Tom Dumoulin vince il Giro d’Italia 2017: highlights video, le classifiche e il bilancio finale

Pubblicato il autore: Luca Santoro

Tom Dumoulin

Il trionfo di Tom Dumoulin e i piazzamenti finali di Quintana e Nibali. Era dal 2012 che non si vedeva un Giro d’Italia così incerto e combattuto sino all’ultimo metro, e proprio in quell’anno (ironia della sorte) la corsa rosa si concludeva proprio con una cronometro individuale finale a Milano.
Sei corridori riuniti in un lasso di tempo pari a novanta secondi di cui quattro di essi che hanno lottato per la conquista definitiva della maglia rosa e del Trofeo Senza Fine, ovvero Nairo Quintana, Vincenzo Nibali, Thibaut Pinot, Tom Dumoulin, Ilnur Zakarin e Domenico Pozzovivo. La piattissima (nel senso altimetrico) cronometro finale di oggi, che partiva dall’Autodromo di Monza per raggiungere dopo 29,3 km il Duomo di Milano, città che potrebbe essere traguardo finale della corsa rosa per i prossimi anni, secondo le intenzioni del sindaco meneghino Beppe Sala.
Prima vittoria per l’Olanda al Giro d’Italia che festeggia anche il trionfo di tappa di Jos Van Emden, ultimo vincitore di questa edizione. Secondo posto nella generale per Nairo Quintana, terzo per il nostro Vincenzo Nibali.
Le altre maglie: Mikel Landa ha conquistato ieri la maglia azzurra, Fernando Gaviria è la maglia ciclamino mentre cambio d’abito per la bianca, con Bob Jungels conquista la classifica giovani proprio nell’ultima cronometro ai danni del defender Adam Yates.
Infine, Vincenzo Nibali conquista il Trofeo Bonacossa, prestigioso premio collaterale per l’impresa più ardita del Giro d’Italia.

La cronaca e gli highlights video della gara: vittoria di tappa per Jos Van Emden

Gara dominata fino a da un altro olandese, Jos Van Emden della Lotto NL Jumbo, con un tempo pari a 33’08’; da citare la buona prestazione di Vasil Kiryienka (Team Sky) distanziato di 31 secondi dal provvisorio primo classificato della cronometro. Alle 16.43 apre le danze dei favoriti alla vittoria finale Ilnur Zakarin (Katusha Alpecin).
Dumoulin parte con un notevole 58 x 11, il massimo rapporto a sua disposizione: l’olandese tira fuori insomma l’artiglieria pesante per chiudere definitivamente la pratica Giro 100. Al primo intermedio resta dietro di 2 secondi da Jos Van Emden ma la sua media è da motori spinti a tutta forza, toccando anche i 60 km/h. Sono 55 i km/h invece toccati nella prima parte dal campiona nazionale di categoria Thibaut Pinot, che nella zona del primo intermedio resta attardato di 26 secondi rispetto al capitano della Sunweb.
Vincenzo Nibali invece è staccato da Dumoulin di 18 secondi e guadagna sul francese della FDJ. Occhi puntati su Nairo Quintana che al primo intermedio registra un tempo alto, pagando 31 secondi sull’olandese che a sua volta, al secondo rilevamento cronometrico, continua a perdere da Van Emden (in questo caso sei secondi) ma è pur sempre il migliore tra i suoi avversari in quanto si avvicina sempre di più alla maglia rosa del colombiano.
Nibali al secondo rilevamento registra un tempo pari a 20’46” con un guadagno di 16 secondi su Pinot, terzo nella generale, mentre Quintana perde ancora: 55 i secondi di ritardo su Dumoulin che letteralmente vola in questa prova finale e si riprende momentaneamente la maglia rosa. Il colombiano della Movistar al secondo intermedio perde un minuto esatto dal suo diretto avversario: ormai si lotta per le piazze d’onore.
Tom Dumoulin conclude la sua cronometro con un tempo pari 33’23”: non batte Van Emden che si prende l’ultima vittoria del Giro d’Italia 2017 ma blinda la sua presenza sul gradino più alto del podio finale.
Thibaut Pinot conclude la sua prova con un tempo molto alto, 34’50”, perdendo 15 secondi da Dumoulin. Nibali invece registra un 34’17” finale, guadagnando una trentina di secondi sul francese. Infine Quintana chiude il suo Giro con un tempo pari a 34’47: esplode la gioia di Tom Dumoulin, primo olandese nella storia a trionfare nella corsa rosa.
Ecco gli highlights della gara (courtesy Peloton TV):

E’ incredibile, è un sogno” le prime dichiarazioni a caldo del vincitore. Ecco l’intervista rilasciata ai microfoni di Pro Cycling:

 

Le altre dichiarazioni, Quintana: “Al Tour darò il 100%”. Nibali: “Ad Oropa e nel Blockhaus ho sbagliato”

