Glaetzer fulmine sul Km su pista, giù il muro del minuto

Pubblicato il autore: Gianni Succu Segui

Il record del mondo è 56″303 ed è stato siglato dal francese Pervis in Messico, sulla pista di Aguascalientes a 2000m di altitudine; ma il chilometro del ciclismo su pista, in gare tenute a livello del mare, non aveva mai visto nessun atleta abbattere il muro del minuto.

Almeno fino a ieri, quando l’australiamo Matthew Glaetzer, durante le qualificazioni della seconda prova di coppa del Mondo di ciclismo su pista in programma a Manchester, è riuscito ad abbattere quel muro che sembrava invalicabile.

Come ben noto, nelle gare e corse in altura, l’aria rarefatta permette ai pistard di sfruttare la minore resistenza offerta e andare ben più veloci di quanto non possano fare al livello del mare. Di fatti il precedente record, ovviamente ufficioso, del Chilometro su Pista a 0m slm o poco più era stato realizzato ai Mondiali di Londra 2016, dove il tedesco Joachim Ellers si era fermato a 42 millesimi di secondo dall’impresa.

La prova sotto il minuto di Glaetzer

Era solo questione di tempo prima che qualcuno di questi fenomeni della velocità e delle biciclette senza freni potesse arrivare a tale risultato incredibile, ed è successo ancora una volta su suolo britannico, in una delle piste più veloci del circuito mondiale. L’australiano Glaetzer ha impiegato 59″970 ha percorrere i 4 giri di pista che compongono la distanza in una delle prove più antiche ed affascinanti del panorama del ciclismo su pista, esclusa dal programma olimpico da Atene 2004, e con la speranza di rientrare dalla prossima rassegna a cinque cerchi. Inutile dire che l’australiano ha ottenuto la qualificazione alla fase finale della prova.

Al termine di questa fantastica prestazione, l’australiano ha dichiarato:
Ho sempre pensato che fosse possibile rompere questa barriera, ma pensavo fosse presto: è arrivato tutto prima del previsto. Stasera qua a Manchester c’era un pubblico fantastico, e la pista è sempre stata veloce. Quando ho visto il tabellone – ha aggiunto il pistard, quarto alle ultime Olimpiadi nell’inseguimento a squadre – ero contentissimo. Sapevo di aver fatto una bella prova, ma non avevo idea di quanto bene fossi andato. E quando ho visto il numero 59 lì in alto mi sono detto: SENSAZIONALE, ce l’ho fatta!

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