Adem Ljajic saluta Torino e (forse)l’Italia

Pubblicato il autore: massimiliano granato Segui
during the Serie A match between Torino FC and Cagliari Calcio at Stadio Olimpico di Torino on October 29, 2017 in Turin, Italy.

Dopo 61 presenze in campionato condite da 16 reti, Adem Ljajic saluta il Torino e probabilmente l’Italia, dopo otto anni di alti e bassi partendo da Firenze passando da Milano (sponda nerazzurra), Roma (sponda giallorossa) e appunto, Torino. Senza essere esagerati, proprio sotto la mole il serbo ha riservato i colpi migliori. Arrivò a Firenze nel 2010: si era appena spenta l’era Prandelli e lui arrivò in un momento non proprio felice per la società viola. In tre stagioni (migliore l’ultima), 15 reti in 78 gare di campionato, condite dalla lite con Delio Rossi nel maggio 2012. Dal 2013 al 2015 due annate alla Roma, come sempre in chiaroscuro: 14 reti in 60 presenze. Nel 2015, dopo una sola presenza in giallorosso, viene prestato all’Inter. Qui, 3 reti in 25 gare: niente di trascendentale, anzi, presenza quasi impalpabile. Si arriva quindi all’approdo al Torino dove, sotto l’allenatore Sinisa Mihajlovic (che lo allenò in viola e in nazionale) Ljajc parve aver trovato la propria dimensione e l’affetto dei tifosi. L’arrivo di Zaza ha di fatto aperto le porte ad una sua cessione (con obbligo di riscatto) ai turchi del Besiktas. In realtà, se questo affare ( assieme alla cessione di Niang al Rennes) fosse saltato, Cairo avrebbe sacrificato un gioiello come Iago Falque. Per fortuna, questo è stato scongiurato. La questione è la seguente: é un’operazione sensata? Se è vero che Ljaijc non sembrava (calcisticamente parlando, si intende)gradito a Mazzarri, si è spesso rivelato decisivo e quando è entrato a gara in corso, ha lasciato il segno. Si dirà: è arrivato Zaza. Giusto, ma Ljajic, a differenza sua e di Belotti, non è una punta. E il Toro forse aveva bisogno di un numero 10. Certo, oramai i numeri significano quasi nulla (troviamo persino portieri con il numero 2), ma l’impressione che si ha è che sia stata una manovra quantomeno azzardata. Il tempo ce lo dirà, ma intanto, la parola ” obbligo di riscatto ” sa di addio per il buon Adem sia al Torino che all’Italia. Poi nel calcio, si sa, nulla è definitivo e un clamoroso ritorno potrebbe non essere da escludere completamente. La storia dei numeri 10 del Torino è ricchissima anche se, come abbiamo detto, i numeri sono diventati puramente convenzionali. Questo numero è sempre stato pesante ed ha sempre indicato il fantasista. Ljajc non lo era completamente, ma sicuramente a Torino trovò la sua dimensione, condita anche dal grande affetto dei tifosi. 

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