Giro d’Italia 2017: Tom Dumoulin perde la maglia rosa, Quintana in testa. Cronaca e video della 19.a tappa

Pubblicato il autore: Luca Santoro Segui

Tom Dumoulin

Tom Dumoulin perde la maglia rosa a favore di Nairo Quintana e Mikel Landa trova finalmente la vittoria tanto cercata sin dal Blockhaus grazie ad una bella azione sulla salita finale di Piancavallo nella sorprendente Tappa 19 del Giro d’Italia 2017, beffando Rui Costa (secondo) e Pierre Roland (terzo). Tappa che è stata una sinusoide in cui si sono rincorsi momenti spettacolari alternati a tratti più tranquilli e di nuovo grande battaglia soprattutto nelle posizioni di vertice nella classifica generale.
Poteva essere infatti fatale la discesa dalla Cima Sappada, in cui i diretti contrattaccanti della maglia rosa Nibali e Quintana hanno sfiorato l’opportunità di mettere fuori gioco Tom Dumoulin e stravolgere il podio.
L’azione partita dalla Movistar, approfittando di un piccolo ritardo del capitano della Sunweb, rappresenta uno delle più lampanti azioni di attacco del Giro d’Italia 2017. Tuttavia non riesce il colpo a sorpresa perché Dumoulin riesce a recuperare velocemente il gap e ad annullare questo tentativo di rovesciamento delle gerarchie. Ma le difficoltà per l’olandese non sono finite e rimane attardato sulla rampa finale di Piancavallo. Ne approfitta, più di Nibali e Quintana, Pinot che guadagna secondi preziosi in chiave podio finale.
Sono quattro ora i corridori che si trovano ad un minuto ed occupano tutti le prime posizioni nella classifica generale, sei ad un minuto e mezzo: Tom Dumoulin ( che si trova a 38 secondi da Quintana) ora dovrà stare molto all’erta nella tappa di domani e confermarsi da cronoman quale è nel finale di Milano. Ma il Giro d’Italia 2017, a due tappe dalla fine, è ancora aperto, come non avveniva da alcuni anni a questa parte: la mente va a quel 2012 in cui proprio l’ultima tappa era una cronometro e in cui due corridori, Purito Rodriguez e Ryder Hesjedal, hanno lottato fino all’ultimo metro per la maglia rosa.

Giro d’Italia 2017 Tappa 19: la cronaca e gli highlights video

Tom Dumoulin

La prima fuga. Subito dopo la partenza si stacca inizialmente un trio formato da Bilbao Lopez, Paterski e Teklehaimanot, raggiunti quasi subito da altri dodici corridori quali Rui Costa, Rolland, Boem, Shalunov, Ludvigsson, Chevrier, Mendes, Herrada, Devenyns, Koshevoy, Losada e Van den Broeck.

L’attacco che poteva essere fatale per la maglia rosa. Il distacco dei fuggitivi sale sino a più di sei minuti, ma lungo la discesa dalla cima Sappada nel gruppo avviene una rottura grazie ad un attacco congiunto MovistarBahrain Merida ed FDJ (in pratica, il podio e il quarto posto nella generale) che lascia indietro di due minuti la maglia rosa di Dumoulin: assieme a lui corridori come Mollema, Yates e Kruijswijk, mentre nel plotone di corridori distaccati c’è l’altra metà della classifica generale con Nibali, Quintana, Pinot, Zakarin e Pozzovivo. Il colombiano, per alcuni chilometri, è diventato anche la momentanea maglia rosa virtuale. La Movistar è stata la prima ad accorgersi del fatto che l’olandese fosse attardato: l’occasione era propizia per sferrare un attacco che poteva essere fatale nella discesa di Sappada.
In pratica la corsa si divide in tre tronconi: i fuggitivi che nel frattempo sono rimasti in quattordici, un secondo gruppo all’inseguimento con un minuto e trenta di gap ed infine il gruppo maglia rosa attardato di due minuti.

