Giro D’Italia 13°a tappa: Clamoroso, una caduta ribalta il giro: Aru in maglia rosa, Contador deve inseguire . Tappa a Modolo

Pubblicato il autore: Andrea Chiavacci Segui

Giro d'Italia - Stage 19

In quella che sembrava una tappa di trasferimento succede quello che non ti aspetti. Una maxi caduta a 3,2 km dall’arrivo cambio il volto del Giro 2015. Hesjedal cade in maniera sfortunata e trascina a terra un po’ tutti. Il gruppo si spacca in blocchi distinti poco prima della neutralizzazione e così Fabio Aru riesce a guadagnare 36″ su Alberto Contador. Aru indossa per la prima volta in carriera la maglia rosa e alla vigilia della temuta cronometro di domani ha un vantagio di 19″ su Contador e 1’14” sul compagno Mikel Landa, anche lui rimasto attardato come altri uomini di classifica.  Resiste Uran. Ancora una volta paga un dazio pesante Richie Porte. La tappa va in volata a Sacha Modolo della Lampre Merida che festeggia il suo primo successo al Giro.

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Tappa breve e piatta come una tavola da surf, adatta ai professionisti delle volate. Si parte da Montecchio per arrivare a Lido di Jesolo dopo 147 km. Per la quarta volta si arriva a Jesolo dove si sono sempre imposti gli sprinter: Benedetti nel 1955, Dino Zandegù nel 1970 e il pisano Alessio Di Basco nel 1988. Si parte alle 13,45 e subito la velocità è sostenuta. Parte la solita fuga e stavolta escono in tre: Marco Frapporti dell’Androni Sidermec, il figlio d’arte Rik Zabel della Bmc e Jerome Pineau della Iam . Il  gruppo li tiene sotto controllo perché dopo le fuga andata in porto di Boem a Forlì i velocisti non possono più farsi scappare le rare occasioni che questo Giro gli offre. Al primo traguardo volante di giornata, al km 58, a  Santa Maria Di Sala si impone Frapporti sul tedesco Zabel e il francese Pineau. Dopo 1’30” Giacomo Nizzolo regola il gruppo e guadagna punti preziosi per la classifica a punti. L’andatura resta elevata e al secondo traguardo volante posto a Mestre a metà  corsa, km 77,  Zabel stavolta anticipa Frapporti e guadagna i 20 punti più 3” di abbuono; Pineau fa da spettatore. Il gruppo maglia rosa riduce il distacco a 1’03” e stavolta Elia Viviani precede Nizzolo e Nicola Boem che  conquista 6 punti e difende al meglio la sua maglia rossa sulle strade di casa. Altra giornata con freddo e pioggia che rende l’asfalto bagnato e pericoloso. Soffre un po’ Diego Ulissi che resta sempre in fondo al gruppo e conserva le energie per la crono di domani. A 50 km dal traguardo il vantaggio dei tre fuggitivi sul gruppo scende sotto al minuto con il gruppo trascinato soprattutto dagli uomini della Trek di Nizzolo e da qualche Lotto Soudal per Andrè Greipel.

Dei tre fuggitivi solo Jerome Pineau ha vinto una tappa al Giro D’Italia, nel 2010 a Novi Ligure quando andò in porto una fuga da lontano con altri due corridori e riuscì ad evitare il ritorno del gruppo per una cinquantina di metri. I ritmi sono alti ma i tre davanti lavorano bene e quando siamo a Musile Del Piave, nei luoghi della Grande Guerra, il vantaggio è di 52”. La sensazione è che il gruppo non voglia subito andarli a prendere per evitare altri scatti in vista del finale. Ai meno 30 si passa dal fiume Piave e il vantaggio supera di nuovo il minuto con il gruppo che ha leggermente rallentato con una velocità inferiore ai 40 km orari. La media totale resta comunque alta, sopra i 47 all’ora, e lo corsa non supererà le tre ore. Si rimette in moto il gruppo e ai 20 km dall’arrivo il vantaggio dei tre coraggiosi cala fino a 18”. Il ricongiungimento  avviene poco dopo nei pressi di Eraclea A Mare. La Tinkoff Saxo guida il gruppo con la Lotto Nl Jumbo di Moreno Hofland, secondo nella volata di Genova,  e tre uomini Sky per Elia Viviani. La Trek inizia ha portare Nizzolo nelle prime posizioni già ai meno 6, lavorano anche gli uomini della Katusha e i Lampre per Sacha Modolo mentre i Lotto Soudal sono un po’ sparpagliati, come le squadre degli uomini di classifica.

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Solito valzer di rotonde e ai 3,2 km dall’arrivo il colpo di scena che non ti aspetti: una maxi caduta  spezza il gruppo in due e non c’è neutralizzazione. Restano attardati Fabio Aru, Alberto Contador e Richie Porte. Ma il sardo è più pronto dei rivali. A Jesolo lo sprint lo lancia la Lampre Merida con Ferrari e Richeze che pilotano alla grande Sacha Modolo che riesce a chiudere su Nizzolo che rinveniva fortissimo sulla sua destra. Terzo Viviani. Dopo 4” arriva Fabio Aru e dopo 39” Contador che perde la maglia rosa in favore del corridore dell’Astana per 19″.  Al terzo posto troviamo Landa 1’14”, poi Kreuziger a 1’38” e Dario Cataldo a 1’49”, tutti rimasti attardati dopo la caduta. Rigoberto Uran resta sesto a 2’02” mentre Porte perde altri due minuti e si trova a 5’05” dalla nuova maglia rosa Fabio Aru. Domani il 24enne corridore dell’Astana affronterà la prova della verità contro il tempo con la responsabilità e l’onore di essere il leader della corsa. Una cronometro difficile e lunga, ben 59,4 km, quella che va da da Treviso a Valdobbiadene. 

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