Nairo Quintana ai microfoni Rai Sport: “Usciamo da questo Giro in crescita: abbiamo fatto esperienza e raccolto un importante secondo posto. Dove potevo attaccare Dumoulin? I 70 km a cronometro per me erano troppi, potevo colpire in montagna ma le forze non mi sono bastate”. Per quanto riguarda il Tour de France, altro obiettivo di stagione: “Abbiamo una grande squadra, non vogliamo solo partecipare ma vincere, perciò daremo il 100%”. “Amo comunque molto il Giro d’Italia, tutto ciò che potevamo fare lo abbiamo fatto e io personalmente mi sono ispirato a Marco Pantani“.
Fernando Gaviria, maglia ciclamino, sempre su Rai Sport: “Sono felice di questo risultato ma adesso non so quali saranno i miei prossimi obiettivi: deciderà la squadra“.
Vincenzo Nibali:Il mio obiettivo era il gradino più alto ma più di così non potevamo fare, era un Giro dal livello altissimo. Il Tour de France? Per ora torno a casa e recupero le energie, anche per stare vicino a mia figlia Emma [che è salita sul podio con lui per il Trofeo Bonacossa ndr]. Quando ho parlato di karma nei confronti di Dumoulin era perchè si trattava di una risposta alle sue parole, ma poi ci siamo chiariti: sapevamo che a cronometro era il più forte e ha dimostrato di meritare la vittoria finale. Giorni no? Non sicuramente l’Etna, ma ad Oropa e Blockhaus mi sono gestito male“.

Il Giro d’Italia 2017 di Tom Dumoulin

Giro controverso, da una parte combattuto ed incerto sino alla fine, dall’altra si è invece contraddistinto per un comportamento da parte delle squadre votato, a volte in maniera eccessiva, al tatticismo ed all’attendismo.
Il risvolto positivo è che queste due caratteristiche sono in rapporto causale, ovvero nessuno dei corridori favoriti ha avuto la volontà, a volte anche la forza (considerando il fatto che tanti uomini di punta sono arrivati all’ultima settimana con il fiatone visto l’impegno richiesto dal percorso)  di “uccidere” il Giro, di sferrare almeno nelle montagne finali l’attacco decisivo che avrebbe blindato il risultato finale.
E’ vero che Quintana a Piancavallo, a due tappe dalle fine, si era ripreso la maglia rosa togliendola di dosso a Dumoulin, replicando l’exploit del Blockhaus. E’ vero pure che l’olandese della Sunweb si è fatto forte di una determinazione e di una tempra eccezionale, nata nella cronometro del Sagrantino e rinforzatasi tappa dopo tappa.
Non si è lasciato scomporre dall’imbarazzante problema fisiologico che nella tappa dello Stelvio poteva costargli la prima posizione in generale, non si è lasciato intimidire quando i suoi diretti avversari (in primis Quintana e Nibali, ma anche un sontuoso Pinot) nelle discese come quella di Sappada o nella salite come quella di Asiago riuscivano a distanziarlo di alcuni metri creano il vuoto tra loro e l’olandese. Anche il ciclismo, come altri sport come il tennis in cui è uno degli elementi preponderanti, l’aspetto psicologico può giocare un ruolo non indifferente. Dumoulin l’aveva detto, una volta conquistata, “voglio tenermi la maglia rosa“: non ha avuto a sua disposizione uno squadrone come la Movistar anche se Ten Dam o Geschke sono stati dei buoni gregari, ma ha avuto dalla sua una forma al top e una mentalità da vincente che fa sempre la differenza.

Il bilancio del Giro d’Italia 2017 in sintesi

Che Giro d’Italia 2017 è stato? Pochi attacchi che sono stati fuochi di paglia ed estemporanei, solo in alcuni casi capaci di determinare degli scossoni in classifica (come è successo sul Blockhaus, la prima tappa dove è successo davvero qualcosa) e nella terz’ultima e penultima tappa: l’impressione, come già detto, è che a volte sia mancata quella volontà e a volte lo stato di forma ottimale per affondare il colpo su un Dumoulin che pur piegato da eventi avversi o attardato di alcuni metri non si spezza ma resiste. Il disegno del percorso ha diviso il web, tra chi ha apprezzato e chi lamentava ad esempio la mancata presenza di salite estremamente impegnative nei punti decisivi tali da poter mettere in difficoltà i corridori e garantire spettacolo. De gustibus.
Ma l’incertezza di un Giro 100 così combattuto, con corridori favoriti rimasti più nelle trincee che all’assalto in prima linea, ha mantenuto una pressione alta ed un equilibrio in corsa tra ciclisti impegnati in una sfiancante guerra di nervi: anche questo è spettacolo, non solo l’attacco sulla pendenza più difficile o subito dopo aver scollinato.

Abbiamo visto la consacrazione di un velocista straordinario come la maglia ciclamino Fernando Gaviria, autore di un poker di vittorie di tappa e chiamato a raccogliere il testimone da Mark Cavendish magari vincendo qualche Classica come la Milano Sanremo o la Parigi Roubaix. Come lui una nuova generazione di sprinter si sta affacciando e questo Giro d’Italia 2017 lo ha ulteriormente dimostrato, come Caleb Ewan, Jasper Stuyven o il nostro Jakub Mareczko.