Dumoulin limita i danni. Il secondo drappello riesce a raggiungere i battistrada sulla salita della Sella Chianzutan, ma Dumoulin, assieme a Mollema, Formolo, Yates e Kruijswijk riesce a raggiungere la testa della corsa. Se l’è vista brutta il capitano della Sunweb, ma non molla comunque la presa sulla maglia rosa.
Ma ecco che quando manca un chilometro al GPM di Chianzutan un nuovo gruppetto di sei corridori prova l’affondo e va all’attacco: sono Luis Leon Sanchez e Pello Bilbao dell’Astana, Pierre Rolland della Cannondale Drapac, Sebastian Henao del Team Sky, Evgeny Shalunov della Gazprom – Rusvelo e Rui Costa della UAE Emirates.
Nel frattempo la situazione in testa al gruppo si stabilizza con la presenza degli uomini di classifica assieme alla maglia rosa ma quando mancano circa 60 km al traguardo si stacca un altro drappello di contrattaccanti, formato da Boem e Rota (Bardiani CSF), Landa (Team Sky),  Molard (FDJ), Rojas ed Herrada (Movistar), Cheverier (AG2R La Mondiale), Capecchi (Quick Step Floors),  Plaza (Orica Scott), Busato e Koshevoy (Willier Selle Italia) e Visconti (Bahrain Merida). Il loro ritardo dai fuggitivi si attesta sui 40 secondi mentre il gap del gruppo maglia rosa con i battistrada sale intorno ai sei minuti.

Un estremamente tranquillo tratto in piano. La tappa riprende un ritmo più blando dopo lo spettacolo pirotecnico tra Sappada e Chianzutan: i contrattaccanti riducono il loro ritardo dai fuggitivi mentre la maglia rosa continua a prendere minuti dalla testa: ai meno 50 km si sale addirittura sui 7 minuti. In breve la testa si compone da ben diciotto corridori grazie alla riunificazione dei corridori attaccanti e diretti inseguitori. Dieci chilometri dopo il ritardo dalla maglia rosa inizia a superare i 9’30”  e ai meno 30 si arriva persino a toccate i 12′ (sic!): questo  per capire come questa seconda parte della corsa sia molto più rilassata e come il gruppo degli uomini di classifica intenda conservare le energie per gli ultimi chilometri (pazienza per gli abbuoni di tappa) visto e considerato che chi sta davanti non crea alcun problema in fatto di classifica generale. Non bisogna comunque dimenticare che il finale prevede un arrivo in salita, l’ultimo del Giro d’Italia 2017: traguardo la cui conquista, è chiaro, sarà un affare interno alla fuga formatasi nel tratto in piano.

La salita di Piancavallo. I primi ad arrivare ai piedi della salita di Piancavallo sono un ottimo Luis Leon Sanchez e Rudy Molard, leggermente distaccati dagli altri sedici uomini in fuga. Siamo ai meno 15 km ed intanto il gruppo maglia rosa guadagna qualche minuti e si riporta sui 9′ 40” di ritardo dalla testa: si organizzano le squadre con ai primi posti la Bahrain Merida, la Movistar e si fa vedere anche la FDJ.
La salita comporta la perdita di contatto del gruppetto di inseguitori della coppia in fuga: restano in sei alle calcagna di Sanchez e Molard, mentre nel gruppo assistiamo ad un gesto di stizza di Eugenio Alafaci (Trek Segafredo) che lancia una borraccia addosso a Rory Sutherland della Movistar, reo di avergli tagliato la strada. La squadra non si fa intimorire e con Victor de la Parte, seguito da Anacona, inaugura la salita.

Nel frattempo Rui Costa raggiunge Leon Sanchez in testa, mentre Molard perde contatto così come perde terreno anche Tom Dumoulin, che rimane attardato di alcuni metri all’inizio della salita.
Intanto il corridore dell’Astana non tiene il ritmo del campione del Mondo 2013 che così rimase da solo in testa. Al suo inseguimento si forma un terzetto di tre corridori con Rolland, Henao e Landa che partono alla caccia di Rui Costa e lo raggiungono quando mancano 10 km alla fine. Male gli italiani che erano in fuga e che perdono progressivamente terreno.

La maglia rosa in difficoltà. L’attuale maglia azzurra non demorde e stacca Rui Costa di 200 metri quando mancano nove chilometri alla fine, mentre in testa al gruppo non ci sono scossoni: gli uomini di classifica tengono, anche se fatica un po’ Dumoulin sebbene ben coadiuvato dal compagno Simon Geschke. Tuttavia i cambi di ritmo lo fanno soffrire sempre di più e lo costringono a rimanere indietro, seppure di pochi metri, dal plotone dei migliori in classifica.
Nibali (supportato da un ottimo Pellizzotti che fa il ritmo), Mollema, Pinot e Quintana hanno quindi l’occasione di affondare il colpo anche perché il povero Geschke inizia ad avere qualche difficoltà nel tenere il passo. La maglia rosa comincia a registrare un ritardo di una trentina di secondi, con il rischio di cedere la prima posizione in classifica generale a Quintana.

