Vuelta 2018, tappa 19: sui Pirenei vince Pinot di forza. Yates secondo ipoteca la maglia rossa

Pubblicato il autore: Enrico Salvi Segui

Grande battaglia nella prima tappa pirenaica della Vuelta 2018: un grande Thibaut Pinot vince sul traguardo di Andorra (Naturlandia) ma Simon Yates, secondo al termine di una salita interpretata da vero leader, guadagna oltre un minuto in classifica su un Valverde in difficoltà, rafforzando la maglia rossa: Madrid non è mai stata così vicina.

Vuelta 2018, tappa 19: la cronaca
Un percorso più classico oggi alla Vuelta: la Lleida-Andorra (Naturlandia), di 154,4 km, ha un profilo che di solito si vede di più al Giro o al Tour. Una tappa con un falsopiano leggermente a salire nella prima parte e finale contraddistinto dalla salita secca del Col de la Ribassa: 17 km al 6,6% di pendenza media, con pendenze a doppia cifra concentrate nella parte iniziale e arrivo ai 2025 metri slm di Naturlandia.
Così come nella tappa scorsa, parte una fuga ridotta, ma a differenza di ieri, con Wallays che ha resistito al ritorno del gruppo, il destino per gli attaccanti è segnato fin dall’inizio. Non sono un caso gli oltre 60 km che sono serviti per far andare in fuga dei corridori: oggi la Movistar, impostando un controllo ad oltre 50 orari di media, fa sul serio per attaccare la maglia rossa. In questa battaglia sul filo dei secondi anche gli abbuoni possono far la differenza per Alejandro Valverde.
Ci provano diversi corridori di spessore: Kwiatkowski, De Marchi, Rolland, Anton, Zakarin e Clarke su tutti, ma vengono sempre ripresi. A metà tappa una fuga viene fatta andare: si tratta di Jonathan Castoviejo (Team Sky), Benjamin Thomas (Groupama-FDJ) e Tom Van Asbroeck (Education First-Drapac), con quest’ultimo che però dopo una quindicina di chilometri si fa riassorbire dal gruppo.
Gruppo sempre comandato dalla Movistar che tiene a tiro i due per tutta la tappa (massimo vantaggio intorno ai due minuti e mezzo) e, complice il traguardo volante alla base della salita, a Sant Julià de Lòria, il vantaggio dei fuggitivi all’inizio della salita è ridotto a un centinaio di metri.

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Movistar che prende di petto anche l’erta finale, scremando il gruppo ad una trentina di unità. Ai -14 Nibali lascia la compagnia del gruppo della maglia rossa: oggi non era la giornata ideale per testarsi, visto il controllo che si è generato. Invece per Fabio Aru, che si stacca poco dopo, è il sintomo di una condizione tutt’altro che buona, anche alla luce della caduta di due giorni.
La tappa, impostata come una sfida a scacchi tra i big, a 12 km dalla vetta si trasforma in una corsa parallela tra due gruppetti. Il primo gruppo lo porta via la Lotto NL Jumbo, che con il lavoro di Bennett lancia all’attacco Steven Kruijswijk. L’olandese è seguito da Nairo Quintana e in seconda battuta da Thibaut Pinot.

La maglia rossa sembra schiacciata dalla tattica Movistar, ma ne esce con classe e ribalta la situazione: ai -10 con un allungo (colpevolmente non seguito da Valverde) si riporta sui tre di testa ed imposta un ritmo che lo porta a guadagnare costantemente sul gruppo composto da Valverde, Lopez, Uran, Kelderman e Mas.
Quintana, al traino di Yates, Pinot e Kruijswijk, viene fatto rallentare per dare una mano al capitano che perde secondo su secondo: dai 20″ dei -8,5 km, ai 30″ dei -7, fino al minuto di svantaggio dei -4 km, nonostante il colombiano che tira, poi fora e ritorna sul gruppetto a fare l’andatura.

Tutti attendono l’attacco dell’Embatido ma il murciano non ne ha oggi: Kelderman, Mas e Lopez se ne accorgono e cercano di recuperare sui tre di testa, che però hanno trovato un buon accordo e si giocheranno in esclusiva la tappa. All’ultimo kilometro perde contatto Kruijswijk e così è lotta a due: Pinot parte a 300 metri dall’arrivo e può alzare le braccia al cielo per la seconda volta in questa Vuelta. Per Simon Yates, arrivato a 5 secondi, è il secondo posto migliore che poteva ottenere: adesso Madrid è davvero ad un passo. Domani, nel tappone pirenaico, dovrà gestire 1’38” su Valverde e 1’58” su Kruijswijk, terzo oggi, che sale sul podio virtuale a scapito di Enric Mas.
Per Valverde, arrivato a 1’12” dal vincitore, e per tutta la Movistar, è una sconfitta durissima: domani servirà un’attacco da lontano per fare il ribaltone. Di terreno ce n’è, ma servono le gambe che oggi sono mancate.
Appuntamento a domani, con la tappa numero 20, la Andorra. Escaldes-Engordany – Coll de la Gallina. Santuario de Canolich, di 97 km, che con i suoi 5 GPM deciderà la 73° ediizione della Vuelta a España.

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Vuelta 2018, tappa 19: la classifica di tappa
1) Thibaut Pinot (Gruopama-FDJ), in 3h42’05”

2) Simon Yates (Mitchelton-Scott), +5″
3) Steven Kruijswijk (Lotto NL Jumbo), +13″
4) Rigoberto Uran (Education First-Drapac), +52″
5) Miguel Angel Lopez (Astana), +52″
6) Enric Mas (Quick – Step Floors), +52″
7) Wilco Kelderman (Sunweb), +1’03”
8) Alejandro Valverde (Movistar), +1’12”
9) Tony Gallopin (AG2R La Mondiale), +1’15”
10) Nairo Quintan (Movistar), +1’49”

Vuelta 2018, tappa 19: la classifica generale
1) Simon Yates (Mitchelton-Scott), in 76h44’41”
2) Alejandro Valverde (Movistar), +1’38”
3) Steven Kruijswik (Lotto NL Jumbo), +1’58”
4) Enric Mas (Quick – Step Floors), +2’15”
5) Miguel Angel Lopez (Astana), +2’29”
6) Nairo Quintana (Movistar), +4’01”
7) Thibaut Pinot (Groupama-FDJ), +5’22”
8) Rigoberto Uran (Education First-Drapac), +5’29
9) Ion Izaguirre Insausti (Team Bahrain-Merida), +6’30”
10) Tony Gallopin (AG2R La Mondiale), + 7’21”

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