Ciclismo, Alberto Contador:”Tornare al Giro? E’ molto probabile”

Pubblicato il autore: Andrea Biagini
Alberto Contador

Contador esulta per vittoria finale del Giro 2015.

Sembra iniziata nel migliore dei modi la nuova avventura di Alberto Contador nel team italo-americano Trek-Segafredo, come racconta egli stesso ad alcuni giornalisti al termine dell’Abu Dhabi Tour, dove lo spagnolo ha corso in appoggio al compagno di squadra Bauke Mollema, in cerca della condizione migliore:“Può sembrare banale, ma la verità è che nonostante sia ancora febbraio, sembra di essere qui da molti anni. C’è grande intesa con i compagni, e questo non può che essere positivo. La motivazione è alta, c’è voglia di fare bene in ogni gara a cui si partecipa”. Quindi El pistolero prosegue togliendosi anche qualche sassolino dalla scarpa, probabilmente memore degli attacchi a lui rivolti dal suo ormai ex Patron Oleg Tinkov:“Lo scorso anno, al contrario, capitava di andare ad alcune corse senza avere un obiettivo preciso. Quest’anno invece posso notare come in tutti i ragazzi ci sia la volontà di dare quel qualcosa in più per raggiungere il risultato finale. Forse è per questo che mi sento molto più rilassato”.

Alberto Contador:”Il Tour è una corsa come le altre”

L’attenzione poi si focalizza sul Tour de France, vale a dire il vero e proprio obiettivo dichiarato di Alberto Contador per quest’anno. Ma lo spagnolo anche stavolta predica calma, lasciando intendere come in fondo la Grande Boucle sia una gara come tutte le altre, sebbene abbia maggior visibilità:“Oltre al Tour ci sono molte altre gare, ovviamente non grandi ed importanti allo stesso modo, ma in ogni caso io cerco di presentarmi al via di ciascuna nella mia forma fisica migliore. Il fatto che il Tour sia la corsa più importante della mia stagione non significa che sia anche quella in cui io mi diverta di più. 
Da corridore, posso dirvi che il Tour è solo una corsa, seppur con un premio più alto, che devo provare a vincere, ma nulla di più. Voi pensate che vincerlo ti cambi la vita, ma in realtà, per quanto mi riguarda, dopo averlo vinto io torno a casa e continuo a fare quello che ho sempre fatto”.
Quando poi gli viene chiesto se nel 2018 potremo rivederlo nuovamente al via del Giro d’Italia, lo spagnolo risponde sinceramente:“E’ una possibilità molto probabile”.

Intervista Contador:”A volte il modo di correre vale più di una vittoria”

“Molte persone credono che esista una sola possibilità, mentre invece a volte bisogna guardarsi intorno a cercare altre soluzioni. Non voglio prendermi nessun merito, ma a volte bisogna lanciare i dadi”. 
E’ questa la mentalità di Alberto Contador, che spiega così la propensione del corridore spagnolo ad animare le corse, talvolta con il rischio di saltare, ma pur sempre provandoci, osando con coraggio, quando magari qualcun’altro sarebbe rimasto a guardare, aspettando le mosse dei rivali.
Un esempio sono le tre tappe che Contador ricorda con maggior piacere, vale a dire quelle dell’Alpe d’Huez al Tour 2011, di Fuente Dé alla Vuelta 2012 e quella di Aramon Formigal alla Vuelta 2016, quando Alberto si rese protagonista di azioni memorabili, destinate a rimanere per sempre nella storia di questo sport.
“A Fuente Dé ho dovuto lanciare i dadi, visto che mi avrebbero potuto riprendere a 5 chilometri dalla cima, perdendo così la seconda posizione (nella classifica generale, ndr). Sull’Alpe d’Huez, in una giornata normale, avrei potuto vincere la tappa, ma ho pagato lo sforzo fatto per attaccare e alla fine Rolland si è preso la vittoria. 
E’ vero, di queste tre giornate solo in una ho ottenuto la ricompensa meritata, ma in realtà sono proprio le altre due che mi hanno dato maggior soddisfazione, perché sono le stesse che la gente apprezzerà e ricorderà con maggior piacere. Ovviamente, essendo un professionista, devo anche guardare al risultato finale, ma questo genere di cose sono più importanti di una vittoria.”

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