Giro d’Italia 2018, risolto il caso Gerusalemme Ovest. Ma per Vegni, la capitale non è Tel Aviv?

Pubblicato il autore: Andrea Biagini Segui

gerusalemme ovest
Probabilmente gli organizzatori del Giro d’Italia 2018 se lo aspettavano che la Grande Partenza da Israele, dove si correranno le prime tre tappe dell’edizione 101, sarebbe stato difficoltosa, ma di certo non pensavano che lo sarebbe stato per questioni, almeno fin qui, solo e soltanto geopolitiche.
La presentazione ufficiale delle ventuno tappe, avvenuta ieri a Milano negli studi Rai, ha infatti mandato su tutte le furie le parti israeliane coinvolte nell’accordo, che non hanno digerito la denominazione di Gerusalemme Ovest nella planimetria del cronoprologo di apertura, in quanto a loro avviso “Gerusalemme è la capitale di Israele: non vi sono Est e Ovest. Gerusalemme è una città unita“. Ieri sera gli animi si sono così surriscaldati a tal punto che Israele ha minacciato di rompere l’accordo stretto con RCS, che ha così dovuto porgere le proprie scuse per l’inconveniente oltre che modificare le mappe ufficiali. Rientrato il caso Gerusalemme Ovest, quindi, il dubbio legato alla città è stato un altro.
Già al centro di polemiche legate alla complicata questione palestinese, ieri Gerusalemme è stata “snobbata” dallo stesso direttore del Giro Mauro Vegni, che parlando della seconda tappa ha fatto notare con molta disinvoltura come questa terminasse a Tel Aviv, “la capitale d’Israele” (minuto 18.10). Lo scivolone, se mai così possa essere chiamato, è stato subito notato dagli ospiti presenti in studio, che si sono quindi lasciati andare ad una risata imbarazzata.
Chissà se avranno invece riso gli esponenti israeliti, che comunque almeno su questo hanno preferito sorvolare.

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