Thibaut Pinot lancia l’attacco. Landa nel frattempo riesce a fare il vuoto su Rolland e Rui Costa, ritardati di un minuto, mentre più indietro Geschke molla definitivamente la presa e lascia Dumoulin da solo, che non si perde d’animo e prova a recuperare il gap. Poco meno di 4 km ed ecco uno scatto nel gruppo dei migliori in classifica: si stacca infatti Thibaut Pinot che mette in seria difficoltà Nibali e Quintana. Il messinese, con Pozzovivo alla sua ruota, tenta l’affondo, seguito poi da Zakarin: questi tre corridori prendono alla sprovvista il colombiano che proprio in un momento così delicato accusa problemi al mezzo e rischia a momenti di perdere contatto. Ma accorre in suo aiuto il compagno Rojas, mentre Nibali può contare sul redivivo Visconti.
Nel frattempo Landa riesce a tagliare il traguardo in solitaria senza rischiare i sorpassi che ha subito nelle tappe precedenti proprio alle ultime curve, e dedica la vittoria a Michele Scarponi. Nel resto dei corridori Quintana non approfitta più di tanto delle difficoltà di Dumoulin mentre continua indisturbato la sua marcia Pinot. Altro tentativo di affondo di Vincenzo Nibali, ma le polveri vengono bagnate dall’avversario colombiano. Zakarin e Pozzovivo vanno alla caccia del francese della FDJ che taglia il traguardo senza prendere gli abbuoni ma guadagnando 53 secondi sulla generale.

Le dichiarazioni post gara: Tom Dumoulin: “Domani aprirò il gas per stare con i migliori”

Nairo Quintana: “E’ un Giro molto duro, abbiamo pagato gli sforzi nelle altre tappe. Ringrazio il lavoro della Movistar, finalmente abbiamo guadagnato terreno e domani ci proveremo ancora“.
Tom Dumoulin: “Non sono soddisfatto della giornata di oggi, le gambe non giravano come volevo. Ero troppo indietro nella discesa, una gara davvero stressante. Sosta fisiologica a Sappada? No, ero semplicemente rimasto indietro. Domani dovrà rimanere con i migliori per avere qualche chance, full gas (sic) ma sarà davvero dura
Vincenzo Nibali: “Domani tutti cercheranno di portare a segno una azione singolarmente, ma le forze sono quelle che sono: le medie sono altissime, anche in questa tappa. Gli ultimi 2 km ho provato una accelerata anch’io ma le forze non erano al top“. Riguardo alla battuta su Dumoulin (“stia attento al karma“) : “Da piccolo guardavo le imprese di corridori come Pantani che mai sono stati così sfacciati, comunque Tom si è scusato e tutto si è azzerato. Siamo in tanti a giocarci la classifica e c’è ancora da lottare“.

Giro d’Italia 2017 Tappa 19: le classifiche. Tom Dumoulin saluta (per ora?) la maglia rosa

Ordine di arrivo di tappa:

1.ESP LANDA MEANA MIKEL SKY 4h 53’ 00”
2.POR FARIA DA COSTA RUI ALBERTO UAD 1’ 49”
3.FRA ROLLAND PIERRE CDT 1’ 54”
4.ESP BILBAO LOPEZ PELLO AST 2’ 12”
5.COL HENAO GOMEZ SEBASTIAN SKY 3’ 06”
6.RUSS HALUNOV EVGENY GAZ 3’ 51”
7.ESP SANCHEZ LUIS LEON AST 3’ 51”
8.ITA BUSATO MATTEO WIL 5’ 05”
9.ITA ROTA LORENZO BRD 5’ 05”
10.BLR KOSHEVOY ILIA WIL 6’ 44”


Classifica generale:

1.COL QUINTANA NAIRO MOV 02’ 40”
2.NED DUMOULIN TOM SUN 0’ 38”
3.ITA NIBALI VINCENZO TBM 0’ 43”
4.FRA PINOT THIBAUT FDJ 0’ 53”
5.RUS ZAKARIN ILNUR KAT 1’ 21”
6.ITA POZZOVIVO DOMENICO ALM 1’ 30”
7.NED MOLLEMA BAUKE TFS 2’ 48”
8.GBR YATES ADAM ORS 6’ 35”
9.LUX JUNGELS BOB QST 7’ 03”
10.NED KRUIJSWIJK STEVEN TLJ 7’ 37”

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