Peter Sagan presenta l’autobiografia “My World”: l’incredibile retroscena sulla Parigi-Roubaix 2018

Pubblicato il autore: Giuseppe Biscotti Segui

Peter Sagan – Foto Getty Images© per SuperNews

Peter Sagan, lo show man del ciclismo. Il tre volte campione del mondo slovacco si può considerare a tutti gli effetti come il personaggio più mediatico del mondo del pedale. Solo nell’ultimo mese Sagan si è reso protagonista di un’intervista nella quale ha dichiarato che il ciclismo è uno sport noioso e della singolare premiazione ai Campionati del Mondo di Innsbruck, nella quale è salito sul palco per cedere personalmente la maglia iridata al neo campione Alejandro Valverde. In questi giorni il ciclista della Bora Hansgrohe sta presentando il suo libro autobiografico My World che uscirà dalla prossima settimana anche nelle librerie italiane. Da quanto emerge dalle prime anticipazioni, sarà una lettura scoppiettante.

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Sagan e l’aneddoto sull’ultima Parigi-Roubaix. Il fenomeno slovacco ha vinto l’ultima edizione della classica del Nord con un attacco a 50 km dal traguardo e battendo poi in volata Dillier. A contorno di questa sua impresa leggendaria, c’è un episodio incredibile che è raccontato nella sua autobiografia. Ad anticiparlo è il quotidiano belga Het Laatste Nieuws: “Abbiamo lasciato un settore di pavè ed ho subito sentito che qualcosa non andava. Ho guardato in basso, sterzavo verso nord ovest e la bici andava a nord, il manubrio era storto di circa 30 gradi“.

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Non avendo la possibilità di fermarsi all’ammiraglia, Sagan ha in mente un’idea quasi folle: “E se posso spingere la mia ruota contro qualcosa? Ero dietro a Wallays e se in questa situazione gli avessi toccato la ruota in modo imprevisto certamente sarei caduto e lui sarebbe stato fortunato a restare in piedi. Ma se è pianificato? Sarebbe diverso, giusto? Un breve tocco rapido, il manubrio torna dritto e continuiamo come se nulla fosse accaduto“. Lo slovacco non ci pensa due volte e colpisce ripetutamente la bici del ciclista belga fino a quando lo raggiunge l’ammiraglia del suo team in un tratto di asfalto. A fine corsa anche Wallays ha raccontato così l’episodio a Marcus Burghardt, compagno di squadra di Peter: ” Sagan aveva colpito la mia ruota posteriore almeno cinque volte. Gli ho dato tante di quelle maledizioni e lui mi ha risposto: “Mi dispiace, sono solo stanco”. Un retroscena davvero singolare ed indicativo della personalità del campione di Zilina.

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