Ciclismo, domani il Fiandre: sui muri Kristoff favorito, Pozzato e Trentin frecce azzurre

Pubblicato il autore: Valerio Mingarelli Segui

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Diciannove. Tanti sono i muri della leggenda, tra pavé e asfalto abraso, che da ben 99 edizioni danno al Giro delle Fiandre un qualcosa di magico. Una magia secolare, che quest’anno si rinverdisce di brutto: senza Fabian Cancellara al via, la classica monumento belga diventa una delle corse più imprevedibili dell’anno. Lo svizzero, vincitore di tre edizioni, lascia un vero cratere nel quale i pretendenti sono tantissimi. Il talismano di superfavorito va giocoforza ad Alexander Kristoff: il norvegese ha già 8 successi in cascina in questo 2015, e alla Tre giorni di La Panne ha letteralmente dominato. Inoltre, sui terribili “muri” che sgretolano il gruppo in mille rivoli, lo scandinavo potrà puntare su un compagno di squadra d’eccezione: Luca Paolini, volpe 38enne che di questi colli conosce ogni segreto. Se Paolini si sacrificherà per il compagno, parte con i galloni di capitano invece Pippo Pozzato nella Lampre Merida: al finisseur veneto questa corsa è sempre piaciuta, spera soltanto di azzeccare il guizzo giusto. Una terza freccia azzurra può essere invece Matteo Trentin: nella Etixx il centravanti è l’olandese Terpstra, che sul pavé è secondo a pochi, ma il 25enne di Borgo Valsugana è adattissimo a una corsa tosta come il Fiandre.

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E gli altri? Son tanti, tantissimi i soggetti pericolosi. Come Stijn Devolder, da un anno e mezzo in fase calante ma già trionfatore due volte sui muri nel 2008 e nel 2009. C’è Johan Vansummeren della Ag2r, uno che sui muri del Fiandre ci è cresciuto. Al pari di Greg Van Avermaet, visto in palla già alla Tirreno Adriatico. Un altro cliente ostico è l’olandese Lars Boom, mentre non bisogna tralasciare due fuoriclasse come Peter Sagan e John Degenkolb: lo slovacco e il tedesco non sono assi da pavé, ma con la loro classe possono puntare a qualsiasi corsa.

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Per vincere il Fiandre serve pura follia: è quanto ha ribadito per anni Fiorenzo Magni, il toscano “Leone delle Fiandre” vincitore tre volte a queste latitudini. Del resto all’Italia questa corsa non dispiace: dopo le 68 vittorie di atleti del Belgio, gli azzurri sono i primi con 10 centri, l’ultimo dei quali di Alessandro Ballan nel 2007. Per Eddie Merckx, che ha vinto due volte qui, il Fiandre è più duro della Roubaix: se lo dice lui, vuol dire che qui uno sprovveduto proprio non può vincere.

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