Barcellona, problema difesa. I blaugrana sul mercato in cerca di rinforzi

Pubblicato il autore: giuseortu Segui


Dal famoso “Huston, abbiamo un problema” al “Barcelona, abbiamo un problema”. Niente di drammatico s’intende. Non c’è a rischio la vita di uomini sospesi nel silenzio e nero assoluto dello spazio all’interno di una navicella spaziale. Per il nostro “Barcelona, abbiamo un problema” è solo una questione di calcio e di equilibri tattici. La squadra più forte della Liga, che ha dominato il campionato in lungo e in largo, cadendo in tutta la stagione appena cinque volte (due in agosto nella Supercopa di Spagna contro il Madrid, una in Copa del Rey contro l’Espanyol, una in Champions contro la Roma e una in Liga contro il Levante appena qualche giorno fa) sì è scoperta all’improvviso fragile e nuda. E come una ragazza timida e virginale che arrossisce allo sguardo insistente di un ragazzo, scoprendosi vulnerabile nei sentimenti e nelle emozioni, allo stesso modo il Barça si è risvegliato umano e battibile, perdendo di conseguenza tutte le granitiche certezze accumulate durante una stagione dispendiosissima, comunque da record.

Valencia e il Levante hanno messo in evidenza una squadra certamente in debito d’ossigeno e con evidenti carenze difensive nei cosi detti rincalzi. La rovinosa sconfitta contro la squadra granota ha aperto il dibattito, all’interno del barcelonismo, sul reale valore dei giocatori che stanno dietro i due colossi Piqué e Umtiti, e sopratutto il club a rivedere i piani di mercato e a rimodulare le strategie. A Barcelona ora si inizia a pianificare degli investimenti in un reparto difensivo che si pensava adeguatamente coperto. Così non è in realtà. Vermaelen, ottimo giocatore di sicuro affidamento quando è stato chiamato in causa, è in ogni caso fragilissimo dal punto di vista muscolare. Proprio nella partita persa contro il Levante ha dovuto lasciare il terreno di gioco per l’ennesimo infortunio della sua tormentata carriera. Quest’anno è la terza volta che il belga si lesiona ai muscoli delle gambe. La directiva e la secretaria erano decisi a riconfermarlo a fronte delle ottime prestazioni, ma certo che questa fragilità è preoccupante. Come poter puntare su un giocatore che nel corso della stagione puntualmente deve restare in infermeria per molte giornate? Il Barça è una squadra che deve poter fare affidamento su tutti i componenti della rosa per tutta la stagione ininterrottamente. Ecco dunque che, al momento, la permanenza dello sfortunato giocatore belga non è più così tanto scontata.

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Se su Vermaelen si nutrono dubbi di origine fisica, tutt’altri pensieri sono rivolti su Yerry Mina. Domenica il colombiano è stato artefice di una prestazione disastrosa. Spesso fuori posizione, mai incisivo nell’uno contro uno, la sua attuazione è suonata come una condanna definitiva nei suoi confronti. Il giocatore, oggi come oggi, non ha le competenze, le capacità e la concentrazione per poter giocare in una squadra come questa. Nemmeno come rincalzo ovviamente. Nel Barça le seconde linee devono essere al medesimo livello dei titolari. Se un giocatore dell’undici base lascia il terreno di gioco, il subentrante non deve far notare l’uscita dal campo del compagno. Con Mina ciò non accade. Se gioca al posto di Umtiti o Piqué il divario è talmente grosso che anche Boateng è in grado di fare il fenomeno. Il ragazzo è giovane, è appena arrivato dal Palmeiras, praticamente un altro pianeta calcistico rispetto all’Europa e al FC Barcelona. Non è facile, certo, ma al Barça non si può aspettare nessuno. Quest’ultima gara ha perciò fatto scattare non solo un campanello d’allarme, ma le sirene dell’allerta contraerea di bellica memoria. Se i tecnici credono in lui si può studiare la soluzione del prestito per fargli fare esperienza europea in una squadra che, per tipologia di gioco, possa avere una sorta di profilo Barça.

Se Vermaelen per un motivo, e Mina per un altro non potranno essere confermati come integranti della plantilla per la prossima stagione, è chiaro che bisogna intervenire sul mercato. Di nomi ne girano tanti. Il più gettonato è Langlet del Sevilla. Inizialmente posto come alternativa eventuale a Umtiti nel caso il francese non rinnovasse, ora viene visto come elemento complementare e aggiuntivo proprio per colmare le evidenti lacune che si sono scoperte alle spalle dei titolari. Il sevillista ha una clausola di 30 milioni di euro. Prezzo accessibile. Tra gli altri nomi che circolano ci sono Koulibaly del Napoli, Marquinos del Psg e De Ligt dell’Ajax, tutte piste complicate e sopratutto molto onerose dal punto di vista economico. Il club blaugrana dovrà affrontare la spesa per il tesseramento di Griezmann e Arthur, entrambe già programmate da tempo e prossime alla conclusione. I rinforzi per la difesa, dunque, non dovranno essere eccessivamente onerosi per le casse del club. Non sarà certamente una cosa semplice, posto che quando si muove il Barça, per il solo fatto che il  club blaugrana sia interessato, i prezzi lievitano come un Sea Harrier al decollo.

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Capitolo a parte merita Semedo. Anche il portoghese è stato coinvolto nel tracollo difensivo del Ciutat de Valencia. Anche su di lui sono puntati i mirini laser della dirigenza del Barça. Anche su di lui si infittiscono i colloqui insieme ai dubbi. Ha il profilo che serve a questa squadra? Ha continuità di rendimento, nel caso di risposta positiva alla prima domanda? Semedo è molto veloce, bravo quando deve offendere, ma estremamente leggero e approssimativo in fase difensiva. In più di una circostanza, e non solo in quest’ultima disastrosa partita, il ragazzo non ha capito, o saputo leggere, o intuito l’azione dell’avversario, rimanendo inevitabilmente tagliato fuori dall’azione e lasciando in inferiorità numerica i compagni di reparto. Anche su di lui si è dunque posato lo sguardo della secretaria. Quest’anno si preannuncia una campagna di rafforzamento più complicata di quanto si sarebbe preventivato anche solo qualche settimana fa.

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