppiata con Maurizio Sarri.

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Nomi altisonanti, gente di grande esperienza. Il più credibile per un ipotetico dopo-Mirabelli potrebbe essere quello di Sabatini. L’ex direttore sportivo di Palermo, Lazio e Roma si è appena separato da Suning e l’Inter. Sabatini è grande amico di Adriano Galliani. C’erano loro quando Milan e Roma hanno chiuso l’affare che portò Romagnoli in rossonero. 63 anni il prossimo 2 maggio, umbro della provincia di Perugia. Sabatini ha portato in Italia grandi giocatori come Pastore, Ilicic, Benatia, Lamela, Pjanic, Marquinos e Manolas. Uno come lui, libero sul mercato, fa certamente gola a tanti club. Una cosa è certa, Mirabelli è sotto esame e a fine stagione si tireranno le somme della prima stagione del Milan cinese. E non tutti saranno promossi. Questo è poco, ma sicuro.

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