L’analisi del Tour de France 2018: dal pavé all’Aubisque, è un percorso per corridori completi

Pubblicato il autore: Andrea Biagini Segui

tour de france 2018

Sono ormai passati due giorni dalla presentazione del Tour de France 2018, in programma dal 7 al 29 luglio, ed avvenuta all’interno del Palais des Congrés di Parigi. Una Grande Boucle che per la seconda volta consecutiva è stata rivelata prima di ogni altro Grande Giro, a conferma del fatto che gli organizzatori stanno facendo di tutto per avere un parterre de roi (non che ce ne fosse bisogno, data la grandezza della corsa francese) al via nonostante alcune scelte rischiose, prontamente criticate da direttori sportivi e corridori. La scelta di ASO di anticipare tutti resta in ogni caso una strategia che potrà dare i suoi frutti, dal momento che l’alone di mistero che ruota attorno al Giro d’Italia ed al suo percorso sta infastidendo non pochi specialisti delle corse a tappe, bisognosi di conoscere i vari GT così da poter già programmare la propria stagione, tenendo sempre in considerazione il Mondiale di Innsbruck, sulla carta adatto proprio agli scalatori.

Percorso Tour de France 2018: scalatori, occhio alla prima settimana

Dando una rapida occhiata al percorso della Grande Boucle edizione numero 105, possiamo affermare senza problemi che quella di quest’anno sarà, oltre che uno delle più brevi, anche una delle corse più difficili da interpretare ed aperte a più soluzioni, dal momento che la prima settimana sarà del tutto priva di montagne ma al contempo ricca di insidie ed ideale per i grandi passisti, magari affini anche alle classiche.
Inoltre, fin dal primo giorno in Vandea, regione che ospiterà la Grand Départ, la squadra di ogni capitano avrà il suo bel dal fare, considerando che si partirà con una tappa disegnata lungo la costa atlantica e dunque a rischio ventagli, mentre il terzo giorno sarà il momento della cronosquadre di Cholet, 35 km molto mossi con due côte da superare. Ci si sposterà poi in Bretagna, dove anche in questo caso i corridori saranno attesi da tappe lunghe e ricche di muri affrontare, tra cui il Mur de Bretagne inserito due volte nella tappa numero 5.
Non essendoci salite vere nei primi giorni, come detto, il 14 luglio non potremo quindi assistere allo spettacolo dei tifosi riversati lungo i tornanti del Ventoux o di qualche altra ascesa storica, anche se questo potrà essere perdonato da ASO guardando il percorso del giorno seguente, tappa 9. E’ infatti qui, sulle pietre che da Arras portano a Roubaix, che potrebbe delinearsi una prima vera classifica del Tour de France 2018, con ben 21 km (su 154 totali) di pavé distribuiti sui 15 settori previsti: gli scalatori puri potranno avere più di una difficoltà a tenere le ruote dei migliori, specie se la giornata dovesse essere da tregenda come fu quella ormai celebre datata 2014 che vide Vincenzo Nibali protagonista assoluto, e per questo si dovrà prestare massima attenzione a ciò che potrà succedere, con i distacchi che dopo il traguardo potranno essere anche importanti.

Dopo il giorno di riposo ecco invece, forse premature, le Alpi. Saranno le prime vere montagne della corsa, per questo i corridori dovranno dimostrare di essere pronti. Anche in questo caso gli organizzatori hanno voluto inserire novità affiancate alla scelta di vette storiche, come per esempio la scalata del Montée du plateau de Glières (tappa 10), caratterizzata da 1800 m su fondo in sterrato che termineranno allo scollinamento, sebbene affrontato quando all’arrivo mancheranno ancora 90 km. Le altre due tappe alpine saranno invece da tenere in seria considerazione, poiché entrambe con dislivello importante e spesso con quote vicine ai duemila metri: la tappa dell’Alpe d’Huez, ultima del trittico, potrà essere usata dagli scalatori in ritardo in classifica generale per provare a recuperare terreno. Nella seconda settimana, infatti, ci saranno poche altre possibilità di muoversi, con altre due probabili volate e la Millau-Carcassone che, seppur caratterizzata da 3000m di dislivello, sarà più adatta ad una fuga vista l’ultima salita posizionata a 40 km dall’arrivo.

Si arriva così alla terza ed ultima settimana. La possibilità di attaccare ci sarà fin dal primo giorno, nella tappa che da Carcassone porta a Bagnéres de Luchon, dove nel finale sono concentrati Portet d’AspetMenté e Portillon prima della picchiata verso l’arrivo. La tappa seguente è quella che invece ha fatto più scalpore, poiché “lunga” soli 65 km ma con quasi 3000 m di dislivello: i corridori saranno chiamati, almeno nelle intenzioni degli organizzatori, a muoversi fin da subito, dando così vita ad una corsa intensa ed aperta allo spettacolo.
A questo punto, superata la tappa di transizione di Pau, prima di Parigi chi vorrà vincere il Tour de France 2018 dovrà necessariamente giocare il tutto per tutto nella Lourdes-Laruns, 200 km con Col d’Aspin, Tourmalet, Soulor e Aubisque, e nella cronometro individuale nei Paesi Baschi, 31 km decisamente ondulati che non saranno di certo graditi dagli specialisti della disciplina.

Tour de France 2018, i possibili favoriti dal percorso

Dopo aver analizzato brevemente il percorso, si può dire che i favoriti per questo Tour de France 2018 saranno corridori completi in grado di dire la loro sia nelle tappe pianeggianti rese pericolose dal vento oceanico e dai settori in pavé, sia nelle tappe di montagna previste su Alpi e Pirenei. Per questo motivo gente uno Vincenzo Nibali, che in ogni caso ha dichiarato di voler puntare forte alle classiche delle Ardenne (Liegi su tutte) e al Mondiale di Innsbruck, potrebbe provare ad approfittarne fin da subito. Dall’altra parte, c’è curiosità nel vedere cosa potranno fare i vari Nairo Quintana, Romain Bardet ma anche Fabio Aru (se dovesse essere al via), dal momento che la prima settimana potrà risultare come detto decisiva. Chris Froome invece, sorretto da una squadra formidabile in ogni terreno (Thomas e Moscon, per dirne due a caso, sulle pietre della Roubaix potranno aiutarlo non poco), non c’è dubbio che si presenterà al via per essere competitivo in ogni terreno, alla caccia del suo quinto centro jaune.

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