Sulla riforma dello Sport è dura polemica fra Matteo Salvini e Giovanni Malagò

Pubblicato il autore: rossellagrasso Segui

Foto Getty Images© scelta da SuperNews

Divampa la polemica fra il Ministro dell’Interno Matteo Salvini ed il presidente del Coni Giovanni Malagò, a proposito della riforma dello Sport e dei 370milioni di euro da dirottare alla nascente Sport e Salute S.p.A.

potrebbe interessarti ancheLegends Cup 2019, Italia sconfitta all’esordio con la Francia: in gol Zaccardo, Totti e Felicino

Per il CONI che attualmente percepisce 410milioni di euro annuali, è inaccettabile il nuovo progetto del Governo, ovvero una sottrazione di 370milioni ed i rimanenti  40milioni per gestire il funzionamento del Comitato Nazionale Olimpico e per la sola preparazione atletica: l’attacco di Matteo Salvini a più riprese, prima con i microfoni Rai e domenica su La7, punta l’indice contro manager e poltrone rosse e megauffici con segretarie di un palazzo nel quale si decide sulla competizione sportiva, senza spazio per le piccole federazioni che curano lo “sport del popolo”. Contro questa perentoria affermazione indignato Giovanni Malagò risponde  “dalla mattina alla sera con quattro righe della Finanziaria, è stato ucciso il CONI e siccome la riforma entra nel 2020, mi farò da parte…anche se è chiaro che finchè c’è vita c’è speranza“. Al suo fianco si schierano Daniele Lupo e Federica Pellegrini, portabandiera dei giochi olimpici 2016, i due atleti postano sui social e dichiarano in tv “Lasciamo lo sport allo sport“, a sostegno dell’ autononia del Coni nei confronti della politica. L’impressione generale è una contesa a muso duro del malloppo, sia da una parte come dall’altra.

potrebbe interessarti anchePapa Francesco “il senso dello sport” al Congresso Annuale Unione Ciclistica Europea a Roma.

Replica Matteo Salvini a Non è l’Arena di Massimo Giletti “mi dispiace per questo nervosismo, se tante parti dello sport si lamentano, occorre il cambiamento anche lì non solo al Governo. Ma a differenza di altri io non insulto, io faccio il mio e auguro allo sport di ritrovare l’anima che aveva” inneggiando a sport  come l’atletica, la pallavolo ed altri sport minori. Il Ministro dell’Interno ha concluso appellandosi ad una normativa che sanzioni di più la violenza negli stadi, ha portato come esempio il 24enne arbitro Paolo Bernardini, di Ciampino, che è stato selvaggiamente picchiato fuori dagli spogliatoi a San Basilio domenica 11 novembre, ribadendo ulteriormente che sarebbe ora che le società calcistiche pagassero il servizio di sicurezza negli stadi per oltre 54mila fra poliziotti e carabinieri, i cui costi sono attualmente a carico dello Stato.

notizie sul temaMedipol Basaksehir vede il primo storico titolo, Robinho e Napoleoni stendono il FenerbahceL’ ex tennista mondiale Martina Navratilova: no ai trans nelle competizioni sportiveRanocchia: il vero “capitano” silenzioso con l’Inter nel cuore
  •   
  •  
  •  
  •