Ciclismo, le 10 vittorie più belle del 2017

Pubblicato il autore: Andrea Biagini Segui
10 vittorie più belle del 2017

Michele Scarponi trionfa sul traguardo di Innsbruck nella tappa 1 del Tour of the Alps.

Mancano oramai poche ore alle fine dell’anno, poi si aprirà il 2018 e con lui si appresterà a cominciare anche la nuova stagione ciclistica, pronta a ripartire il 14 gennaio con il Tour Down Under. Prima di voltare pagina, però, è bene riavvolgere il nastro dei ricordi e rivivere quelle che, a nostro avviso, sono state le 10 vittorie più belle del 2017.

Ciclismo, le 10 vittorie più belle del 2017: la classifica

10) Michal Kwiatkowski (Team Sky) – Strade Bianche (175 km)

Che il 2017 sarebbe stato l’anno della rinascita per Michal Kwiatkowski si è capito ben presto, per l’esattezza il 4 marzo, a Siena. In una giornata di pioggia, con gli eroici sterrati resi ancor più infami, ad entrare per primo in Piazza del Campo è proprio il polacco del Team Sky, che in solitaria festeggia così la sua seconda Strade Bianche della carriera.

9) Greg Van Avermaet (BMC Racing Team) – Paris-Roubaix (257 km)

Mancava solo questa nella bacheca di Golden Greg, e puntualmente è arrivata a testimoniare una volta di più che i tempi dell’eterno secondo sono finiti. Nel giro di due anni il belga della BMC ha conquistato tutto (o quasi), completando l’opera con la pietra della Roubaix che senza dubbio porta anche la firma del compagno di squadra Daniel Oss, fermatosi ad aspettare il capitano mentre era in fuga e rinunciando dunque alle proprie ambizioni di giornata.

8) Peter Sagan (Bora Hansgrohe) – Tirreno Adriatico, tappa 5 Rieti-Fermo (210 km)

Anche quest’anno lo slovacco entra nella nostra speciale classifica delle 10 vittorie più belle del 2017, grazie al successo ottenuto nella tappa dei muri alla Tirreno Adriatico, in cui Sagan si è messo alle spalle tutti scalatori puri che nulla hanno potuto contro lo strapotere del campione del mondo, sebbene il tracciato sembrasse sulla carta troppo duro per le sue caratteristiche.

7) Warren Barguil (Sunweb) – Tour de France, tappa 18 Briançon-Izoard (179,5 km)

Come per Kwiatkowski, anche per Warren Barguil il 2017 è stato l’anno della rinascita con il bretone che, messe da parte le ambizioni di classifica a differenza degli anni precedenti, si è concentrato sulle tappe e sulla maglia a pois. Il corridore della Sunweb è così riuscito a mettere in mostra tutto il suo potenziale, conquistando la classifica degli scalatori ed la prestigiosa tappa con arrivo in cima al Col d’Izoard, attaccando proprio sull’ultima salita.

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6) Michal Kwiatkowski (Team Sky) – Milano-Sanremo (291 km)

Due settimane dopo il successo alla Strade Bianche, a testimonianza dell’ottima condizione fisica, è ancora Michal Kwiatkowski ad esultare sulla linea d’arrivo, stavolta al termine di una volata al fotofinish con Peter Sagan e Julian Alaphilippe dopo un’azione sulle ultime rampe del Poggio.

5) Tom Dumoulin (Sunweb) / Jos Van Emden (Lotto NL Jumbo) – Giro d’Italia, tappa 21 Monza-Milano (29,3 km, cronometro individuale)

Una tappa, due vincitori. Succede anche questo nell’ultima tappa del Giro d’Italia 2017, con Jos Van Emden che un po’ a sorpresa va a prendersi la cronometro conclusiva partita dall’Autodromo di Monza. Alle sue spalle, favorito numero uno in partenza, Tom Dumoulin, che grazie però ad una prestazione comunque incredibile riesce a riprendersi la maglia rosa, sfilandola dalle spalle di Nairo Quintana e conquistando così il suo primo Grande Giro della carriera.

4) Fernando Gaviria (Quick Step Floors) – Giro d’Italia, tappa 13 Reggio Emilia-Tortona (167 km)

Nella tappa dedicata a Fausto Coppi, che proprio a Tortona perse la vita a causa di una grave forma di malaria, Fernando Gaviria mette in mostra tutte le sue qualità di pistard e va a vincere con un numero pazzesco negli ultimi 300m, partendo dalla decima posizione e rimontando il gruppo già lanciato in volata. E’ la vittoria numero 4 in questo Giro d’Italia, che gli permette di cucirsi definitivamente addosso la maglia ciclamino.

3) Vincenzo Nibali (Bahrain Merida) – Il Lombardia (247 km)

Era il favorito e non ha tradito le aspettative. Vincenzo Nibali ha l’arte di far sembrare facile ciò che invece non lo è, e la mette in pratica sulle strade che da Bergamo portano a Como. Dopo aver risposto all’attacco di Thibaut Pinot in prossimità dello scollinamento in cima al Civiglio, il messinese allunga in discesa e consolida il vantaggio guadagnato sulla salita di San Fermo della Battaglia, centrando così il suo secondo Giro di Lombardia in carriera e chiudendo la stagione in bellezza, dopo il terzo posto al Giro e il secondo posto alla Vuelta.

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2) Philippe Gilbert (Quick Step Floors) – Ronde van Vlaanderen (260 km)

E’ il vallone, in maglia di campione nazionale, ad aggiudicarsi l’edizione 101 del Giro delle Fiandre con un’azione d’altri tempi. Il belga della Quick Step Floors, infatti, decide di attaccare tutto solo sull’Oude Kwaremont, a 55 km dal traguardo: nessuno pensa che quella potrebbe essere l’azione decisiva, eppure nessuno alla fine riesce a riprenderlo. In solitaria, dopo una fuga epica, Gilbert taglia così il traguardo di Oudenaarde alzando la bici nel gesto tipico dei biker, centrando la sua quarta Monumento.

1, EX AEQUO) Alberto Contador (Trek Segafredo) – Vuelta a España, tappa 20 Corvera de Asturias-Alto de l’Angliru (117,5 km)

“Era la mia ultima gara della carriera, dovevo vincere”. Sono queste le parole con cui Alberto Contador ha ricordato quella tappa sull’Angliru, conclusa davanti a tutti come nella più bella favola per bambini. Su una della salite più dure d’Europa, forse solo al livello dello Zoncolan, il Pistolero spara il suo ultimo colpo prima di dire basta con il ciclismo. Un regalo ai tifosi che è già nostalgia.

1, EX AEQUO) Michele Scarponi (Astana) – Tour of the Alps, tappa 1 Kufstein-Innsbruck (142,3 km)

L’ultima vittoria dell’Aquila di Filottrano, pochi giorni prima di lasciarci in un tragico incidente d’auto. E’ sembrato quasi un segno del destino, l’ultimo regalo da parte di uno dei corridori più amati del circus. Michele Scarponi era sempre il primo a sorridere, a scherzare anche quando le cose erano serie, e chissà cosa deve aver pensato quando si è reso conto di essere tornato alla vittoria dopo anni grazie ad una volata. La vittoria più bella di quest’anno, ad ex aequo con quella di Contador, non può che essere la sua.

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