Tour of The Alps 2017, il bilancio in vista dell’imminente Giro d’Italia e la polemica sui ritiri strategici

Pubblicato il autore: Luca Santoro Segui
Tour of the Alps 2017

Da sinistra: Michele Scarponi, Rohan Dennis e Thibaut Pinot alla presentazione del Tour of the Alps 2017

Si è appena concluso il Tour of The Alps 2017 con la vittoria del gallese del Team Sky Geraint Thomas che conquista così la classifica generale della corsa a tappe che per gli appassionati di ciclismo più o meno nostalgici resta nota come Giro del Trentino (ubi marketing, romanticismo cessat).
Cosa ci hanno lasciato questi cinque giorni di gara? Facciamo un breve bilancio (con un occhio anche all’imminente Giro d’Italia 2017 per il quale il Tour Of The Alps rappresentava l’ultima chiamata per testare la forma di alcuni corridori).

Tour of The Alps 2017, i protagonisti: Thomas e Pinot in rampa di lancio per il Giro, le prestazioni degli italiani

Il Team Sky è vivo e lotta assieme a noi. Lo squadrone britannico (pur con due corridori in meno rispetto ai roster degli altri team) ha messo in chiaro che al Giro d’Italia in partenza tra due settimane ci arriveranno con il coltello tra i denti: Landa da una parte e Thomas dall’altra hanno dimostrato in questi cinque giorni alpini che il loro stato di forma è ottimale e sono in rampa di lancio per conquistare posizioni di vertice nella corsa rosa.
Nonostante le pressioni internazionali sul Team Sky che assiste un giorno sì e l’altro pure al detonare di qualche scandalo su presunti illeciti sulle prescrizioni mediche e il disastro della Volta Catalunya, il gruppo tiene, spalleggiato e fortificato anche dalle prestazioni top che ha offerto Michał Kwiatkowski (sebbene quest’ultimo non sarà presente nella gara a tappe organizzata da Rcs Sport).
Lascia perplessi più che altro il fatto che ancora non ci sia chiarezza su chi sarà il capitano al Giro d’Italia 2017, se un corridore completo come Thomas (che già si è distinto alla Tirreno Adriatico di quest’anno) o Mikel Landa; il gallese nelle interviste nicchia senza dare risposte certe.
Questa incertezza sulle gerarchie potrebbe pesare sulle prestazioni della squadra, se consideriamo il fatto che su questo aspetto il Team Sky è sempre stato molto fiscale (Froome che al Tour 2012 aspettava suo malgrado il compagno Wiggins ce lo ricordiamo tutti). E Mikel Landa di gerarchie a rischio se ne intende, visto che nel Giro del 2015 – quando era all’Astana –  aveva messo a serio rischio la leadership del compagno Aru.

Infinito Michele Scarponi. L’aquila di Filottrano (in pieno recupero dopo l’infortunio alla clavicola sinistra rimediato nella corsa alpina) ci ha regalato la splendida vittoria sulla rampa di Innsbruck nella prima tappa del Tour of The Alps 2017: il suo inizio stagione è stato poco fitto di impegni come è logico aspettarsi ma a 37 anni suonati è ancora capace di offrire delle prestazioni da corridore con un cuore tanto; metti poi ripeta lo spettacolo di generosità offerto l’anno scorso sulla Cima Coppi del Colle dell’Agnello al Giro 2016.
E pazienza se l’ultima vittoria è targata 2013, al GP Costa degli Etruschi: al Giro del Centenario, con Fabio Aru out, i gradi del capitano li merita senz’altro lui, che si ritroverà al suo servizio corridori in cerca di riscatto come Moreno Moser e Dario Cataldo (che si è ben distinto in questo Tour of The Alps 2017).

Un’altra chance per Domenico Pozzovivo. Altro corridore di esperienza (34 anni), altro rinato sulle alpi: Domenico Pozzovivo (AG2R) si piazza al terzo posto della generale e lancia la volata per onorare al meglio una classica come la Liegi-Bastogne-Liegi di domenica, per cancellare il periodo nerissimo nato da quell’infortunio al Giro 2015, in cui perse conoscenza. Le start list ufficiali lo danno per partente per la Sardegna da cui inizierà la corsa rosa di quest’anno: sarà dura ambire al vertice delle classifiche (che ha frequentato in quattro edizioni del Giro) ma i segnali che Domenico ha offerto al Tour of The Alps 2017 sono molto incoraggianti.

