Tre motivi per seguire il Giro d’Italia 2017

Pubblicato il autore: Gianpiero Farina Segui

A ormai due mesi dalla partenza, l’attesa sale sempre di più

Fabio Aru

Fabio Aru sarà, senza alcun dubbio, tra i grandi protagonisti del Giro d’Italia 2017.

Mancano ormai poco più di due mesi alla partenza del Giro d’Italia 2017. Il fatidico 5 maggio, giorno della prima tappa, che porterà la carovana rosa da Alghero a Olbia, è sempre più vicino. I preparativi sono ormai sempre più nel vivo. A fremere è soprattutto la Sardegna, da cui il tutto avrà inizio e che tornerà a ospitare la corsa dopo tantissimi anni. Un’occasione unica e la meravigliosa isola vuole assolutamente farsi trovare pronta. Ma ci sarà anche tanto altro. Ecco allora tre motivi per non perdersi nulla di queste tre settimane, che si preannunciano intense e combattute.

IL CENTENARIO

Non si può affatto dimenticare che questo sarà il Giro del Centenario. Ogni pedalata, ogni curva, ogni tratto di strada, ogni scatto e ogni vittoria saranno intrisi di storia e di ricordi. Ed è proprio per questo che gli organizzatori hanno deciso di toccare l’intera penisola, a partire da quelle due isole troppo spesso escluse e dimenticate, la Sardegna e la Sicilia. Bellezze naturali, storiche, artistiche e culturali a totale servizio del ciclismo. Cosa c’è di meglio? Per gli appassionati di questo meraviglioso sport, davvero nulla. E allora non resta che godersi lo spettacolo. In ogni sua molteplice sfaccettatura.

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IL DUELLO ARU-NIBALI

Perché è prettamente inutile, e forse anche un po’ stupido, girarci attorno. Questo sarà prevalentemente il Giro del duello tra Vincenzo Nibali e Fabio Aru, i due ex compagni di squadra all’Astana, i due amici-rivali. Il siciliano è ora passato al team Bahrain-Merida e quindi la sfida potrà finalmente avvenire. C’è molta attesa per questo duello e per sapere chi la spunterà. Da italiani, c’è assolutamente da essere orgogliosi di questa rivalità tutta in salsa tricolore, ma è molto probabile che l’Italia del pedale sia destinata a spaccarsi in due. Stiamo parlando di due corridori tanto diversi quanto uguali. Qualche frecciata, a parole s’intende, c’è già stata. Il tutto, ovviamente, condito da stima e rispetto reciproco. Sarà la strada, come sempre, a dare la sua inopinabile sentenza. In fondo, non bisogna aspettare poi così tanto per sapere.

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IL PERCORSO

Emozioni già dalle prime tappe: è questo il succo del Giro d’Italia 2017. Insomma, non occorrerà aspettare tanto per avere e scoprire le prime risposte. Si vedrà subito, dai primi giorni, chi avrà gamba e condizione. La testa va immediatamente alla quarta tappa, che da Cefalù porta alle pendici dell’Etna. Una vera e propria frazione alpina con un dislivello di 3500 m, nonostante due sole salite: la Portella di Femmina Morta e l’asperità finale, ossia Rifugio Sapienza. Una pendenza media superiore al 7% con picchi del 12%. Non si scherza affatto dunque. L’apice, ovviamente, si avrà tra seconda e terza settimana, tra tappe di mezza montagna, appenniniche, alpine e cronometro, ma perdere qualche secondo  qui potrebbe risultare fatale ai fini della classifica generale finale. Concentrazione massima fin dalle prime tappe, quindi. Il Giro del Centenario è fatto per uomini veri. Impossibile distrarsi. Impossibile perderselo.

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