Doping Chris Froome, il ciclista smentisce patteggiamento della pena

Pubblicato il autore: Pio.Maggio Segui

PAU, FRANCE - JULY 13: Christopher Froome of Great Britain riding for Team Sky in action during stage 12 of the Le Tour de France 2017, a 214.5km stage from Pau to Peyragudes on July 13, 2017 in Pau, France. (Photo by Bryn Lennon/Getty Images)
Giallo intorno al caso Chris Froome-Doping. Secondo quando riportato dal Corriere della Sera, il ciclista della Sky, dietro consiglio della moglie-manager Michelle Cound, sarebbe disposto ad ammettere la propria negligenza e patteggiare una pena ridotta. La positività al Salbutamolo del 4 volte vincitore del Tour de France fu annunciata a dicembre e riguardava la Vuelta 2017, vinta dallo stesso Froome davanti a Vincenzo Nibali.

La notizia della sua positività ha acceso un vespaio di polemiche attorno al ciclista di origini keniote che subito ha professato la propria innocenza, adducendo l’uso della sostanza per curare una grave forma d’ asma accertata dall’Unione Ciclistica Internazionale. A prendere le difese di Froome ci ha pensato lo stesso direttore generale del Team Sky, Dave Brailsford che ha parlato di disfunzioni renali, causa che ha portato all’utilizzo della sostanza. Tali affermazioni hanno irritato non poco i vertici del ciclismo internazionale. Secondo il giornale italiano da qui parte l’idea di patteggiare una pena ridotta e sventare l’accusa di doping doloso che porterebbe ad una squalifica dai 12 ai 24 mesi, che limiterebbe la carriera di Froome visto anche i suoi 32 anni.

Il corridore del Team Sky perderebbe il successo della Vuelta ai danni di Nibali e la medaglia di bronzo al campionato mondiale di cronometro a favore di Oliveira. L’ammissione di Froome, indotta dalla moglie Michelle, avrebbe come fine uno sconto di pena importante. Secondo l’articolo a firma di Marco Bonarrigo la speranza è quella di incorrere in una squalifica di 6 mesi che inizierebbe dal giorno dell’ultima corsa del ciclista, 20 settembre, scontata nei mesi invernali e che gli permetterebbe di correre il Giro d’Italia e la Grande Boucle. Più probabile una squalifica di 9 mesi che farebbe saltare la sua partecipazione alla corsa rosa ma che gli lascerebbe l’opportunità per l’assalto alla sua quinta maglia gialla.

Chris Froome smentisce il patteggiamento per doping 

La notizia di questa intenzione del campione keniota ha fatto il giro del mondo ma ha trovato la smentita dello stesso Froome attraverso un tweet di poche righe: “Ho visto l’articolo sul Corriere della Sera questa mattina: è completamente falso“. Il “cinguettio” spiazza tutti quelli che speravano in una conclusione che salvasse per così dire il salvabile ed invece non fa altro che far continuare una situazione spiacevole per la credibilità di questo sport e delle prestazioni di Froome.

La bagarre odierna arriva due settimane dopo l’attacco del francese Roman Bardet, secondo al tour 2016 e terzo nell’edizione 2017, che ha tuonato: “Nessuna decisione è stata presa: siamo ridicoli, camminiamo sulle nostre teste. Sono stupito che senza una fuga di notizie, questo controllo sarebbe stato ignorato e sono sollevato dal fatto che non abbiamo lavato i panni sporchi in famiglia. C’è una mancanza di trasparenza. Il ciclismo potrebbe morire se non vengono presi provvedimenti“. Il ciclista della AG2R la Mondiale ha poi continuato: “Voglio credere alla buona fede di Froome, ma quando la soglia viene superata, i regolamenti prevedono una penalità“. Le sue parole sono quelle della stragrande maggioranza degli appassionati delle due ruote stanchi ormai di vedere continuamente vessato questo sport dai continui casi di positività che minano l’immagine del ciclismo e delle imprese che ancora regala questo sport.

  •   
  •  
  •  
  •