Svolta per Thibaut Pinot? Ed arriviamo a lui, il francese della FDJ che è giunto al momento della carriera del “o la va o la spacca“e che sarà uno dei diretti avversari di Geraint Thomas nel Giro d’Italia 2017 (Quintana permettendo).
Thibaut non ha nascosto le sue ambizioni da maglia rosa, e al Tour of The Alps le ha volute confermare con la vittoria all’ultima tappa e il meritato secondo posto nella generale conquistato metro dopo metro. Meno sofferente con le crono rispetto al passato, il 26enne francese sta dimostrando di essere in crescita e di lavorare per migliorarsi e diventare così un corridore da corse a tappe completo. A ciò aggiungiamo un inizio stagione incoraggiante con i buoni risultati raccolti alla Tirreno Adriatico e la grinta dimostrata nella Vuelta a Andalucía:  Pinot sembra aver trovato quella costanza che gli serviva per non trasformarsi da corridore di belle speranze in una promessa mancata.

Concludiamo questa breve rassegna segnalando la buona prestazione di un altro corridore che ha approfittato di questo Tour of The Alps 2017 per testare la propria forma e ciò il recordman dell’ora Rohan Dennis (BMC) deciso a fare la differenza anche nelle corse a tappe ed infine citiamo la polemica sui ritiri (strategici) dalla gara e che ha coinvolto in particolare due italiani.

Scoppia la polemica sui ritiri strategici al Tour of The Alps 2017

Tour of the Alps 2017

Davide Formolo (Cannondale – Drapac), uno dei corridori che si sono ritirati dal Tour of the Alps 2017

Due corridori della Cannondale-Drapac, Davide Formolo e Davide Villella, si sono infatti ritirati dal già Giro del Trentino con un giorno d’anticipo. I due, che si erano comunque distinti per un buon Tour of The Alps 2017 (soprattutto Formolo che poteva ambire a rimanere nella top ten con il suo quinto posto), hanno preferito prepararsi per la Liegi-Bastogne-Liegi di domenica; stessa ritiro prematuro per un altro italiano, Damiano Caruso della BMC (ottavo in generale) e per i corridori Stefan Denifl e Lawrence Warbasse della Aqua Blue Sport e José Mendes della Bora-Hansgrohe.
Come riporta Cycling News, tutti i ciclisti che non si sono presentati al via dell’ultima tappa con la leggendaria ascesa al Monte Bondone hanno preferito riposarsi in vista delle fatiche della Doyenne di domenica, e la cosa ha scatenato la polemica sull’opportunità di lasciare una corsa a tappe come il Tour of The Alps 2017 per favorire la preparazione di un’altra gara.
Per gli organizzatori della gara alpina questo potrebbe suonare come uno sgarbo per quanto da loro non siano arrivati commenti di sorta su una scelta che è stata difesa sui social dalla Cannondale e dalla BMC. D’altronde, le regole UCI impediscono sì ad un corridore ritirato di partecipare ad altre competizioni fino a quando quella dalla quale è uscito non è terminata, ma non dicono alcunché sui cosiddetti ritiri strategici, una prassi seguita dai team per preservare i loro atleti in vista di traguardi di stagione più importanti o dopo che il loro compito in quella determinata gara è esaurita.
Tutti ci ricordiamo di André Greipel, il velocista tedesco della Lotto-Soudal che destò sdegno per il suo ritiro al Giro 2016 dopo che comunque tornava a casa con un bottino di tre tappe vinte e il primo posto nella classifica a punti.
Che sia scelta tattica imposta da calendari troppo fitti o semplice opportunismo, queste fughe dalle corse rischiano di creare implicitamente delle competizioni di serie A e serie B tra gare privilegiate ed altre che vengono vissute come un modo di allenare la gamba e testare la condizione. Ma siamo certi che normare questa situazione non faccia correre il rischio che i Team con i loro corridori possano disertare definitivamente delle prove del calendario che non considerano degne della loro attenzione?

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