Tour de France, fango francese su Fabio Aru. Ecco come si difende il corridore

Pubblicato il autore: Annamaria Sabiu

Aru


Il Tour de France è giunto alla sua seconda settimana e oggi giovedì 13 luglio c’è la tanto attesa giornata dei Pirenei. Un’occasione sicuramente da sfruttare per Fabio Aru se vuole recuperare terreno dal suo diretto avversario, la maglia gialla Chris Froome. Aru infatti occupa la seconda posizione in classifica generale a soli 18 secondi dal leader. La tappa odierna presenta caratteristiche adatte per il corridore sardo che sfrutterà sicuramente l’occasione nel migliore dei modi.

Fabio Aru, tuttavia, è stato al centro non solo della corsa, ma anche di una polemica sollevata da Le Monde. Il quotidiano infatti  ha parlato in maniera negativa del corridore, gettando ombre anche sul suo passato: “I grandi occhi neri non dicono nulla. Lui, poco di più, ha scritto il giornalista Clément Guillou che ha poi aggiunto: “Non per mancanza di intelligenza. È il suo percorso a parlare per lui: sintetizza in sé gli anni neri del ciclismo italiano. All’inizio, forse, suo malgrado. Ma col tempo sono aumentate le coincidenze.”
Non mancano i riferimenti a persone che hanno fatto o fanno parte della carriera del corridore: “A 18 anni è stato chiamato in Lombardia dall’uomo più discusso del ciclismo dilettantistico italiano: Olivano Locatelli”.
L’articolo che sta facendo tanto discutere non si ferma così e prosegue con un’altra stoccata: Fabio Aru arriva a casa di Giuseppe Martinelli, direttore sportivo dell’Astana, che lo segue già da parecchi anni. Un altro uomo-chiave del ciclismo italiano degli ultimi decenni. Trent’anni di mestiere ed il suo capolavoro: Marco Pantani, idolo di Aru. E poi Gilberto Simoni e Stefano Garzelli…”, per poi concludere con un interrogativo che sa di velata accusa: Che cosa ha imparato da queste figure controverse? Dalla risposta a questa domanda dipende la credibilità del Tour de France 2017.”

Tour de France, la risposta di Fabio Aru

Fabio Aru continua a dimostrare di essere un degno rivale di Chris Froome per la conquista della maglia gialla. Ma a tener banco questi giorni è l’articolo pubblicato da Le Monde proprio contro il corridore sardo, insinuando un passato alquanto nero nella sua carriera. Come avrà reagito Fabio Aru?
Il villacidrese ha reagito a tutte queste accuse col silenzi, senza voler commentare o alimentare le gravissime insinuazioni proferite dal quotidiano. La miglior risposta di Aru sarà infatti quella della strada, dove si sta facendo sempre più avvincente la sfida con la maglia gialla. Al riguardo Aru ha dichiarato a CyclingNews: “Io ho un grande rispetto per Froome ma non ho nessuna paura di attaccarlo, Vedremo come andranno le cose, sarebbe bello vedere altri attacchi e fare due grandi tappe di montagna”. Il corridore non sottovaluta nemmeno Quintana nonostante il suo ritardo in classifica: “Bisognerà guardare anche Quintana. È un po’ dietro e ha il Giro nelle gambe, ma è uno che non rinuncia mai”.
Certo è che la tappa di oggi e quella di domani, venerdì 14 luglio, diranno la loro sul possibile vincitore della maglia di quest’edizione del Tour de France, nonostante manchi ancora una settimana alla fine della grande corsa a tappe e i giochi sono ancora abbastanza aperti.

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