Giro d’Italia 2018: tanta salita, pochi chilometri a cronometro, i possibili favoriti

Pubblicato il autore: Andrea Biagini Segui

Giro d'Italia 2018
Sette tappe pianeggianti, cinque tappe di media montagna, sette tappa di alta montagna, due tappe contro il tempo. 3523km totali di cui 44.2 a cronometro. Sono questi i numeri del Giro d’Italia 2018, presentato ieri pomeriggio negli studi Rai di Milano (tra l’altro, ci sono state polemiche poiché a gran parte della stampa è stato negato l’accredito a causa della limitata capienza), che partirà il 4 maggio da Gerusalemme con un cronoprologo, per terminare il 27 maggio a Roma, chiudendo così un cerchio nel ricordo del Giusto tra le Nazioni, Gino Bartali.

Giro d’Italia 2018, un percorso duro fin da subito: L’ANALISI

Quella che ci aspetta sarà una corsa dura fin dal primo giorno, perché come ha fatto notare Alberto Contador, ieri ospite al fianco di Vincenzo Nibali, Fabio Aru e la maglia rosa uscente Tom Dumoulin, sarà una cronometro atipica, su un percorso mosso e tortuoso dove si dovrà rilanciare spesso la bici, sebbene comunque favorevole agli specialisti della disciplina. Le altre due tappe in terra israelita non dovrebbero invece creare particolari problemi agli uomini di classifica, che una volta sbarcati in terra italica, Sicilia per l’esattezza, dovranno fare subito i conti con percorsi molto movimentati ed insidiosi: le tappe di Caltagirone e Santa Ninfa (in ricordo del terremoto avvenuto nel 1978 nella Valle del Belice) richiederanno grande attenzione e saranno adatte a finisseur, mentre quella dell’Etna, scalato da un versante inedito, rappresenterà subito il primo vero banco di prova, non dicendoci forse chi vincerà il Giro d’Italia 2018 ma probabilmente chi lo perderà si. Quindi, dopo la settimana tappa interlocutoria di Praia a mare, riservata alla ruote veloci, la strada tornerà nuovamente a salire verso il Santuario di Montevergine: si tratta di una salita secca, dopo una giornata senza grosse difficoltà altimetriche, che quindi sarà adatta a sforzi massimali. Ma occhio al giorno seguente, perché il menù offre un altro arrivo in salita prima del secondo riposo: la tappa del Gran Sasso, dove vinse Pantani nel 1999, nel finale presenta 50 km praticamente ininterrotti con il naso all’insù, dopo essere transitati, tra l’altro, per la cittadina di Rigopiano, dove lo scorso 18 gennaio una slavina travolse l’omonimo hotel causando la morte di 29 persone. La seconda settimana si aprirà invece con due tappe mosse ed insidiose, la prima con arrivo a Gualdo Tadino e la seconda ad Osimo, quando i corridori dopo essere partiti da Assisi passeranno per Filottrano, nel ricordo di Michele Scarponi (una tappa della Tirreno Adriatico probabilmente arriverà qui), per poi affrontare i tipici muri marchigiani. Seguono quindi due tappe completamente pianeggianti che permetteranno di risalire la penisola fino ad arrivare a San Vito al Tagliamento, dove sabato 19 maggio la tappa numero 14 offrirà l’arrivo in cima allo Zoncolan, la porta dell’Inferno, che fa così il suo ritorno al Giro a 4 anni di distanza dall’ultima volta. 5 GPM in 181 km renderanno la giornata ancor più decisiva, soprattutto perché da qui in avanti il tempo per riposare non ci sarà più ed ogni passo falso potrebbe costare caro. Anche il giorno seguente, con l’arrivo a Sappada che da pochi giorni ha lasciato il Veneto per entrare a far parte del Friuli-Venezia-Giulia, ci sarà spazio per delle imboscate prima di riposare per l’ultima volta.
La terza settimana, come sempre, sarà quella cruciale, anche se come già detto il Giro d’Italia 2018 richiederà fin da subito una forma fisica ideale, dati i numerosi arrivi in salita già nella prima settimana. Il martedì andrà in scena la cronometro da Trento a Rovereto, 34.5 km leggermente mossi nel finale ma comunque ideali per gli specialisti, che potranno guadagnare anche qualche minuto sui meno avvezzi alla disciplina: occhio quindi alla classifica, che oggi potrebbe mutare in modo rilevante. Tuttavia, tempo e modo per colmare il gap non mancheranno di certo agli scalatori più puri, perché dopo la tappa del Franciacorta da Riva del Garda ad Iseo il plotone affronterà tre tappe accomunate da un’unica costante: la salita. Si comincia con la tappa 18 da Abbiategrasso a Pratonevoso, ascesa secca dopo una tappa poco inferiore ai 200km, simile a quella di Oropa dello scorso anno e a quella del Montevergine nei primi giorni. Il giorno successivo sarà però un’altra pagina importante della Corsa Rosa, con Colle del Lys, Colle delle Finestre (Cima Coppi) e Sestriere prima dell’arrivo sullo Jafferau. Ultima tappa alpina, quindi, per provare a ribaltare un’ultima volta la classifica, ecco Col Tsecore, Col St Pantaleon e Cervinia in rapida successione.
Dulcis in fundo, passerella finale sulle strade ciottolate di Roma tra i monumenti simbolo della Capitale, per consegnare alla maglia rosa il Trofeo senza fine.

Giro d’Italia 2018, I FAVORITI

Durante il corso della presentazione, vedendo così tante salite e così pochi chilometri a cronometro, in molti hanno pensato che questo percorso non potesse essere stato disegnato per Chris Froome. Eppure, nonostante tutto, il vincitore di 4 Tour de France nonché detentore in carica di maglia gialla e rossa sarà l’unico big sicuro al via il 4 Maggio per puntare alla conquista dell’unica maglia che gli manca, quella rosa appunto. Una scelta coraggiosa, sintomo di chi vuole dimostrare ai più critici tutto il suo valore. Una scelta da campione vero, che tuttavia potrebbe costargli caro: con un Giro così esigente, non proprio adatto a lui, il capitano della Sky potrebbe mettere a repentaglio anche il suo tentativo di difesa della maglia gialla, ritrovandosi a fine luglio a mani vuote.
Un percorso che invece sembra essere disegnato su misura per Mikel Landa, recentemente passato alla Movistar dove spera di trovare finalmente lo spazio che merita, con i gradi di capitano. Il basco potrebbe infatti sfruttare la propria chance qui al Giro, considerando anche che Nairo Quintana punterà forte al Tour, per consacrarsi definitivamente e scrollarsi di dosso l’etichetta di gregario di lusso. Anche Fabio Aru, neo capitano della UAE Team Emirates, visti i pochi chilometri contro il tempo potrebbe dire la sua, anche se sulla carta parte leggermente sotto al keniano e allo spagnolo. Per quanto riguarda Vincenzo Nibali e Tom Dumoulin, invece, probabilmente ad entrambi sembra essere più adatto il percorso francese, rinunciando così al Giro, mentre uno come Esteban Chaves potrebbe rilanciarsi dopo l’annata buia.
Non resta quindi che aspettare le prossime conferme e smentite dei diretti interessati, anche se pare chiaro che con la sfida lanciata da Froome e da tutto il Team Sky ci sarà da divertirsi.

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