Esclusiva SN- Elia Viviani: “Il 2017 è stato il mio miglior anno su strada. La Quickstep occasione irrinunciabile”

Pubblicato il autore: Giuseppe Segui

La redazione di Supernews ha intervistato in esclusiva Elia Viviani, campione olimpico dell’omnium a Rio 2016. Il ciclista veronese ha corso una grandissima seconda parte di stagione su strada e si sta preparando al passaggio nel 2018 dal Team Sky alla Quick Step. Il suo palmares si è arricchito di un argento agli Europei e di ben nove successi: una tappa al Tour de Romandie, una tappa alla Route du Sud, due tappe al Giro d’Austria, due tappe al Tour do Poitou Charentes, le due classiche World Tour Cyclassics Amburgo e Gp Plouay, una tappa al Tour de Britain.

Sei soddisfatto del tuo 2017 su strada ? Si poteva ottenere un risultato migliore ai Mondiali di Bergen?
La seconda parte di stagione è stata fantastica: dal Giro dell’Austria in poi è stato un susseguirsi di vittorie e ho raggiunto una forma top nel mese di Agosto. Nonostante abbia corso poco nei primi mesi, il 2017 è diventato il mio miglior anno tra i pro per il numero e la qualità dei successi. Ho vinto anche due classiche storiche del circuito World Tour come Amburgo e Plouay. Il Mondiale di Bergen era un po’ troppo selettivo per le mie caratteristiche ed è stata dura mantenere una condizione ottimale per così tanto tempo. Ho sbagliato a voler scollinare tra i primi in salita al penultimo giro, pensando che quello fosse il momento cruciale della corsa. Avevo paura di rimanere fuori dal gruppo dei migliori, nell’ultimo giro ho pagato lo sforzo e sono definitivamente saltato. L’Italia ha corso un bellissimo mondiale ed è stato un vero peccato non portare a casa nessuna medaglia. La meritavamo come squadra, la meritava Trentin per il suo grande finale di stagione. Alla fine ha vinto un fenomeno come Peter Sagan.

C’è del rammarico per non aver partecipato a nessun Grande Giro?
Sono ormai due anni che non corro corse a tappe di tre settimane, non vedo l’ora di tornare al Giro. La scelta tecnica è stata del Team Sky per puntare tutto sulla classifica generale con Thomas e Landa. Ho rispettato le loro decisioni, ma mi sarebbe piaciuto partecipare al centesimo Giro e godermi l’affetto dei tifosi a meno di un anno dalla vittoria di Rio 2016.

Nel 2018 cambierai squadra e correrai per la Quick Step: che ambiente aspetti di trovarti? Quale sarà il tuo ruolo?
Si correrò per la squadra belga : un’occasione davvero irrinunciabile. Tutti sappiamo come siano organizzati per le volate e questo mi potrà favorire. Sarò il velocista di riferimento insieme a Gaviria e per la prima volta avrò un treno di uomini tutto mio. La cosa mi esalta, non vedo l’ora.

Quali sono i tuoi programmi per il 2018?
Ancora non possiamo parlare con certezza del mio calendario di corse nel 2018. Nella mia testa vorrei partire subito forte, puntare alla Milano-Sanremo e finalmente ritornare al Giro d’Italia. Ho intenzione di dedicarmi totalmente alla strada, accantonando ancora per un anno il discorso pista.

Come vedi i giovani talenti italiani del ciclismo su pista? C’è stata una crescita del movimento dopo il tuo oro a Rio 2016?
La crescita è esponenziale, le medaglie arrivano, la federazione ci crede e c’è anche un supergruppo femminile. I giovani stanno iniziando a cambiare idea sull’attività su pista, chissà se sia l’inizio di un nuovo ciclo positivo in vista di Tokyo 2020, l’obiettivo di tutti.

 

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