Nibali e gli altri: il Giro dell’Italia

A proposito degli italiani, escludendo la vittoria di tappa a Bormio di Vincenzo Nibali e il suo n posto in classifica, abbiamo raccolto poche gioie ma al tempo stesso anche qui abbiamo visto una nuova generazione che inizia a farsi vedere e speriamo possa ulteriormente crescere in futuro, visto che il movimento italiano ne ha disperato bisogno: pensiamo ai corridori della UAE Emirates come Simone Petilli oppure Valerio Conti, che se non fosse caduto in quella curva agli ultimi chilometri a Peschici avrebbe forse potuto agguantare un successo di tappa, oppure l’ascesa continua di Davide Formolo che certo non è più una novità ma è sempre più una risorsa per il ciclismo italiano, così come un corridore che non è certo giovanissimo ma è finalmente tornato ai livelli a cui ci aveva abituato in passato, ovvero Domenico Pozzovivo, autore di un fantastico Giro del Centenario sempre presente nel gruppo dei migliori (mai così vicino alla maglia rosa nella classifica finale).
O ancora lo grande reazione di un team come la Bardiani CSF che, umiliata dallo scandalo doping esploso proprio il giorno prima dell’avvio del Giro d’Italia 2017, riesce a piazzare spesso i suoi giovani corridori nelle fughe come Simone Andreetta, Enrico Barbini, Nicola Boem o Mirco Maestri. Pur non riuscendo a centrare la vittoria di tappa, è ammirevole da parte della Bardiani la volontà di onorare il Giro d’Italia 2017 lottando finché possibile e mettendo in mostra il suo vivaio tutto italiano (come il più giovane della corsa rosa quest’anno, Vincenzo Albanese).

Si conclude quindi la grande domenica, come la definì Montanelli, del Giro 100. Un maggio che non è stato radioso come da intenzioni perché gravato dal lutto sconvolgente di Michele Scarponi, celebrato dai migliaia di tifosi ad ogni tappa toccata dal circus di RCS Sport.
Il Giro ora ha lasciato la città: appuntamento al 2018, per altri cento anni (si spera) di grande ciclismo.

Giro d’Italia 2017: Classifiche Finali

Maglia Rosa:

1.NED DUMOULIN TOM SUN 90h 34’ 54”
2.COL QUINTANA NAIRO MOV 0’ 31”
3.ITA NIBALI VINCENZO TBM 0’ 40”
4.FRA PINOT THIBAUT FDJ 1’ 17”
5.RUS ZAKARIN ILNUR KAT 1’ 56”
6.ITA POZZOVIVO DOMENICO ALM 3’ 11”
7.NED MOLLEMA BAUKE TFS 3’ 41”
8.LUX JUNGELS BOB QST 7’ 04”
9.GBR YATES ADAM ORS 8’ 10”
10.ITA FORMOLO DAVIDE CDT 15’ 17”

Maglia Ciclamino (Classifica a Punti):

1.COL GAVIRIA FERNANDO QST 325
2.BELSTUYVEN JASPER TFS 192
3.IRL BENNETT SAM BOH 117
4.ERI TEKLEHAIMANOT DANIEL DDD 100
5.AUT POSTLBERGER LUKAS BOH 98
6.NED DUMOULIN TOM SUN 80
7.RUS BRUTT PAVEL GAZ 76
8.ITA SBARAGLI KRISTIAN DDD 76
9.ALB ZHUPA EUGERT WIL 70
10.ITA FERRARI ROBERTO UAD 70

Maglia Azzurra (GPM):

1 ESP LANDA MEANA Mikel TEAM SKY 224
2 ESP SANCHEZ Luis Leon ASTANA PRO TEAM 118
3 ESP FRAILE Omar TEAM DIMENSION DATA 104
4 COL QUINTANA Nairo MOVISTAR TEAM 70
5 FRA ROLLAND Pierre CANNONDALE-DRAPAC PRO C.T. 70
6 RUS ZAKARIN Ilnur TEAM KATUSHA ALPECIN 66
7 ESP ANTON Igor TEAM DIMENSION DATA 56
8 NED DUMOULIN Tom TEAM SUNWEB 55
9 ITA POZZOVIVO Domenico AG2R LA MONDIALE 54
10 FRA PINOT Thibaut FDJ 53

Maglia Bianca (Giovani):

1.LUX JUNGELS BOB QST 90h 41’ 58”
2.GBR YATES ADAM ORS 1’ 06”
3.ITA FORMOLO DAVIDE CDT 8’ 13”
4.SLO POLANC JAN UAD 11’ 02”
5.BEL DE PLUS LAURENS QST 1h 12’ 56”
6.ITA PETILLI SIMONE UAD 1h 22’ 30”
7.COL HENAO GOMEZ SEBASTIAN SKY 1h 37’ 00”
8.FRA BIDARD FRAN�OIS ALM 2h 01’ 59”
9.RUS FOLIFOROV ALEXANDER GAZ 2h 02’ 26”
10.AUT MUHLBERGER GREGOR BOH 2h 05’ 30”

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