Pagelle Giro 2018: Froome da sogno, incubo Aru

Pubblicato il autore: Marco Perrone Segui

Foto Facebook Giro d’Italia pagina ufficiale

Chris Froome centra la Tripla Corona e, dopo 4 Tour e la Vuelta della passata stagione, porta a casa anche la 101esima edizione del Giro d’Italia. Quello appena concluso è stato un Giro dai due volti, con due fasi ben distinte: la prima dominata da Simon Yates e durata oltre due settimane, la seconda raccolta negli ultimi cinque giorni in cui sono emerse la capacità di fondo di gente come Froome e Dumoulin e tutti i limiti di una Mitchelton che forse deve rivedere qualcosa nella preparazione della corsa. Ecco le pagelle di questa edizione del Giro d’Italia.

 

I top e i flop del Giro 2018

Chris Froome: voto 10
Impossibile dare meno all’asso britannico che al primo vero tentativo di conquistare il Giro d’Italia è andato subito a segno. Certo, è stata molto più dura di quanto si potesse pensare per il capitano del Team Sky. Prima la sorpresa di Simon Yates poi la tenacia di Dumoulin hanno messo seriamente in discussione le possibilità di poter vedere il keniano bianco in maglia rosa sul podio di Roma. Il voto perfetto è frutto soprattutto della tappa del Colle delle Finestre, giorno in cui Chris Froome ha scritto una delle più belle pagine del ciclismo degli ultimi 15 anni.

Tom Dumoulin: voto 9
All’olandese campione uscente è mancato solo l’acuto. Per il resto il capitano del Team Sunweb ha condotto la corsa con straordinaria sicurezza vincendo la crono di apertura di Gerusalemme e restando sempre in scia dei migliori nelle tappe di montagna. Forse c’è solo un rammarico per l’olandese: non aver controllato al meglio la corsa nella tappa epica di Bardonecchia in cui ha concesso a Froome oltre 3 minuti.

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Elia Viviani: voto 9
Il ragazzo d’oro in maglia Quickstep non ha deluso le aspettative in questa edizione del Giro portando a casa ben 4 vittorie di tappa e conquistando più che meritatamente la maglia ciclamino di leader della classifica a punti. Unico neo, la mancata vittoria nella passerella finale di Roma, beffato dall’irlandese Sam Bennett.

Simon Yates: voto 8
Fino a Sappada (15esima tappa) il suo Giro è da 10 in pagella. Ha attaccato ogni volta che un avversario era in difficoltà accumulando un vantaggio che sembrava garantirgli di portare la maglia rosa fino a Roma. Poi l’ultima settimana le Alpi Occidentali gli hanno presentato il conto. Ed è stata una vera agonia per il britannico che ha perso la maglia del primato nel giorno del trionfo di Chris Froome, uscendo definitivamente di classifica nella frazione successiva e chiudendo la corsa in 21esima posizione. Per lui comunque ben tre tappe in questa edizione della Corsa Rosa e la sensazione che lo rivedremo presto protagonista sulle strade del Giro.

Richard Carapaz: voto 8
Quarto posto finale in classifica generale al secondo GT in carriera e una vittoria di tappa (frazione con arrivo a Montevergine) per il 25enne ecuadoregno, presentato un po’ a sorpresa dalla Movistar ai nastri di partenza del Giro d’Italia. Sicuramente sentiremo parlare ancora di lui nei prossimi anni e ci farà divertire anche sulle strade del Giro.

Miguel Angel Lopez: voto 8
Il piccolo Superman dell’Astana non ha deluso le attese e ha portato a casa un bellissimo terzo posto confermando quanto di buono aveva mostrato nella Vuelta dello scorso anno. Assieme alla conquista del gradino più basso del podio anche la soddisfazione della conquista della maglia bianca di miglior giovane difesa dagli assalti di Carapaz.

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Thibaut Pinot: voto 6
Il francese non ce l’ha fatta a chiudere il Giro, mancando nuovamente l’appuntamento con il podio. Arrivato con tre quarti d’ora di ritardo al traguardo di Cervinia, il capitano della Groupama-FDJ è stato ricoverato ad Aosta per disidratazione. Un Giro affrontato sempre da comprimario con il podio sempre a vista. Crisi a parte, al francese è mancato un acuto. Provaci ancora Thibaut!

Domenico Pozzovivo: voto 5
Può sembrare un giudizio severo ma la sensazione è che Mimmo abbia perso la grande occasione per salire sul podio. Provando a lasciare da parte la grossa crisi della tappa di Bardonecchia in cui ha perso 8 minuti da Froome, quello che più stupisce è l’eterno attendismo in salita. Mai un tentativo concreto di attacco, solo una continua risposta alle rasoiate in salita dell’avversario di turno. Così non si può ambire a traguardi importanti. Serve più coraggio.

Fabio Aru: voto 4
Una partecipazione da dimenticare e da mettere quanto prima in archivio per il ciclista sardo che non è mai stato protagonista in questa edizione della Corsa Rosa. Lontano parente del ciclista che abbiamo visto al Tour nella scorsa stagione, Aru è stato sempre in difficoltà fin dalle prime salite appenniniche. Giusta la sua decisione di lasciare la corsa durante la tappa di Bardonecchia. Vedere Fabio in questo precario stato di forma non ha fatto bene agli appassionati, non ha fatto bene al Giro nè tantomeno a se stesso.

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