Esclusiva SN: tra sogni e speranze ecco Vincenzo Albanese, il più giovane del Giro 100

Pubblicato il autore: Andrea Biagini Segui


“E’ appena passato professionista, ma qui al Giro farà una grande esperienza che gli servirà nei prossimi anni. Comunque, secondo me, ha belle doti e andando in fuga nella tappa di Peschici ha dimostrato di avere grinta e gamba”. 
Sembra quasi una sentenza, se a parlare è uno che ha corso 34 Grand Tour al fianco di gente come Alberto Contador, tanto per dirne uno. Matteo Tosatto ha le idee chiare quando parla di Vincenzo Albanese, il corridore più giovane al via di questo Giro d’Italia 2017 in virtù dei suoi 21 anni ancora da compiere. Nato a Oliveto Citra (SA) il 12 novembre 1996, il ragazzo della Bardiani CSF sa bene che la Corsa Rosa, per di più nell’anno del centenario, non è affatto uno scherzo da sottovalutare, e per questo la sua presenza non può che emozionarlo, senza nascondere un minimo di timore per quella che viene considerata la corsa più dura del mondo nel paese più bello del mondo.

Partiamo dalle origini: come ti sei avvicinato al ciclismo e cosa ha significato per te diventare professionista così presto?

“Ho iniziato a pedalare a circa 7 anni, e devo dire che poi è successo tutto molto velocemente. Fino all’anno scorso vedevo il Giro d’Italia in televisione e mi sembrava quasi un sogno, un sogno molto lontano. Non sapevo quando sarei potuto essere anch’io lì, però dai, ora sono qua e sto vivendo tutto in modo molto tranquillo”.

Cos’hai provato quando hai saputo di essere stato selezionato per il Giro d’Italia?

“Mi è stato detto al Giro di Croazia, due settimane prima del via del Giro. All’inizio non potevo che esserne felice, ma nei giorni a seguire, ripensandoci, ho iniziato ad avere qualche dubbio. In fondo si tratta di una corsa di ventuno giorni, nell’edizione del centenario, e per di più dicono sia il Giro più duro di tutti i tempi. Essendo molto giovane ho iniziato a credere che fosse una cosa troppo impegnativa, però tutto sommato sono felice di essere qua e per il momento mi sento abbastanza bene. Vedremo cosa potremo fare nei prossimi giorni”.

Come hai vissuto questi primi giorni di corsa?

“Li ho vissuti molto bene, visto che per me si trattava di un ambiente nuovo. Finché avrò le energie proverò ad entrare in qualche fuga, chissà se con un po’ di fortuna potrà arrivare anche qualche risultato.

Quanto è stato utile per te andare in ritiro a Gran Canaria con Filippo Pozzato e Matteo Tosatto?

“Mi è servito tanto, mi hanno insegnato come affrontare questo salto tra i professionisti e devo dire che si sono rivelati due bravissimi maestri, oltre che due grandi corridori. Conosciamo tutti la carriera di Matteo, ha sempre fatto da spalla a grandi campioni e per questo farmi dare consigli da lui è stato un onore. Con Pippo invece ho un bel rapporto dall’anno scorso, e devo dire che anche lui mi è stato molto d’aiuto in questi mesi”.

Ultima domanda: a chi ti ispiri?

“Nel ciclismo non mi ispiro ad un corridore in particolare, seguo anche altri sport oltre a questo e dunque mi resta difficile scegliere. In ogni caso, devo ammettere che stimo molto Contador”. 

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