Tour de France, Fabio Aru solo contro tutti, ma con lui c’è Nibali

Pubblicato il autore: Annamaria Sabiu

Fabio AruIl Tour de France continua a regalare grandi emozioni a tutti i tifosi di Fabio Aru. Infatti, il corridore sardo dopo aver conquistato la maglia gialla nella tappa numero 12, è riuscito a difenderla anche nella  numero 13, solo contro tutti. Purtroppo sia Cataldo, sia Fuglsang per una serie di conseguenze importanti riportate dopo alcune cadute, sono stati costretti al ritiro dalla corsa e così Fabio si trova a lottare contro il carro armato Sky di Chris Froome, solo con le sue energie fisiche e mentali. Nell’ultima tappa si è difeso con le unghie e con i denti: “Non è stata una giornata facile, ma sono riuscito a difendermi come volevo. Questo è un giorno in più in cima alla classifica e un giorno in meno verso Parigi”, ha dichiarato Aru al termine della corsa.
Ad appoggiare e sostenere il corridore sardo c’è però anche un suo carissimo amico ed ex compagno di squadra nell’Astana Vincenzo Nibali. Lo Squalo dello Stretto è impegnato in ritiro per preparare la Vuelta, corsa in terra spagnola dove si incontrerà e sfiderà nel mese di settembre proprio con Fabio Aru.

Vincenzo Nibali a sostegno di Fabio Aru

Nibali e Aru, un duo che è rimasto nel cuore di tanti italiani, quando i due hanno condiviso un’esperienza importante insieme nell’Astana. Da questa stagione si trovano a portare avanti la causa di due squadre diverse, Nibali infatti si è legato contrattualmente col Team Bahrain Merida, mentre Aru ha scelto di rimanere nell’Astana. Un cambio di maglia che sicuramente non ha intaccato il legame di profondo rispetto e reciproca amicizia che si è instaurato tra i due corridori. Infatti, lo stesso Squalo dello Stretto ha fatto sentire la sua vicinanza in questa esperienza di Fabio al Tour de France. Alla Gazzetta dello Sport ha così dichiarato: “Il Tour è ancora lungo ma Fabio sta benissimo. Ha fatto bene a sfruttare l’occasione, lui su quelle rampe quando scatta fa male. Le qualità le ha già dimostrate al Giro del 2013. Sapeva di essere forte, forse non si immaginava di essere subito protagonista. Le sue doti? È testardo, cocciuto, duro. Quando si fissa un obiettivo non si dà pace finché non lo ha raggiunto”.

Nibali ha espresso anche il suo parere sulla somiglianza tra i due: “ “In realtà siamo diversi. Lui è uno scalatore, io più passista, sono più pesante, lui credo sia attorno ai 59 chili. Questa differenza di peso in salita si sente, soprattutto sulle rampe corte dove lui è più agile. Io sono più potente e un pochino più adatto alle crono”.  Lo Squalo ha poi così concluso parlando dell’atteggiamento di Aru quando erano compagni di squadra: “Mi chiedeva di tutto: allenamenti, alimentazione, gestione della squadra. È una spugna. Sapevo che anche lui poteva prenderla subito la maglia gialla. Al Tour la squadra è importantissima. Per gestire la corsa, curare gli avversari. Lì Fabio è messo bene: Shefer a volte azzarda ma Martinelli è molto bravo”.

Non resta dunque che attendere questa terza settimana di corse per vedere se Fabio Aru riuscirà a trionfare a Parigi.

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